Contaminazione del fiume Niger - multinazionali del petrolio


TIPO DI CONFLITTO

L’attività di estrazione del greggio delle multinazionali del petrolio ha provocato l’inquinamento dell’ecosistema del delta del fiume Niger e compromesso l’intero bacino idrico. Le comunità locali, appoggiate dal Mend - Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger - si oppongono e chiedono il risarcimento del debito ecologico.


 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

La Nigeria è attraversata da numerosi corsi d’acqua dolce, eppure 90 milioni di nigeriani non hanno accesso all’acqua potabile. L’area del delta del fiume Niger è composta da labirinti di corsi d’acqua che costituivano un tempo un delicato ecosistema ricco di biodiversità. L’attività di estrazione del greggio delle multinazionali del petrolio - Shell, Mobil, Chevron, Elf, ENI-Agip - ha provocato l’inquinamento di questo ecosistema e compromesso l’intero bacino idrico. Le comunità locali, appoggiate dal Mend - Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger - si oppongono e chiedono la bonifica dei corsi d’acqua e del territorio, una più equa distribuzione dei proventi del petrolio, nonché il risarcimento del debito ecologico.

Cause del Conflitto

Ricchissima di risorse minerali e di petrolio, che da solo costituisce il 95% delle esportazioni nazionali, la Nigeria ha una storia coloniale e post coloniale contrassegnata da violenti conflitti interni, spesso legati alla gestione dell’estrazione petrolifera. Dopo appena sei anni dall’indipendenza dall’Inghilterra, avvenuta nel 1960, il paese cade in una serie di disordini e di violenti massacri che danno inizio ad un lungo intreccio di dittature militari, finanziate con i proventi del petrolio.

All’enormità delle ricchezze rappresentate dalle risorse naturali non è mai corrisposta una equa distribuzione delle risorse, tanto che la popolazione nigeriana è tra le più povere del mondo. Gli ingenti danni ambientali e sociali causati dall’estrazione petrolifera hanno esasperato le popolazioni locali, costrette a fare i conti con le continue espropriazioni, la progressiva contaminazione del terreno e dei corsi d’acqua e le ripetute violenze da parte dei servizi di sicurezza delle imprese. Per rivendicare la fine del saccheggio indiscriminato del territorio le comunità rurali portano avanti da anni proteste e mobilitazioni e per questo motivo subiscono repressioni violente da parte dello Stato e degli eserciti privati delle multinazionali.

Negli ultimi anni si è costituito il gruppo armato del Movimento di Emancipazione del Delta del Niger - MEND - che ha compiuto numerose operazioni di sabotaggio delle installazioni e rapimenti dimostrativi. I guerriglieri dichiarano di agire per portare all’attenzione della comunità internazionale l’inaccettabile situazione che vive il popolo nigeriano, non hanno mai accettato riscatti e le persone sequestrate sono sempre state rilasciate in buono stato psico-fisico. Il manifesto di rivendicazione del MEND chiede la fine del saccheggio operato dalle multinazionali del petrolio, una più equa ripartizione delle ricchezze petrolifere, il risarcimento del debito ecologico e la demilitarizzazione del territorio.

Impatti

- L’attività di estrazione del greggio ha provocato l’inquinamento del bacino idrico del Delta del Niger. 36 mila km² di mangrovie, corsi d’acqua e lagune sono invasi da una melma nera e oleosa;

- per rifornirsi di acqua potabile, le popolazioni locali sono talvolta costrette a scavare nel sottosuolo fino a 50 metri di profondità, con serie ripercussioni sulla stabilità del terreno e ponendo la zona a rischio di frane. L’estrazione di petrolio provoca un abbassamento notevole del livello delle falde sotterranee, creando problemi di reperibilità dell’acqua;

- Di conseguenza la gente è spesso costretta a comprare acqua potabile nelle città vicine: le famiglie più povere spendono quasi il 20% del loro reddito per l’acqua;

- problemi di respirazione, malattie della pelle, disturbi gastrointestinali e cancro sono le malattie che si stanno diffondendo a macchia d’olio tra le popolazioni nigeriane, in particolare tra le popolazioni dei villaggi vicini agli stabilimenti petroliferi;

- le colture di sussistenza sono andate distrutte e la contaminazione della fauna acquatica ha compromesso la pesca;

- molte donne, spinte dalla necessità e dall’impossibilità di sfruttare i tradizionali mezzi di sussistenza, hanno intrapreso la strada della prostituzione.

Le comunità rurali del Delta del Niger si sono mobilitate molte volte per dimostrare la loro opposizione alle politiche delle multinazionali del petrolio e per rivendicare i propri diritti alla vita, alla dignità ed alla terra.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


Gennaio/Maggio 1993: in 5 mesi l’esercito comandato dalla Giunta militare uccide 1.800 persone nella regione di Rivers per appianare le contestazioni e permettere la prosecuzione delle trivellazioni del terreno da parte della Shell.

10 novembre 1995: il poeta e attivista Ken Saro Wiwa, e altri otto militanti del suo movimento MOSOP - Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni - vengono impiccati dal governo militare.

Giugno 2003: nel villaggio di Janki, a causa della penuria di acqua, la popolazione attinge acqua da un vecchio pozzo inquinato da scorie tossiche. L’incidente causa la morte di oltre 80 persone, tra cui numerose donne e bambini.

Febbraio 2005: il MEND dichiara guerra alle multinazionali che operano nella regione. Nel periodo 2005-2007 il MEND realizza frequenti azioni di sabotaggio agli stabilimenti ed inizia ad usare la tecnica del rapimento come strumento di rivendicazione politica. Dopo periodi più o meno lunghi di prigionia, rilascia regolarmente gli ostaggi in buona salute e senza accettare alcun riscatto.

Fine 2005: l’Agip viene messa sotto accusa per aver incoraggiato e caldeggiato la demolizione di una bidonville a Pourt Harcourt, ordinata dal governo nigeriano perché le baracche erano troppo vicine alle installazioni petrolifere ENI.


ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Altri

- A Sud

Comunità Locali:

- comunità Uzere
- comunità Biseni
- la comunità Ogoni
- la comunità Ijaw



FONTI E DOCUMENTAZIONE

Siti/Articoli consultabili:

- Eni
- Sito Peace Reporter
- Sito Carta
- Articolo dal sito di Educazione e Scuola
- Sito Social Press
- Sito Centro Nuovo Mpdello di Sviluppo
- Articolo - Nigeria:la guerra del petrolio-
- Sito Geocities
- Il manifesto
- Sito Mosop
- Friends of the Earth - Nigeria

Fonti A Sud

- La truffa dei rigassificatori
- http://www.asud.net/campagne/downlo...
- Guerra a bassa intensità occultata dalle multinazionali
- Eni’s Way?
- Nigeria:un paese sequestrato dalle multinazionali


 

Testi disponibili nel CDCA

- SHELL PETROLEUM DEVELOPMENT COMPANY, THE STATE, AND UNDERDEVELOPMENT OF THE NIGERIA’S NIGER DELTA : A Study in Environmental Degradation. Omoweh, Daniel A. Ed. Africa World Press 2001.
- Petrolio, forze armate e democrazia. Il caso Nigeria. Emiliani, Marcella. Ed. Carocci. 2004
- Genocide in Nigeria.The Ogoni Tragedy . Saro Wiwa, Ken. Ed. SAROS 2000.
- Ken Saro-Wiwa’s Shadow : Politics, Nationalism and the Ogoni Protest Movement. Osha, Sanya. Ed. Adonis & Abbey publishers Ltd 2007.
- The Pan-African Nation : Oil and the Spectacle of Culture in Nigeria. Apter, Andrew. Ed. The University of Chicago Press. 2005
- The Politics of Bones : Dr. Owens Wiwa and the Struggle for Nigeria’s Oil. Hunt, J.Timothy. Ed. McClelland & Stewart. 2005.
- High Stakes And Stakeholders : Oil Conflict And Security in Nigeria. Omeje, Kenneth. Ed. Ashgate. 2006.
- Chop Fine- The Human Rights of Local Government Corruption and Mismanagement in Rivers State, Nigeria. Human Rights Watch. 2007 Illusions of Power : Nigeria in Transition. Ihonvbere, Julius O. ; Shaw, Timothy. Ed. Africa World Press. 1998
- Sahel nigerino : quando sopravvivere è difficile. Pressione demografica e risorse naturali. Carozzi, Carlo ; Tiepolo, Maurizi. Ed. FrancoAngeli. 2006.
- Gas flaring in nigeria - a human rights, environmental and economic monstrosity. Friends of the earth. 2005.