Centrale Idroelettrica Endesa/Enel-Ralco sul fiume Biò-Biò


TIPO DI CONFLITTO

Nel 1993 Endesa Chile S.A. propone allo Stato cileno la costruzione di una centrale idroelettrica nella conca superiore del fiume Bìo-Bìo, che prevede lo sfollamento di sei comunità indigene mapuche-pehuenches.

TRADUZIONI : English 

 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

Nel 1993 Endesa Chile S.A. propone allo Stato cileno la costruzione di una centrale idroelettrica nella conca superiore del fiume Bìo-Bìo, che prevede l’inondazione di svariate migliaia di ettari di terreno e di conseguenza lo sfollamento dai territori ancestrali di 6 comunità indigene mapuche-pehuenches, tutelate dalla legge statale di Protezione e Sviluppo delle Popolazioni Indigene, Legge n°19.253 dello stesso anno. Nonostante la lunga opposizione da parte della CONADI - Corporazione Nazionale di Sviluppo dei popoli Indigeni - della popolazione e delle Organizzazioni ambientaliste, il progetto viene approvato nel 1999 ed inaugurato nel 2004. Da allora non sono cessate le proteste ed i ricorsi dei rappresentanti indigeni contro la diga.

Il caso Ralco-Endesa, conclusosi con l’esecuzione del contestato progetto dopo 10 anni di conflitto permanente tra comunità indigene, Governo cileno e interessi di imprese private, è divenuto l’emblema delle problematiche associate alla mancanza di reali meccanismi di garanzia a tutela di risorse naturali e minoranze etniche, in teoria protette dalle leggi dello Stato.

Cause del Conflitto

Il progetto di Endesa S.A. ha previsto la creazione di un sistema di contenimento delle acque nella zona dell’Alto Bìo-Bìo della capacità di circa 1.220 milioni di metri cubi di acqua ed una superficie di 3.467 ettari, affiancata da una centrale per la generazione di energia situata nel valico di Ralco, nella conca superiore dell’Alto Bìo-Bìo. Il muro di contenimento dell’invaso misura 370 metri di larghezza e 155 di altezza.

La centrale lavorava nell’anno di inaugurazione a 570 MW di potenza, poi aumentati previa approvazione della CONAMA fino a 690 MW. In totale il progetto ha comportato un investimento di 570 milioni di USD per la centrale e 12 milioni di USD aggiuntivi per la connessione al SIC - Sistema Interconnesso Centrale.

Impatti

Nell'area interessata al progetto si ubicavano le terre ancestrali di varie comunità mapuche-pechuenches: le comunità di Callaqui, di Quepuca Ralco e Ralco Lepoy nel settore di Ralco, più le comunità di Pitril, di Caunicu, di Malla Malla e di Trapa Trapa:

- la perdita del loro territorio da parte di tali comunità sta significando la graduale disintegrazione sociale e culturale delle popolazioni indigene sfollate e trasferite altrove, e ha provocato una frattura irreversibile nel loro stile di vita ancestrale. Gli insediamenti indigeni interessati direttamente dal progetto sono stati quasi 100, per un totale di oltre 250 nuclei familiari, con 1.200 persone coinvolte delle quali almeno 600 sfollate e trasferite altrove;

- l'inondazione di oltre 3.000 ettari di terreno boschivo impiegato per le attività di pastorizia ed agricoltura, ha comportato l'irreversibile danneggiamento dell'ecosistema della valle dell'Alto Bìo-Bìo, oltre ad aver rappresentato la radicale modificazione delle tradizionali attività lavorative degli abitanti;

- l'enorme domanda di acqua da parte della centrale idroelettrica ha sottratto ingenti risorse idriche alle attività della popolazione della zona.

- La costruzione della diga e del serbatoio produrrebbe un alto livello di evapotraspirazione che provocherebbe forti variazioni nel clima: aumento nei livelli di umidità, aumento delle piogge, e una riduzione delle temperature. Provocherebbe anche la morte degli organismi, sopratutto piante, che fissano il diossido di carbono e la loro decomposizione emetterebbe nell’atmosfera miliaia di tonnellate di metano e CO2, aumentando il cambiamento climatico.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


Maggio 1992: Inizia il processo di internalizzazione della compagnia Endesa mediante l’acquisto dell’argentina Central Costanera. Negli anni seguenti, comprerà più compagnie: Edegel, Betania (Colombia), Emgesa (Colombia), Centrais Eletricas Cachoeira Dourada (Brasile)

1994: viene varata dal Governo cileno la [Legge di Base sull'Ambiente n°19.300->IMG/pdf/link_legge_ambientale_n.19300-2.pdf] che istituisce la CONAMA - Commissione Nazionale per l'Ambiente - e subordina l'approvazione di progetti che “potrebbero generare una alterazione significativa degli ecosistemi e dei costumi dei gruppi umani” alla presentazione ed all'approvazione di un EIA - studio di impatto ambientale - sui rischi ambientali e sociali, unito alla formulazione di strumenti di sostenibilità ed eventuale riparazione per i danni provocati. Al momento dell'entrata in vigore della normativa sull'EIA, il progetto di Endesa per la centrale idroelettrica Ralco - fortemente caldeggiata dal Governo che la definisce “Progetto Paese”- si trova già in tramite presso la CONAMA. Per tale ragione l'Endesa propone ed ottiene dalla CONAMA la sottoscrizione di un accordo bilaterale per la formulazione di uno studio ad hoc sul progetto, risolvendo in tal modo di non essere vincolata all’adempimento delle prescrizioni contenute nella nuova normativa.

Marzo 1996: ENDESA elabora e presenta alla CONAMA lo studio di impatto ambientale. In seguito alla ricezione dello studio la CONAMA sviluppa un processo di valutazione durante il quale 22 tra organismi pubblici, consulenti esterni e movimenti cittadini valutano congiuntamente il documento prodotto. Al termine del processo valutativo - nel luglio dello stesso anno - la maggioranza degli organismi partecipanti manifestano il loro dissenso per l’incompletezza dello studio, e ne raccomandano la bocciatura, non ritenendo opportuno chiedere integrazioni a causa delle gravi lacune dello studio. Particolarmente severo il giudizio della Corporazione nazionale di Sviluppo Indigeno - CONADI - che afferma che “la realizzazione del progetto comporta l’inevitabile destrutturazione della cultura pehuenche e la sua estinzione come popolo entro un decennio, impatto inaccettabile e non catalogabile differentemente se non come etnocidio”.

Agosto 1996: Contrariamente alla raccomandazione la CONAMA chiede a Endesa di presentare un Addendum allo studio, che preveda strumenti di partecipazione cittadina e contenga notizie complementari su alcuni aspetti tecnici del progetto, addendum da valutare entro 60 giorni dalla ricezione.

Settembre 1996: ENDESA fa una controproposta alla CONAMA sui tempi ed il procedimento di valutazione dell’addendum. La CONAMA accetta.

Febbraio 1997: ENDESA consegna la documentazione pattuita. Il nuovo studio viene contestato duramente in 2 punti: l’impatto sulla biodiversità e l’impatto sulla comunità indigena. La CONADI manifesta assoluta contrarietà al progetto. Il governo reagisce a tale opposizione rimuovendo dall’incarico il Direttore nazionale della CONADI, Mauricio Huenchulat Cayuqueo. In questo clima di abuso, la CONAMA chiede ad ENDESA un nuovo rapporto integrativo allo studio di impatto.

Maggio 1997: ENDESA consegna le ulteriori integrazioni.

6 giugno 1997: la CONAMA pubblica il suo rapporto tecnico comunicando agli organismi coinvolti la definitiva approvazione del progetto Ralco-Endesa, stabilendo una serie di obbligazioni addizionali, tra le quali il prolungamento del piano di assistenza alle famiglie pehuenches da 4 a 10 anni.

1997: Non contenta, la ENDESA ricorre contro le obbligazioni aggiuntive decise dalla CONAMA. Contemporaneamente il GABB - Grupo de Acciòn por el Alto Bìo-Bìò, Ong ambientalista - ricorre contro la risoluzione di approvazione della CONAMA. Il consiglio direttivo della CONAMA, riunitosi per decidere sui due ricorsi, conferma la decisione, rigettando il ricorso di GABB e accogliendo alcune delle richieste di ENDESA.

Aprile 1998: ENDESA inizia le opere di esecuzione della centrale in territorio indigeno, senza aspettare la prescritta autorizzazione della CONADI.

Giugno 1998: la CONADI intima ad ENDESA la sospensione dei lavori. Di fronte alla strenua opposizione della CONADI alla concessione delle permute dei terreni degli indigeni, viene immediatamente rimosso dall’incarico il neo-eletto Direttore Nazionale della CONADI Domingo Namoncura, rimpiazzato con il ‘non-indigeno’ Rodrigo Gonzales, che dal dicembre 1998 inizia il processo di riconoscimento delle permute, approvandone le richieste.

2000: L’ONU pubblica il report “Dighe e Sviluppo, un nuovo contesto per il processo decisionale”, che sottolinea gli impatti negativi sull’ambiente e sulla popolazione delle mega-dighe.

2004: Dopo 5 anni di lavori e di manifestazioni incessanti di protesta, la centrale Ralco viene inaugurata.

Dicembre 2004: viene chiesta da ENDESA l’autorizzazione per aumentare la potenza da 570 a 690 MW. L’autorizzazione viene concessa.

2004-2007: continua l’opposizione della popolazione e delle organizzazioni indigene ed ambientaliste. Vengono organizzate periodicamente manifestazioni di opposizione e campagne di informazione e sensibilizzazione sugli abusi della ENDESA e del Governo cileno ai danni degli indigeni pehuenches.

Luglio 2006: una serie di inondazioni colpiscono la regione del Bio Bio

Agosto 2006: Le comunità locali colpite dalle inondazioni si organizzano per richiedere di essere indennizzati per i danni causati dalla Endesa, ritenuta responsabile per i danni geologici causati dalle centrali Ralco e Pangue.

18 settembre 2006: una marcia guidata dalle Juntas de Vecinos de Republica de Hualqui raggiunge la Corte de Apelaciones de Concepcion presentando un ricorso che invoca il diritto a vivere in un contesto ambientale senza contaminazioni come garantito dalla Costituzione della Repubblica art. 19. Il ricorso è indirizzato contro la Represa Pangue SA, filiale di Endesa e contro Jaime Toha Gonzalez in quanto presidente del Governo Regionale del Bio-Bio. [Testo Completo->http://www.olca.cl/oca/legales/recu...].

11 ottobre 2007: Nuovo assetto proprietario di Endesa s.a. [ENEL ENERGY EUROPE SRL->http://www.enel.com/en/index.aspx] e [ACCIONA->http://www.acciona.es/] diventano i proprietari congiunti del 100% del Capitale Sociale di Endesa. L'offerta è stata presentata alla Commissione Nazionale del Mercato dei Valori della Spagna (CNMV). A partire dal 11 ottobre 2007, ENEL SPA E ACCIONA attraverso le loro rispettive filiali diventano i controllori finali di ENDESA Chile.

21 LUG 2008 - ATTIVISTI DI GREENPEACE SCALANO IL PALAZZO DI ENDESA A MADRID. Azione dimostrativa dell'organizzazione ambientalista: collocati striscioni di protesta contro il progetto inerente alla costruzione delle dighe nella Patagonia cilena. Approfittando della struttura metallica, gli attivisti si arrampicano sulla facciata dell'edificio e srotolano uno striscione con la scritta: ''Buongiorno Endesa, se davvero ti preoccupa il futuro dei figli dei tuoi figli non distruggere la Patagonia''.

30 aprile 2012: l'associazione A Sud insieme ad una coalizione di associazioni e comitati delle comunità impattate dall'ENEL in Italia e nel mondo [lanciano la campagna->http://stopenel.noblogs.org/post/20...] internazionale [Stop ENEL - per un nuovo modello energetico->http://www.stopenel.noblogs.org/]

Giugnio 2012: Un gruppo di parlamentari cileni e di dirigenti sociali, tra i quali il Senatore Guido Girardi, il Secretario Ejecutivo di Patagonia senza Dighe, Patricio Rodrigo, y Juan Carlos Cárdenas di Ecocéanos, lanciano una campagna per la “Riappropriazione dell’ acqua in Cile”. Con l’obiettivo di promuovere una riforma costituzionale che permetterebbe di riconoscere l’aqua come bene comune nazionale di uso pubblico.


ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Enti Statali/Governi Locali

Altri

- comunità di Callaqui
- comunità di Quepuca Ralco
- comunità di Ralco Lepoy
- comunità di Pitril
- comunità di Caunicu
- comunità di Malla Malla
- comunità di Trapa Trapa
- GABB – Gruppo di Azione dell’Alto Bìo-Bìo - ONG di difesa ambientale



FONTI E DOCUMENTAZIONE

- [Manifesto contro il progetto->http://www.xs4all.nl/ rehue/ralco/r...]
- [Legge n° 19.253->IMG/pdf/link_Legge_indigena_chile_n.19253-2.pdf] Legge per lo sviluppo e la protezione dei popoli indigeni
- [Legge n° 19.300->IMG/pdf/link_legge_ambientale_n.19300-2.pdf] Legge generale per l’Ambiente
- http://www.enel-latinamerica.com/



 

Testi disponibili nel CDCA

- Ralco represa o pobreza?. Namuncura, Domingo Sergio. LOM 1999
- Conflictos Ambientales en Chile. San Martín Saavedra, Pablo OLCA. 1997
- El gobierno de Lagos, los pueblos indigenas y el "nuevo trato". Yañez, N.; Aylwin, J. (edit.). LOM. 2007
- Contra la corriente. Privatizaciòn, mercados de agua y el Estado en Chile. BAUER, CARL J. LOM. 2002