Oleodotto Ciad-Cameroon
Tipo di Conflitto
Nonostante tre anni di campagna internazionale di opposizione condotta dalle popolazioni locali e dalle Ong internazionali, nel giugno del 2000 la Banca Mondiale decide di finanziare il Ciad-Cameroon Oil and Pipeline, un oleodotto di 1100 km che dal Ciad meridionale trasporta il greggio fino alla costa dell’Atlantico - in Camerun - attraversando la foresta tropicale. Il progetto prevede, oltre alla costruzione dell’oleodotto, l’apertura di 300 pozzi petroliferi nel sud del Paese.
Descrizione del Conflitto
Sintesi
Nonostante tre anni di campagna internazionale di opposizione condotta dalle popolazioni locali e dalle Ong internazionali, nel giugno del 2000 la Banca Mondiale decide di finanziare il Chad-Cameroon Oil and Pipeline, un oleodotto di 1100 km che dal Ciad meridionale trasporta il greggio fino alla costa dell’Atlantico - in Camerun - attraversando la foresta tropicale. Il progetto prevede, oltre alla costruzione dell’oleodotto, l’apertura di 300 pozzi petroliferi nel sud del Paese. Dopo 5 anni di proteste a seguito dell’approvazione del progetto e dei gravi danni sociali ed ambientali provocati, nel settembre del 2005 il Tribunale dei Popoli di Youndé - istituito dalle organizzazioni che appoggiano la causa della popolazione - decide di assumere il caso ed inizia a indagare su quali e quante siano state le violazioni dei diritti umani collegate al progetto dell’oleodotto.
Cause del Conflitto
Il progetto “Chad-Cameroon Oil and Pipeline” nasce dall’esigenza di creare una rete di collegamento per trasportare il petrolio estratto nel Ciad meridionale - non avendo il Ciad uno sbocco sul mare - fino al Golfo di Guinea, attraverso la costruzione di un oleodotto lungo 1100 km, al fine di facilitare l’imbarco del greggio verso i porti europei e nordamericani.
L’oleodotto parte dalla città di Doba, nel sud del Ciad ed è stato inaugurato nel 2003. La sua costruzione è stata appaltata ad un consorzio di compagnie, guidato da Exxon-Mobil, con la partecipazione di Chevron e Petronas - azienda statale malese.
L’investimento totale è stato di 4,2 miliardi di dollari, finanziati con il sostegno - pari ad un importo di 370 milioni di dollari - della Banca Mondiale, di agenzie pubbliche di credito e di banche private.
Le comunità locali hanno condotto una campagna internazionale di tre anni, chiedendo alla Banca Mondiale che venissero soddisfatte le condizioni di sostenibilità ambientale sociale e di ridistribuzione verso le comunità dei vantaggi economici del progetto, denunciando le violazioni dei diritti umani legate allo stesso.
Impatti
Il progetto Ciad-Camerun ha comportato l’apertura di 300 pozzi petroliferi nel Ciad meridionale e la costruzione di un mega-oleodotto di 1100 km che, attraversando la foresta tropicale e i territori ancestrali delle popolazioni indigene Pigmee Bakola, sfocia sul Golfo di Guinea, nello Stato del Camerun.
Gli impatti causati dall’implementazione del progetto, sia di ordine ambientale che di ordine sociale e politico - diritti delle popolazioni locali, uso dei redditi scaturiti dalle risorse naturali -sono stati devastanti:
la costruzione dei pozzi e dell’oleodotto ha portato all’espropriazione sommaria delle terre alle comunità rurali della regioni, che non hanno ottenuto alcun compenso ed a cui è stato negato l’accesso ai pozzi di acqua potabile;
le sorgenti d’acqua sono state contaminate;
l’apertura delle strade, necessarie alla costruzione dell’oleodotto, ha provocato un’ ulteriore deforestazione dell’area;
l’oleodotto, che attraversa 17 fiumi in Camerun e numerose aree di foresta tropicale, sfocia in un’area ricca di fauna acquatica alterandone l’equilibrio naturale;
la contaminazione causata dall’oleodotto nell’area costiera ha messo a rischio le attività di pesca che costituivano la maggior fonte di sussistenza per la popolazioni;
L’oleodotto arriva sull’Oceano Atlantico al largo della città di Kribi. La zona si trova tra due aree protette: i parchi nazionali di Campo e Douala Edea. Proprio in questa zona la stessa Banca mondiale finanzia un progetto del GEF - Global Environmet Facility - volto al recupero ambientale dell’area.
BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO
1997: viene presentato il progetto Ciad-Camerun, al cui finanziamento partecipa la banca Mondiale. Come conseguenza prende il via una lunga campagna di opposizione portata avanti dalle popolazioni locali sostenute da numerose Ong nazionali ed internazionali.
10 ottobre 2003: il mega-oleodotto Ciad-Camerun viene ufficialmente inaugurato. Agli esponenti della società civile è preclusa la possibilità di parlare con i giornalisti e di manifestare contro la costruzione dell’oleodotto. La popolazione locale indice una giornata di lutto per ricordare le continue violazioni dei diritti umani connesse all’oleodotto.
Settembre 2005: il Tribunale dei Popoli di Youndé - istituito dalle organizzazioni che appoggiano la causa della popolazione, tra cui l’Ong Focarfe - decide di assumere il caso per indagare su quali e quante siano state le violazioni dei diritti umani collegate al progetto dell’oleodotto.
ATTORI COINVOLTI
Movimenti, Organizzazioni Sociali
Multinazionali/Imprese
FONTI E DOCUMENTAZIONE
Articolo “Il Manifesto" del 10/09/2005
Documento CRBM: Campagna per la Riforma della Banca Mondiale

CDCA è un progetto di