Dagli anni novanta iniziano ad espandersi su tutto il territorio argentino le monocolture di soia, in particolare della multinazionale nordamericana Monsanto. La diffusione delle monocolture causa numerosi e gravi impatti sulle popolazioni e sull’ambiente. Le comunità coinvolte assieme alle organizzazioni ambientaliste e per la difesa dei diritti umani portano avanti da allora una lotta per la sovranità alimentare e contro l’agrobusiness.
TRADUZIONI : EnglishProvince di Cordoba, Entre Rìos, Chaco, Jujuy, Santiago del Estero, Buenos Aires
Nel 1996 viene introdotta in Argentina una particolare varietà di soia transgenica: si tratta della soia Round Up Ready (RR), modificata geneticamente per resistere al Round Up, un potente erbicida a base di glifosato. Sia la soia RR che l’erbicida sono prodotti della Monsanto, la multinazionale nordamericana specializzata in biotecnologie agrarie e sementi, oltre che leader mondiale nella produzione di alimenti OGM. La produzione di soia RR della Monsanto, che occupa in Argentina oggi 17 milioni di ettari di terra, genera numerosi problemi ambientali e sociali, come la riduzione nella produzione di alimenti per il mercato interno, l’espulsione dei contadini dalle campagne, l’uso massiccio di agrotossici altamente velenosi e la distruzione delle foreste.
L’agricoltura argentina è stata completamente sconvolta dalla crescita indiscriminata delle coltivazioni di soia ogm, non solo in termini di terra sottratta alle colture tradizionali ma anche perché il modello agroesportatore basato sulla monocoltura della soia e sulla presenza delle multinazionali delle biotecnologie hanno generato quella che viene definita “agricoltura senza agricoltoriâ€. Anche perché la produzione della soia viene realizzata attraverso un sistema di lavorazione della terra definito “siembra directaâ€, che comporta una semplificazione delle operazioni di lavorazione della terra, un elevato livello di meccanizzazione e una notevole riduzione dei costi. Ma l’uso massiccio di agrotossici nelle campagne è la conseguenza più grave di questo modello di agricoltura: in particolare l’erbicida Round Up della Monsanto – a base di glifosato – sta provocando enormi problemi in termini di contaminazione ambientale e intossicazione delle persone che vivono vicino ai campi fumigati con sostanza tossiche. C’è poi il problema della concentrazione della terra perché questo tipo di agricoltura è redditizio solo se applicato su grandi estensioni di terre: la scomparsa dei piccoli produttori è la conseguenza principale della concentrazione della terra nelle mani dei grandi produttori e delle multinazionali, prima fra tutte la Monsanto.
Impatti ambientali:
Riduzione della biodiversità , per la sustituzione dell’ ecosistema naturale e della piccola produzione familiare per inserire una grande superfizie di monocultura di soia transgenica.
Frammentazione e scomparza dell’ habitat naturale.
Deforestazione di un ampia zona boschiva per l’uso agricolo.
Desertificazione, impoverimento e erosione del suolo a causa della sua transformazione nelle zone agricola con monocoltura.
Aumento della quantità di erbicida utilizzato, causato dall suo uso indiscriminato, che ha avantaggiato una varietà di soia resistente a questo erbicida.
Contaminazione dei territori e delle falde acquifere causato dall’ uso intensivo di erbicida.
Crescita dell’ erba cattiva più resistente causata dall’ aumento della quantità di erbicida utilizzato, che riguardano tutte le colture (sia quelli con le varietà geneticamente modificate, come quelle non modificate).
Impatti economici e sociali:
Violazione della sovranità alimentare in capo alle comunità residenti: l’utilizzo di quasi tutta la terra disponibile per la coltivazione della soia transgenica ha comportato la riduzione della terra disponibile per le colture tradizionali destinate all’alimentazione locale
Concentrazione della terra presso pochi grandi proprietari e scomparsa dei medi e piccoli produttori; ciò agevola la penetrazione delle multinazionali nei territori agricoli del paese
Sfollamento di numerose comunità indigene e contadine
Aumento dei livelli di disoccupazione nelle aree rurali: il modello della monocoltura della soia è all’origine di quella che viene definita “agricoltura senza agricoltori†a causa della meccanizzazione delle fasi di semina e raccolta
Gravi danni alla salute a causa del massiccio utilizzo di agenti agrotossici (glifosato, endosulfan etc.) per la fumigazione dei campi coltivati con soia transgenica
1901: il farmacista e chimico John Francis Queeny fonda la Monsanto a Saint Louis nel Missouri. La Monsanto nasce come industria chimica, specializzata nella produzione di saccarina (il primo dolcificante artificiale) per la multinazionale Coca-Cola. Negli anni ’20 la Monsanto inizia a produrre acido solforico e fibre sintetiche.
1929: la Monsanto acquista la Swann Chemical Company, che ha appena messo a punto un nuovo composto chimico chiamato policlorobifenili (PCB), utilizzato nell’industria elettrica come liquido refrigerante nei trasformatori. Negli anni ’40 la Monsanto inizia a specializzarsi nella produzione di diossine e mette in commercio l’erbicida alla diossina 245T. Insieme all’erbicida 24D della multinazionale Dow Chemical, il 245T verrà utilizzato nella guerra del Vietnam con il nome tristemente famoso di “agente arancioâ€. La miscela letale veniva usata dall’aviazione nordamericana per la defoliazione delle foreste dove si nascondevano i guerriglieri Vietcong.
1971: grazie a diversi studi sulla pericolosità delle diossine per la salute dell’uomo, viene vietato l’utilizzo dell’agente arancio. Alcuni veterani della guerra del Vietnam chiedono ed ottengono dalla Monsanto un risarcimento per i danni subiti a causa dell’esposizione a questa sostanza micidiale. Nessun cittadino vietnamita è mai stato risarcito. Negli anni ’80 la Monsanto fa il suo ingresso nel settore della biotecnologia applicata all’agricoltura grazie all’invenzione e alla messa in commercio del glifosato, un composto organofosfato utilizzato come principio attivo in numerosi erbicidi. Il glifosato viene brevettato dalla Monsanto (in Europa il brevetto scadrà nel 1994), che diventa la principale compagnia produttrice di erbicida al glifosato a livello mondiale.
1977: i PCB, prodotti dalla Monsanto, vengono vietati negli Stati Uniti. Nel 1982 un’intera città , Times Beach (Illinois), è costretta all’evacuazione a causa della contaminazione prodotta da queste sostanze.
1980: lo stato del New Jersey crea la New Jersey Agent Orange Commission, la prima commissione statale istituita per studiare gli effetti dell’agente arancio sulla salute umana. Il progetto di ricerca della commissione viene chiamato progetto Pointman. Nel 1996 i lavori della commissione vengono interrotti per iniziativa della senatrice Christine Todd Whitman.
1983: viene vietata la produzione di PCB in Italia.
22 maggio 1992: viene adottata a Nairobi, in Kenya, la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD – Convention on Biological Diversity), che insieme alla Convenzione sui Cambiamenti Climatici e a quella contro la desertificazione, la CBD è parte delle cosiddette 3 convenzioni di Rio.
1996: viene autorizzata la commercializzazione della soia Round Up in Europa (l’unica varietà di soia geneticamente modificata che è possibile vendere e comprare in tutto il territorio dell’Unione Europea)
Marzo 1996: Felipe Solà , Ministro argentino per Agricoltura, Pesca e Alimentazione, firma la Risoluzione 167 che autorizza la produzione e la vendita della soia geneticamente modificata in Argentina (soia RR della Monsanto). La documentazione presentata per valutare i possibili effetti dell’introduzione della soia RR in Argentina è di appena 136 pagine: 108 di queste sono state redatte dalla stessa Monsanto. Le procedure che hanno portato alla firma della Risoluzione 167 presentano non poche anomalie: in particolare il fatto che Solà abbia ricevuto dall’Assessorato per gli Affari Giuridici del Ministero dell’Economia l’autorizzazione necessaria per apporre la propria firma 3 giorni dopo aver firmato l’autorizzazione. La firma dell’autorizzazione all’introduzione della soia RR è avvenuta senza neanche aspettare un parere da parte di scienziati e studiosi (per approfondire si veda l’articolo di Horatio Verbitsky Verano del ’96: el escandaloso expediente de la soja transgenica pubblicato dalla testata Pagina 12.
Gennaio 1997: la procura di New York costringe la Monsanto a ritirare alcuni annunci pubblicitari giudicati ingannevoli. In questi annunci la multinazionale presentava il suo erbicida Round Up come un prodotto biodegradabile e non dannoso per l’ambiente.
Agosto 1997: la multinazionale Monsanto, ai fini di una maggiore specializzazione produttiva, decide di scindersi in due compagnie: la Solutia si occuperà del settore chimico tradizionale e la Monsanto di quello legato alle biotecnologie applicate all’agricoltura.
Ottobre 1997: il Gruppo di Lavoro sulla Biosicurezza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lancia un appello, rimasto inascoltato, a tutti i governi chiedendo di ritirare dal commercio la soia RR della Monsanto.
1998: la compagnia Delta & Pine Land crea e brevetta una tecnica chiamata «sistema di protezione della tecnologia» che consiste in una modifica genetica alla pianta per renderla sterile. La Monsanto decide di acquistare la Delta & Pine Land e ottiene, infine, dal Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti il permesso di brevettare questa tecnica di sterilizzazione dei semi, conosciuta come “tecnologia Terminatorâ€. Successivamente la tecnologia Terminator verrà messa al bando dal Gruppo Consultivo Internazionale sulla Ricerca Agricola (CGIAR).
1998: sul periodico ecologista britannico The Ecologist esce un dossier che denuncia gli impatti sociali ed ambientali della multinazionale Monsanto.
1999: la Monsanto si fonde con l’impresa Pharmacia Upjohn.
24 maggio 1999: sul quotidiano inglese THE GUARDIAN esce la notizia che le analisi effettuate dalla Monsanto, per verificare la pericolosità della soia OGM sulla salute umana, sono state fatte su semi di soia geneticamente modificata non trattata con il diserbante Round Up, mentre quella messa in commercio e consumata anche per uso alimentare viene irrorata con questo erbicida.
Gennaio 2000: viene adottato a Montreal il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza
2001: inizia la protesta delle Madri di Ituzaingò Anexo (un quartiere nella periferia di Còrdoba) contro le fumigazioni a base di glifosato. Le Madres denunciano l’aumento di morti per cancro a causa dell’avvelenamento provocato dall’irrorazione di erbicida sui campi coltivati con soia transgenica.
Luglio 2001: diverse equipe di ricercatori di università e istituti scientifici, nell’ambito di un programma finanziato dal governo belga, trovano un “dna di origine sconosciuta†in campioni di soia RR: questo significa che il genoma della soia analizzata era differente da quello descritto e brevettato dalla Monsanto per ottenere la licenza di commercializzazione nel 1996.
2002: viene pubblicato uno studio promosso dal Ministero della Salute Pubblica, nel quadro del Piano Nazionale di Gestione Ambientale e con la collaborazione della UBA – Università di Buenos Aires, condotto nella località di Bigand (provincia di Santa Fe) per “determinare i fattori di vulnerabilità nelle comunità esposte a erbicidi e pesticidiâ€. Dopo questo studio, che rivela gli enormi impatti dell’utilizzo degli agrotossici sulla salute umana, il Ministero della Salute Pubblica non pubblicherà più materiale sugli effetti degli agrotossici.
Gennaio 2002: il GEF (Global Environment Facility) e l’UNEP (United Nations Environment Programme) lanciano un progetto sui rischi dei movimenti transfrontalieri di OGM, indirizzato ai paesi in via di sviluppo in vista dell’entrata in vigore del Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza.
2003: contadini della provincia di Formosa (località Colonia Loma Senés) denunciano gli effetti dannosi del glifosato sulla salute umana. Il giudice Silvia Sevilla, in seguito alle denunce presentate, proibisce le fumigazioni con glifosato. Nel 2007 viene rimossa dall’incarico con l’accusa di “cattiva gestione dell’incaricoâ€, mentre l’utilizzo di glifosato non è mai stato sospeso.
2003: durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre (Brasile) viene lanciata la campagna “I semi sono patrimonio dell’umanità †sostenuta da Via Campesina, il movimento dei Sem Terra brasiliani e altre associazioni in difesa della sovranità alimentare, contro i brevetti sulle sementi e il monopolio delle tecnologie applicate all’agricoltura detenuto dalle multinazionali.
26 aprile 2004: il Dr. Jorge Kaczewer, medico e ricercatore dell’Università di Buenos Aires, pubblica l’articolo Toxicologìa del glifosato: riesgos para la salud humana che denuncia gli impatti del glisofato sull’ambiente e la salute umana.
Gennaio 2005: il GRR (Grupo de Reflexiòn Rural, fondato a metà degli anni ’90 per combattere contro l’espansione del modello dell’agrobusiness) diffonde una dichiarazione nella quale esprime un netto rifiuto del documento El boom de la soja: bendición o maldición para los bosques y sabanas de américa del sur dove viene proposto un modello di soia sostenibile: “lo rifiutiamo perché si basa sull’accettazione del modello globalizzato della soia, gestito in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione dalle multinazionali del settore agrochimico (...). dobbiamo recuperare la nostra dignità nazionale e denunciare il modello agroesportatore basato sulla monocoltura della soia che ci viene imposto dalle grandi aziende di biotecnologia. E’ necessario tornare a produrre semi, recuperando il nostro patrimonio genetico e creando un modello agrario alternativo, fondato sul rispetto della sovranità alimentare e dello sviluppo territoriale locale (...). GRR considera la proposta un vergognoso tentativo di collaborazione tra gruppi ambientalisti e ong del primo mondo, così come dei loro rappresentanti locali, con le multinazionali (...) siamo un esperimento di pacchetti biotecnologici, un laboratorio per le multinazionali, un’Argentina colonialeâ€
Marzo 2006: la Direzione per l’Ambiente della Municipalità di Cordoba analizza il sangue di 30 bambini che vivono nel quartiere Ituzaingò Anexo: 23 presentano alte percentuali di agrotossici nel sangue. (Si veda l’articolo di Dario Aranda “El veneno que asolò el barrio de Ituzaingò Anexoâ€
3 settembre 2006: sul giornale La Capital, della Provincia di Santa Fe, appare un articolo che denuncia nella località de Las Petacas, l’utilizzo di bambini nelle operazioni di fumigazione. Ai bambini vengono date delle bandierine (per questo sono soprannominati banderilleros) da sostenere con le quali segnalare dove usare il pesticida. Oltre al problema del lavoro minorile illegale, data la loro giovane età , e i turni “dall’alba al tramonto†secondo le loro dichiarazioni,si aggiunge il fatto che questi bambini non hanno alcuna protezione contro il pesticida, perché vengono irrorati dalla nube tossica insieme ai campi. Si veda l’intervista ai "bambini bandiere"
Aprile 2007: il MOCASE (Movimiento Campesino de Santiago del Estero) organizza due giornate di incontri e dibattiti sui temi dell’identità contadina e della sovranità alimentare.
Dicembre 2007: Viene varata la Legge sul Fondo Minimo di Protezione Ambientale dei Boschi Nativi, nota come Legge Nazionale 26331/07 (Testo Completo: Ley de presupuestos minimos de protecciòn de los Bosques nativos). La legge stabilisce che ogni governo provinciale dovrà elaborare, attraverso meccanismi partecipativi, un piano di Ordinamento Territoriale dei Boschi Nativi, che consiste nella divisione dei boschi in tre categorie, sulla base di diversi criteri. Lo scopo degli Ordinamenti Territoriali è quello di disciplinare le attività di disboscamento in modo da salvaguardare le aree boschive col più alto potenziale in termini di biodiversità .
2008: vengono pubblicati i risultati finali di una ricerca condotta, tra il 2004 e il 2007, da un’equipe dell’Ospedale Italiano di Rosario sugli effetti degli agrotossici sulla salute umana. L’indagine, coordinata dal medico Jorge Oliva e supportata dall’Università Nazionale di Rosario, dall’ECOSUR e dall’INTA, ha studiato i casi di patologie e malformazioni in diverse località della Pampa Humeda, provincia di Santa Fe. Nella ricerca si legge che “tutta la zona è stata fumigata per anni con organoclorati (ddt, heptacloro, lindano e hch), che dal 1960 al 1978 era ampiamente diffuso l’utilizzo di organofosforati (parathion). (...) Senza dimenticare la prepotente apparizione del glifosato e dei suoi aggregatiâ€. E inoltre: “Secondo i dati della Fao, l’Argentina ha aumentato di oltre il 20% l’uso di agrochimici, specialmente nella regione della Pampa Hùmeda, a causa degli erbicidi utilizzati nelle coltivazioni di soia transgenicaâ€.
11 marzo 2008: il governo annuncia un nuovo schema di imposte sulle esportazioni, che penalizza i grandi produttori e provoca una feroce opposizione degli agricoltori argentini.
Settembre 2008: viene celebrata una assemblea dei Popoli Vittime di Fumigazioni nella città di Colonia Caroya (provincia di Còrdoba), che termina con la Dichiarazione di Caroya
Gennaio 2009: le Madres de Ituzaingò Anexo presentano una petizione alla Corte Suprema di Giustizia per chiedere la sospensione delle fumigazioni con glifosato nella provincia di Còrdoba. Le autorità nazionali, provinciali e municipali vengono accusate di “lesionare, restringere e alterare con arbitrarietà e illegalità i nostri diritti, garantiti dalla Costituzione, alla salute e a vivere in un ambiente sano e non contaminatoâ€.
Gennaio 2009: la Giustizia di Còrdoba proibisce le fumigazioni con glifosato nelle aree vicine al quartiere di Ituzaingò Anexo. “Fumigare in prossimità di aree urbane viola le disposizioni della Legge Provinciale sugli Agrotossici e costituisce un delitto penale di contaminazione ambientale, che verrà punito con dieci anni di prigione†dichiara il legale Carlos Matheu. Il provvedimento contro le fumigazioni individua due erbicidi considerati pericolosi per la salute umana: endosulfan e glifosato.
Febbraio 2009: nella zona di Tartagal, provincia di Salta, si verifica una gravissima inondazione. La causa principale dell’incidente è il taglio indiscriminato di alberi dovuto all’avanzamento della frontiera agricola. “La grande quantità di disboscamenti, per fare spazio alle coltivazioni di soia, che sono stati realizzati negli ultimi anni nella provincia di Salta nella zona vicina a Tartagal sono la causa principale di queste inondazioni. (...) Purtroppo, nonostante gli avvertimenti nel 2006 (quando si verificò lo stesso fenomeno), nel 2007 c’è stato un incremento delle autorizzazioni per la deforestazione da parte del governatore Romero, che hanno portato alla distruzione di 400.000 ettari di boschiâ€. Per approfondire si veda l’analisi: Tartagal, crònica de una tragedia anunciada
Marzo 2009: la Giustizia di Còrdoba proibisce le fumigazioni con il glifosato, dopo le proteste delle madri di Ituzaingò Anexo, il quartiere alla periferia di Còrdoba, capitale dell’omonima provincia. Secondo la denuncia 5000 abitanti, residenti nel quartiere, 200 presentano forme tumorali. Le proteste andavano avanti dal 2001.
Aprile 2009 – la Coordinadora Còrdoba en Defensa del Agua y de la Vida, formata da varie associazioni e comitati cittadini, organizza una marcia per manifestare contro la contaminazione delle acque dovuta all’utilizzo di agrotossici. La marcia, che si inserisce nella Campagna nazionale “Paren de Fumigarâ€, chiede: la chiusura del canale a cielo aperto “Los Molinos Còrdoba†che, attraversando per 64 km campi coltivati a soia transgenica e irrorati con sostanze tossiche (glifosato, endosulfan ecc.), rifornisce di acqua diversi quartieri della città , come Villa el Libertador, San Vicente, Alberdi e altri; il ritiro dell’impresa Suez-Roggio (Aguas Cordobesas) che gestisce il servizio di acqua potabile della città ; la realizzazione di studi epidemiologici sulle acque contaminate; assistenza medica gratuita a familiari e vittime delle fumigazioni.
13 aprile 2009: sul quotidiano nazionale “Pagina12†viene pubblicato l’articolo El tòxico de los campos a cura di Darìo Aranda, nel quale vengono presentati i risultati delle ricerche sulla tossicità del glifosato condotte dal Dr. Andrés Carrasco, scienziato dell’Istituto Pubblico di Ricerche (CONICET) e direttore del Laboratorio di Embriologia Molecolare della Facoltà di Medicina dell’Università di Buenos Aires (UBA). “Concentrazioni minime di glifosato, inferiori a quelle utilizzate in agricoltura, sono capaci di produrre effetti negativi sulla morfologia degli embrioni†si legge nella relazione, il glifosato “può provocare problemi intestinali, disturbi al cuore, malformazioni congenite e alterazioni a livello neuronaleâ€.
15 aprile 2009: l’Associazione Argentina degli Avvocati Ambientalisti presenta una petizione alla Suprema Corte di Giustizia per chiedere la sospensione della vendita di glifosato.
20 aprile 2009: il Ministero della Difesa proibisce la coltivazione di soia transgenica nelle basi militari.
21 aprile 2009: i quotidiani “El Clarìn†e “La Naciòn†pubblicano articoli nei quali viene messa in dubbio l’esistenza della ricerca sulla tossicità del glifosato condotta dal ricercatore Andrès Carrasco. E’ l’inizio della campagna di discredito e diffamazione condotta contro il Dr. Carrasco, coordinatore dell’equipe scientifica che ha condotto le ricerche.
7 maggio 2009: viene diffuso il documento “Basta Fumigazioniâ€, uno studio sulle conseguenze che derivano dall’uso di agrotossici nelle coltivazioni di soia transgenica, realizzato attraverso le testimonianze delle vittime delle fumigazioni, in particolare nelle province di Còrdoba e Santa Fe. Il rapporto si inserisce nell’ambito della campagna “PAREN DE FUMIGAR†portata avanti dal Grupo de Reflexiòn Rural e da altre organizzazioni, come il CEPRONAT (Centro di Documentazione per la Protezione dell’Ambiente della provincia di Santa Fe). Per approfondire leggi l’articolo Argentina: report sull’uso degli agrotossici
21 maggio 2009: viene presentata in udienza pubblica la proposta per l’Ordinamento Territoriale del Bosco Nativo a Còrdoba, alla presenza di numerose associazioni ( Commissione per l’Ordinamento Territoriale del Bosco Nativo, COTBN; Movimento Contadino di Cordoba; Federazione Agraria Argentina; Ecosistemas Argentinos; FUNAM; CEDHA; ecc.
Giugno 2009: viene reso noto il documento “Uso del glifosato en el area metropolitana de Buenos Airesâ€, diffuso dall’Osservatorio sulle Imprese Multinazionali (OET).
Giugno 2009: l’Associazione degli agricoltori colombiani del cotone Conalgodon, denuncia la multinazionale Monsanto con l’accusa di diffondere informazioni ingannevoli sulle sementi transgeniche, considerate dai contadini la causa principale della rovina dei raccolti. La Monsanto si dichiara disposta a risarcire le perdite con 640.000 dollari ma la proposta di risarcimento viene rifiutata.
2 giugno 2009: sulla versione on-line del quotidiano El Diario viene pubblicata un’intervista al biologo Raul Montenegro, vincitore del Premio Nobel Alternativo per l’Ecologia nel 2004. Lo scienziato denuncia come la monocoltura della soia comprometta la sovranità alimentare e la possibilità di diversificare la produzione alimentare. “La diversificazione produttiva viene generalmente associata a una politica alimentare integrata e umana (...) quindi, al di là dei disastri ambientali e sanitari, occupare il 55% della nostra superficie produttiva con coltivazioni di soia implica che la nostra possibilità di accedere a un’alimentazione differenziata e il più possibile completa, risulti gravemente compromesso†dichiara Montenegro. Il biologo ha poi denunciato come alla base di questo modello produttivo ci sia la mancanza di efficienza nei meccanismi di controllo, un’eccessiva burocratizzazione degli apparati istituzionali e una convergenza di interessi tra il governo argentino e le multinazionali del settore. Secondo il biologo “ il governo e il settore più avido dei produttori sono dalla stessa parte anche se, di tanto in tanto, vengono inscenate presunte divergenze sulla questione relativa alle ritenzioni mobiliâ€.
5 giugno 2009: l’Istituto Superiore di Studi Ambientali (ISEA) ospita il seminario “Salute pubblica e autonomia scientifica: ricerca, agrotossici e saluteâ€. Il seminario, che vede la partecipazione di numerose associazioni tra cui il Gruppo delle Madri di Ituzaingò Anexo e il Collettivo “Paren de Fumigar†Còrdoba, ha lo scopo di promuovere e sostenere l’avvio di ricerche scientifiche autonome sulle conseguenze derivanti dall’uso di agrotossici, a partire dagli studi realizzati dal Dr. Andrés Carrasco sulla tossicità del glifosato.
24 giugno 2009: in otto città della provincia di Còrdoba si realizzano manifestazioni “in difesa del bosco nativo†contro la deforestazione e l’avanzamento indiscriminato della frontiera agropecuaria. Le manifestazioni sono promosse dalla Comisión de Ordenamiento Territorial de Bosques Nativos de Córdoba (COTBN).
25 giugno 2009: la provincia di Còrdoba ospita l’iniziativa “ENCUENTRO POR LOS BOSQUESâ€, sostenuta dalla Commissione per l’Ordinamento Territoriale del Bosco Nativo (COTBN). I partecipanti alla manifestazione chiedono il rispetto della Legge Nazionale 26.331 e provinciale 7543, la sospensione delle attività di disboscamento e il varo di misure efficaci per la salvaguardia del patrimonio boschivo della provincia cordobese.
Giugno 2009: Gilles Eric Seralini, direttore del Comitato di Investigazione e Informazione sull’Ingegneria Genetica (CRIIGEN), con sede in Francia, e uno dei maggiori esperti in Europa sullo studio degli agrotossici, assicura che “il glifosato provoca la morte delle cellule embrionali umaneâ€. Seralini ha realizzato numerose ricerche su cellule umane di embrioni, cordone ombelicale e placenta, giungendo alla conclusione che “anche se diluito mille volte, l’erbicida Round Up può provocare la morte delle cellule embrionali umane, generando malformazioni, aborti, problemi ormonali, genitali o agli apparati riproduttivi, oltre a diversi tipi di cancroâ€.
4-5 luglio 2009: nella località di Anisacate, provincia di Còrdoba, si realizza l’ottavo Incontro dei Popoli Vittime di Fumigazioni.
7 luglio 2009: il Governo di Salta ultima l’ Ordinamento Territoriale dei suoi boschi, come previsto dalla Legge Provinciale 7543 del dicembre 2008. L’80% della superficie boschiva della provincia verrà risparmiato: il restante 20% potrà essere soggetto a disboscamento, previa autorizzazione di impatto ambientale. Salta è una delle province col più alto tasso di deforestazione: secondo la Secretarìa de Ambiente y Desarrollo Sustentable de la Naciòn nel periodo tra il 2002 e il 2006, la superficie deforestata è stata di 414.934 ettari, un tasso raddoppiato rispetto a quello del quinquennio 1998-2002.
22 luglio2009: sul sito dell’Agenzia Pulsar viene data la notizia dell’intenzione, da parte delle autorità giudiziarie, di chiudere il Centro Culturale El Semillero di Villa Ciudad Parque (località Valle de Calamuchita, provincia di Còrdoba). Si tratta di uno spazio autogestito, con orti comunitari, una biblioteca, dai membri del collettivo Semillas del Sur e altre organizzazioni, tutte impegnate attivamente nella lotta contro la contaminazione da agrotossici.
24, 25, 26 luglio 2009: nella provincia di Jujuy si realizza il X Incontro dell’Unione delle Assemblee Cittadine (UAC) “contro il saccheggio dei nostri beni naturali e la contaminazione, in difesa della sovranità alimentare e della vitaâ€.
30 luglio: il lotto in cui si trovava il Centro Culturale El Semillero viene sottoposto ad asta giudiziaria. Il Centro, grazie anche ad altre associazioni della regione, riesce a comprare il lotto restando così al suo posto.
Luglio 2009: la Monsanto lancia la terza edizione di Semillero de Futuro il programma di responsabilità sociale di impresa varato da Monsanto Argentina nelle province di Buenos Aires, La Pampa, Entre RÃos, Santa Fe, Córdoba, Corrientes, Misiones, Chaco, Santiago, Tucumán, San Luis e Salta.
Luglio 2009: la Monsanto acquista la WestBred LLC un’impresa privata statunitense, con sede nello stato del Montana, di proprietà della Barkley Seed Inc e specializzata in studi sulla mappa genetica del grano. Obiettivo dell’operazione è quello di includere il cereale nel portafoglio delle sementi a cui applicare modifiche genetiche, in particolare per “risolvere il problema della siccità †(per approfondire si veda Monsanto Invests in Wheat through WestBred Acquisition)
giugno 2011: L’Earth Open Source pubblica il report "Roundup and birth defects: Is the public being kept in the dark? in cui presentano i risultati delle analisi realizzate per diversi mesi sulle colture geneticamente modificate in cui si usa il Roundup, riscontrando grandi quantità di un agente patogeno che può causare aborti e malformazioni alla nascita negli animali.
Dicembre 2009: la Corte d’Appello di Santa Fe ha ratificato il ricorso “de amparo†presentato dagli abitanti di San Jorge, con il quale si proibiscono le fumigazioni a meno di 800 metri dalle abitazioni, se fatte direttamente sui campi, o a meno di 1500 metri dalle abitazioni, se fatte dagli aerei. Inoltre vengono dati 6 mesi di tempo al governo perché il Ministerio de Producciòn dimostri che i prodotti utilizzati in tali fumigazioni non siano nocivi per la salute. Vedi articolo
Documentario Hambre de Soja di Marcelo Vinas
Intervista al Dr. Rodolfo Paramo
Greenpeace Argentina – Bosques
Campagna Paren de Fumigar
Pueblos Fumigados – Informe sobre la problematica del uso de plaguicidas en las principales provincias sojeras de la Argentina
Manifesto sul futuro dei semi, Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura.
Articolo sui “banderillerosâ€
Testo della sentenza della Corte d’Appello di Santa Fe
Glifosato condenados en el aire
Argentina paese dei paradossi, Marìa Seoane, Editori Laterza, Bari, 2004
Los de la tierra. De las ligas agrarias a los movimientos campesinos, Pancho Ferrara, Ediciones Tinta Limòn, Buenos Aires, 2007
La Organizaciòn de los Pueblos Indigenas en Argentina. El caso de la ONPIA, Andrés Cuyul – Guillermo Davinson Pacheco, Buenos Aires, 2007.
Haceme la tesis. Los convenios secretos de la universidad pùblica con las multinacionales màs cuestionadas. Como obligan a sintonizar lo acadèmico con sus intereses, MU, n. 22, marzo 2009