El Salto


TIPO DI CONFLITTO

Il forte degrado ambientale provocato dalla mancanza di trattamento delle acque fognarie, dal mancato rispetto della normativa da parte della discarica “Los Laurelesâ€, dall’esistenza di discariche non autorizzate e dall’elevata concentrazione di gas inquinanti, uniti alla costante violazione del diritto alla salute e all’ambiente che si vivono nei comuni de El Salto e Juanacatlan, hanno prodotto la mobilitazione della popolazione locale col fine di ottenere la soluzione di un problema in cui il governo si è astenuto dall’intervenire

TRADUZIONI : English 

 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

Un gran numero di movimenti ed organizzazioni sociali del bacino Chapala – Santiago denunciano il crescente degrado socio–ambientale e lo squilibrio idrologico dovuti allo scarico di grandi quantità di acque fognarie provenienti dalla città e dalle industrie, alla presenza della discarica “Los Laurelesâ€, allo scarico di materiali pericolosi senza un previo trattamento adeguato, a cui si aggiungono le emissioni degli inceneritori di El Verde ed El Castillo e l’assenza di una pianificazione urbana adeguata.

Cause del Conflitto

Il fiume Santiago nasce nel lago Chapala, Stato di Jalisco, a 1524 m s.l.m., percorrendo 562 km prima di sfociare nell’Oceano Pacifico, vicino al comune di San Blas, Stato di Nayarit. Il fiume Santiago funge da canale di scolo del Lago Chapala, le cui acque estremamente inquinate sono pericolose per la salute umana, in quanto in uno dei suoi affluenti principali, il fiume Lerma, vengono versati gli scarichi industriali delle imprese dello Stato del Messico. Per questo la presenza di metalli pesanti come il piombo o il mercurio è costante.

All’inquinamento che accompagna il fiume Santiago fin dalla sua nascita, bisogna aggiungere i rifiuti e i residui del bacino del fiume stesso, che con un’area di 78.809 km2 e una popolazione di 6.071.376 abitanti è una delle zone più densamente popolate e industrializzate di tutto il paese. Dalla fine degli anni ’70 l’inquinamento ambientale nella zona di El Salto e Juanacatlàn è aumentato, a causa, tra le altre ragioni, della crescita caotica delle zone industriali e dell’aumento demografico dovuto alla forte domanda di mano d’opera. L’inquinamento ha effetti sia sul suolo, che sull’acqua e l’aria.

Il fiume riceve approssimativamente 815 l/s di acque non trattate provenienti dalla Zona Conurbana di Guadalajara (ZCG), che provengono dai canali El Ahogado y Arroyo Seco. Nei quali inoltre le imprese private scaricano fanghi industriali anch’essi senza previo trattamento.

Nel Corridoio Industriale El Salto-Ocotlàn sono localizzate almeno 1500 imprese. Secondo l’Inventario dei Scarichi nello Stato di Jalisco redatto dalla Gestione Regionale della Commissione Nazionale dell’Acqua (CNA), esistono 280 scarichi di acqua contaminata identificati, dei quali 266 direttamente nel fiume Santiago. Queste acque provengono dai più diversi processi industriali, di imprese: chimiche (Quimikao, Celanece Mexicana, Ciba Especialidades Químicas, Alen de Occidente, Sánchez y Martín jabones), farmaceutiche, produttrici di carta, plastica, vernici, tessuti (Hilasal Mexicana, CyDSA, Industrias Ocotlán), fabbriche di tequila, fonderie, fabbriche di materiali edili, siderurgiche, automobilistiche (ZF Sachs Suspensión México, Acumuladores de Jalisco), elettriche, telefoniche, produttrici di microcomponenti (IBM Mexico), petrolchimiche (Industrias Petroquimicas Merxicanas), industrie alimentari (Nestlè) e di allevamento di suini, industrie che riciclano metalli (Grivcatec) e rifiuti pericolosi. Tutte queste imprese hanno scaricato i loro rifiuti liquidi senza alcun tipo di restrizione ambientale.

Manca anche il controllo dei rifiuti solidi industriali, estremamente pericolosi. La cattiva gestione di questi si riflette nell’esistenza di 7 discariche e 5 inceneritori clandestini, oltre a depositi provvisori che non hanno alcuna indicazione. Inoltre alcuni impianti industriali immagazzinano nei loro cortili i rifiuti solidi pericolosi in bidoni che interrano nei fossi. Il rischio più grande di queste pratiche è rappresentato dalla presenza molto pericolosa del cianuro. Un esempio della totale assenza di controllo è dato dalle 80 fonderie clandestine delle quali nessuno sa dove vengono sotterrati i rifiuti.

La discarica “Los Laureles†è uno dei luoghi tra i più inquinanti. Ha un’estensione di 71 Ha, in terreni che non potranno mai più essere utilizzati, e riceve quotidianamente 3.400 t di spazzatura, prodotta da circa 5 milioni di persone. Nelle colonie di El Verde e El Castillo (El Salto) esistono due inceneritori di rifiuti pericolosi biologici infetti.

A questo bisogna inoltre aggiungere la cattiva pianificazione urbanistica, che ha fatto si che dentro le zone industriali siano presenti 47 abitati di El Salto e Juanacatlàn e altri ancora in zone ad alto rischio di disastri naturali. Questo è stato possibile grazie alla corruzione ed alla mancata applicazione delle normative da parte delle differenti competenze governatoriali, insieme all’assenza di una politica ambientale municipale e un costante cambio di utilizzo dei terreni, dovuto solo a calcoli economici.

Impatti

Impatti ambientali

Acqua:

- inquinamento dell’acqua da parte degli scarichi fognari, delle acque industriali e di scolo, che contengono residui organici se provengono dalle discariche e dagli inceneritori e residui organici e agro-chimici se invece provengono dalle attività agro-alimentari.
- L’assenza di sicurezza nella discarica fa si che il percolato prodotto dalla decomposizione arrivi alle falde freatiche e superficiali. Le acque e fanghi del fiume contengono livelli superiori ai limiti previsti dagli indici di qualità dell’acqua delle seguenti sostanze: piombo, zinco, mercurio, cromo, cadmio, cobalto, arsenico. Sostanze tossiche, che producono diverse alterazioni alla salute umana e all’ambiente.
- Il fiume presenta tassi inaccettabili di domanda biochimica di ossigeno (DBO) e di domanda chimica di ossigeno (DQO), dovute alla grande quantità di discariche di acque residuali (materia organica in decomposizione), che fa si che nelle acque del Santiago non sia rimasta praticamente vita.
- Presenza di alti tassi di coliformi fecali, che sono agenti patogeni molto pericolosi per la salute umana. In alcuni punti la concentrazione supera di 10.000 volte il limite massimo affinché vi sia vita acquatica, riducendo il suo utilizzo per l’irrigazione.
- Presenza di alti livelli di ammoniaca e fosfati che provocano la iper-fertilizzazione del fiume, alterando la composizione, la struttura e la dinamica dell’ecosistema.
- I canali del fiume sono invasi dal giglio acquatico che cresce come un tappeto sull’acqua, impedendo alla luce di passare e provocando la morte delle altre piante acquatiche ed eliminando il plancton di cui si cibano i pesci.

Aria:

- A causa della decomposizione di materiale organico si innalzano emissioni di gas solfidrico, sia nel fiume Santiago che nelle chiuse del Ahogado y las Pintas. Queste emissioni si producono anche con la caduta dell’acqua lungo il pendio della cascata.
- L’H2S (acido solfidrico) non è stato classificato tra gli elementi capaci di produrre tumori negli esseri umani, anche se l’esposizione a questo agente chimico anche a basse concentrazioni aumenta l’incidenza di aborti.
- Emissioni nella zona industriale soprattutto da parte delle industrie metallurgiche di SO2 (diossido di zolfo) e PTS (particelle totali sospese) e da parte degli inceneritori di CO2, CO, Nox (ossido di nitrogeno), SO2, PST. Tali elementi sono collegati all’insorgere di malattie ostruttive polmonari.
- La combinazione di PST e ossidi di zolfo hanno effetti sinergici nella salute umana.
- Le alte dosi di diossine producono tumori nell’essere umano e in dosi inferiori alterazioni nel sistema immunitario, in quello riproduttivo e alterazioni ormonali. Inoltre, insieme ai furani provocano danni nella riproduzione di: feti ed embrioni dei pesci, degli uccelli, dei mammiferi e degli esseri umani sono molto sensibili ai suoi effetti tossici.
- A causa della fermentazione anaerobica dei residui organici nella discarica si genera principalmente metano, gas altamente infiammabile e uno dei responsabili dell’effetto serra, nonché altri gas come cloruro di vinile, benzene, tricloroetileno e cloruro di metileno, dagli effetti tossici e cancerogeni. Quando si producono incendi si emettono anche diossine, sostanze altamente tossiche.

Suolo:
- Perdita irreversibile di terreni fertili a causa della assenza di pianificazione urbanistica.
- Perdita e contaminazione del suolo per la mancanza di sicurezza nella discarica e per lo smaltimento clandestino di rifiuti industriali.
- Erosione del suolo a causa della mancanza di vegetazione nelle vicinanze di insediamenti abusivi e di zone industriali.
- Contaminazione del suolo da parte dei rifiuti prodotti dagli allevamenti.

Impatti socio-economici

- Ad El Salto e Juanacatlan è ormai comune la comparsa di malattie come: tumore, leucemia, insufficienza renale, malattie respiratorie, aborti, malformazioni fetali, diarrea, malattie della pelle, mal di testa, stanchezza e insonnia. Tutto dovuto all’azione genotossica degli agenti contaminanti.
- Vengono calpestati i diritti delle comunità all’autodeterminazione, alla terra, alla sussistenza, alla salute, allo sviluppo, all’ambiente che li circonda e a tutto ciò a cui un essere umano aspira e a cui un essere umano ha diritto.
- Distruzione del tessuto sociale per la perdita della terra e dei benefici apportati dal fiume: le relazioni sociali, le reti di solidarietà, e gli usi e i costumi delle comunità.
- Perdita di qualsiasi mezzo di sostentamento: campo, sementi, raccolto, allevamento di animali, caccia, pesca.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


1953: nasce il programma Parchi e Città Industriali nell’ambito della politica di delocalizzazione industriale del governo federale, finalizzata allo spostamento degli impianti manifatturieri presenti nelle aree metropolitane delle principali città del paese.

1965: viene modificata la Legge di Sviluppo Industriale, che aumenta il tempo di esenzione fiscale a venti anni. Inoltre si concedono franchigie fiscali alle imprese del settore chimico, elettrico, alimentare, automobilistico, della componentistica per macchinari, per la fabbricazione di macchine addizionatrici e calcolatrici, per la produzione di macchinari purificatori dell’acqua e fertilizzanti. Nello stesso anno il comune di El Salto si dichiara a vocazione industrial con un decreto municipale.

1965: inizia la sua attività l’impresa Ciba-Geigy, oggi Ciba specialità Chimiche, che fabbrica prodotti per l’agricoltura e veterinari. I cittadini affermano che dopo lo stabilimento di quest’industria il fiume ha iniziato a cambiare colore.

1967:creazione del Parco Industriale El Salto.

1971: vengono trovati morti migliaia di pesci, a dimostrazione dell’inquinamento del fiume.

1973: vengono trovati morti pesci nel fiume Santiago, ma anche bestiame che ha bevuto l’acqua del fiume.

1984: comincia la formazione di acido solfidrico nel fiume. La bassa concentrazione di ossigeno disciolto nel fiume comporta la perdita di vita acquatica e la decomposizione di materia organica in condizioni anaerobiche, che insieme generano gas tossici come l’acido solfidrico.

1986: viene aperta la discarica “Los Laureles†da parte dell’impresa Simon Waste.

22 novembre 1994: viene assegnata la Concessione del Servizio di Pulizia della Città di Guadalajara alla ditta Caabsa Eagle.

23 settembre 1996: viene presentata una denuncia popolare presso la PROFEPA contro la Commissione Nazionale dell’Acqua (Conagua), l’Istituto Nazionale di Ecologia (INE) e contro i governatori di Jalisco; Michoacan, Stato del Messico, Queretaro e Guanajuato, per comportamenti o omissioni che hanno avuto ripercussioni dirette nel deterioramento ambientale dell’ecosistema del Lago di Chapala. Viene chiesta la dichiarazione dello stato di emergenza, affinché vengano prese le misure tecniche, giuridiche e umane per superare il problema.

30 ottobre 1996: il Comitato Consultivo Nazionale della Normalizzazione per la Protezione Ambientale approva la norma NOM-001-ECOL-1996, che stabilisce i limiti massimi di inquinanti nelle acque residuali che scaricano in acqua e nei beni pubblici. Con questa norma il fiume Santiago viene classificato di tipo A, finalizzato cioè all’irrigazione agricola, che rappresenta però il tipo meno restrittivo rispetto agli inquinanti. Questa norma poi disciplina solo 25 parametri e permette lo scarico di molti inquinanti tossici, per cui non è sufficiente a proteggere la salute e la sicurezza della popolazione.

10 ottobre 1997: l’Istituto di Diritto Ambientale (IDEA) presenta una petizione presso la Commissione per la Cooperazione Ambientale (CCA) del Trattato di libero scambio per l’America del Nord contro la Segreteria Ambiente, Risorse Naturali e Pesca (SEMARNAP) e la Procura Federale di Protezione dell’Ambiente (PROFEPA) per mancanza di applicazione effettiva della legge generale di equilibrio ecologico e della protezione ambientale e il regolamento interno della SEMARNAP, datato 8 luglio 1996, relativo alla denuncia popolare avanzata il 23 settembre 1996, rispetto alla questione del Bacino Idrogeologico dei fiumi Rio Lerma Santiago – Lago de Chapala.

30 ottobre 1998: la PROFEPA fa ricorso alla denuncia popolare affermando che il lago di Chapala non è in una situazione tale da dover dichiarare lo stato di emergenza, così come dimostro lo studio tecnico presentato dal Conagua e chiamato “Diagnostica quantitativa e qualitativa del Lago Chapalaâ€.

14 luglio 2000: in risposta alla petizione dell’IDEA risposta nell’ottobre 1997, il Segretariato della CCA decide di non favorire la preparazione di un dossier sui fatti, visto che il 30 ottobre 1998 la SEMARNAP aveva già risposto alla denuncia popolare del 1996 e quindi il segretariato non avrebbe potuto stabilire qual’era il punto di vista attuale dei firmatari della petizione alla luce della risposta della SEMARNAP.

18 gennaio 2001: l’impresa Salud y Ecologia del Nuevo Milenio, S.A., riceve dall’INE, Direzione Generale dell’Ordinamento Ecologico e Impatto Ambientale, l’autorizzazione relativa all’impatto e al rischio ambientale, che gli concede il diritto di costruzione, installazione, montaggio e messa in opera del progetto “Planta di Ossidazione Termica dei Residui biologici infetti e dei medicinali scaduti, El Saltoâ€.

15 maggio 2003: le associazioni della società civile: Fundacion LERMA-CHAPALA-SANTIAGO-PACIFICO, Sociedad amigos del lago de Chapala, Instituto de derecho ambiental, Vecinos de la Comunidad de Juanacatlán, Comite pro-defensa de Arcediano, Amigos de la Barranca , Ciudadanos por el medio ambiente, Asociación Mexicana para el Control de los Residuos Sólidos y Peligrosos (AMCRESPAC) y Red ciudadana, presentano una denuncia dinanzi al CCA per l’assenza di applicazione effettiva delle leggi ambientali nel bacino Lerma-Chapala-Santiago-Pacifico.

13 novembre 2003: l’Istituto di Valori Integrali e Sviluppo Ambientale (VIDA), invia al governatore di Jalisco, Francisco Ramirez Acuña, una sollecitazione affinchè si risolva il grave problema di salute ed ambientale del fiume Santiago. Questa viene rigirata alla Commissione Statale per l’Acqua e Bonifica (CEAS), che si limita a fornire i risultati dello Studio di monitoraggio sulla qualità delle acque del fiume Santiago e Verde (2003), i cui risultati indicavano che l’acqua era fortemente inquinata, e alla Segreteria di Salute di Jalisco (SSJ), che però non risponde positivamente alla richiesta di realizzare uno studio epidemiologico.

7 giugno 2004: caso dei morti nell’abitato di Huizachera. Le acque della diga Las Pintas straripano, così come il canale a cielo aperto nel quale confluiscono rifiuti domestici e industriali e che attraversa il paese. Nelle strade l’acqua arriva fino a 1,5 m di altezza, provocando anche la contaminazione dei pozzi da dove si estrae l’acqua per la produzione di mattoni. Le autorità promettono la bonifica dei pozzi, che non verrà mai realizzata.

27 agosto 2004: cittadini della Huizachera, coinvolta nelle inondazioni del giugno precedente, manifestano davanti al Palazzo del Governo e al Congresso dello Stato. Chiedono azioni concrete per risolvere il problema abitativo, visto che all’incirca 60 persone non hanno potuto far ritorno alle loro case perché inagibili.

16 dicembre 2004: viene rinnovato il contratto-concessione per altri 15 anni a Caabsa Eagle.

1 maggio 2005: 4 uomini muoiono in un pozzo di Huizachera dopo aver inalato dei gas tossici. Ricardo Garcia Tavares entra nel pozzo per recuperare un cappello, svenendo. Cosi anche il padre, il genero ed il compare, scesi per aiutarlo. Il governo statale ha versato (dopo 6 mesi passati dai familiari incatenati al palazzo del governo) 2.000 pesos per ognuno dei morti. Poco più di cento euro. 21 novembre 2005: a Guadalajara 1500 persone di organizzazioni civili e cittadini si riuniscono per manifestare contro l’amministrazione del governatore e del sindaco della città. Tra le rivendicazioni dei manifestanti, gli abitanti di Huizachera chiedono alloggi dignitosi dopo le inondazioni dell’anno precedente.

26 gennaio 2006: nasce Un Salto de Vida A.C., organizzazione comunitaria che lavora in maniera orizzontale e cui obiettivo è recuperare la vita del fiume Santiago. A questo fine organizzano numerose iniziative: video, inchieste, riunioni, seminari, interviste, cortei, denunce, carovane, presentazione del problema al Forum Sociale Mondiale, un tour dell’orrore per mostrare la realtà nella quale vivono, un blog, un centro di raccolta di residui solidi, arte, ecc...

Marzo 2006: viene presentato il Movimento delle vittime delle dighe e a difesa dei fiumi (MAPDER), contro la SEMARNAT, la Conagua, la PROFEPA, l’Organismo del Bacino Lerma-Santiago-Pacifico, il SSJ, lo Stato di Jalisco e la CEAS; il caso delle vittime del Bacino di Lerma-Chapala-Santiago-Pacifico viene trattato nella Prima Udienza Regionale Latinoamericana del Tribunale Latinoamericano dell’Acqua (TLA). Nel verdetto il TLA raccomanda che mediante dei tavoli aperti di mediazione si sviluppi un piano di riabilitazione del bacino che preveda il trattamento di tutte le acque residuali, la riduzione del consumo, la garanzia di un minimo ecologico e che si proceda con un piano di compensazione.

Maggio 2006: si produce un terribile incendio nella discarica “Los Laureles†che dura 7 giorni.

25 maggio 2006: la Carovana Aguas! En Movimiento, organizzata dal MAPDER per rendere noto lo stato di degrado dei fiumi messicani e l’impraticabilità dei megaprogetti di dighe e invasi, percorre il fiume Santiago.

9 maggio 2007: le associazioni civili Istituto VIDA e Istituto Messicano per lo Sviluppo Comunitario (Imdec) consegnano la pubblicazione Martiri del Fiume Santiago, rapporto sulle violazioni al diritto alla salute e ad un ambiente sano ad El Salto e Juanacatlàn, Jalisco, alla Commissione Statale dei Diritti Umani di Jalisco (CEDHJ). In questo rapporto vengono esposti i dati esistenti sull’inquinamento del fiume Santiago, sulla sua estensione e le sue fonti. Vengono inoltre sottolineati gli obblighi dello Stato rispetto a questi diritti violati.

10 ottobre 2007: presentato dalle Associazioni Civili di Jalisco, contro il SEMARNAT, l’organismo del Bacino Lerma-Chapala-Santiago-Pacifico e il SSJ, il caso del deterioramento e dell’inquinamento del fiume Santiago viene infine trattato nella Seconda Udienza Regionale Latinoamericana del TLA. Nel verdetto il TLA chiede che le autorità, ai tre livelli di governo, realizzi uno studio epidemiologico e interdisciplinare, indipendente e partecipativo; che il Consiglio del Bacino discuta, in maniera partecipata, i problemi di degrado del fiume rapportandoli ai problemi di salute; che il SSJ sviluppi un piano di attenzione medica specializzata e di qualità; che vengano rispettati i termini del Conagua per il risanamento delle discariche e che i meccanismi di monitoraggio siano pubblici e partecipati.

2 novembre 2007: Un Salto de Vida, Un Salto a la Cultura e Famiglie Unite per la Vita, organizzano il primo Altare dei Morti ed una cerimonia in memoria dei loro cari morti a causa dell’inquinamento industriale e ambientale che li circonda.

13 febbraio 2008: muore Miguel Angel Lopez Rocha, di otto anni, per intossicazione da arsenico. Il suo sangue conteneva livelli di arsenico quattrocento volte superiori al massimo consentito, a causa di una caduta dentro il fiume Santiago.

14 aprile 2008: abitanti di El Salto, Juanacatlàan, Puente Grande e Tololotlàn realizzano una manifestazione nella città di Guadalajara e consegnano al governatore, Emilio Gonzalez Marquez una petizione. La richiesta principale è dichiarare l’emergenza ambientale in quella zona.

30 maggio 2008: dopo aver ricevuto la risposta dalla Parte del Governo chiamata in causa, il 31 marzo 2004 il Consiglio del CCA richiede al Segretariato della commissione di elaborare un dossier sui fatti in relazione alla denuncia avanzata da varie associazioni civili, dinanzi alla mancata applicazione delle leggi ambientali nel bacino di Lerma-Chamala-Santiago-Pacifico, il 15 maggio 2003.

6 giugno 2008: la Commissione di Ispezione e Regolamenti del Comune di Tonalà fa chiudere la discarica “Los Laureles†per: assenza di licenza per poter operare, assenza della licenza emessa da parte della Segreteria Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile (SEMADES) e per le violazioni relative al movimento terra. Ma la stessa sera viene riaperta, dopo un accordo mediato dal governatore, Emilio Gonzales Marquez, tra il comune e l’impresa Caabsa Eagle.

17 luglio 2008: Everardo Vergara, attivista dell’organizzazione Un Salto de Vida,AC, viene fermato per un paio d’ore dal personale di vigilanza dell’impresa Caabsa Eagle mentre scattava foto sui danni ecologici prodotti da “Los Laurelesâ€, dall’esterno della discarica.

18 luglio 2008: gli abitanti di El Salto e Juanacatlàn esigono la chiusura della discarica. Cercano di bloccare la discarica, ma davanti all’impossibilità di farlo decidono di bloccare la strada che porta alla stessa.

25 luglio 2008: studi epidemiologici della Commissione Federale per la Protezione contro i Rischi Sanitari (Cofepris), confermano che a El Salto e Juanacatlan ci sono più casi di tumore che in altri comuni dello stato, anche se la Segreteria Salute di Jalisco (SSJ) chiarisce che manca la certezza che questo sia relazionato all’inquinamento del Santiago.

25 agosto 2008: la SSJ è oggetto di una denuncia penale per non aver pubblicato le informazioni delle ultime analisi effettuate sui capelli e l’urina degli abitanti di Juanacatlàn e El Salto, dopo la morte del bambino Miguel Angel Lopez Rocha. La denuncia è stata avanzata da un cittadino, come afferma Agustin Renteria Godinez, segretario esecutivo dell’Istituto di Trasparenza e Informazione Pubblica di Jalisco (ITEI).

3 settembre 2008: in 8 degli 11 bambini che a luglio sono stati sottoposti all’esame delle urine e dei capelli sono stati trovati livelli superiori ai parametri normali dei seguenti metalli pesanti: alluminio, piombo, mercurio e arsenico. Tutti vivono nella comunità La Azucena, El Salto, a pochi metri dal fiume Santiago. La tossicologa del SSJ, Luz Maria Cueto, afferma che la presenza dei metalli può essere causata dall’ambiente esterno oppure dal contatto con oggetti quotidiani, come pentole di alluminio o di altre leghe. Aggiunge inoltre che i risultati non dimostrano l’intossicazione, ma solo il contatto dei bambini con questi metalli tossici.

3 settemre 2008: cittadini di numerose località degli stati di México, Jalisco, Tlaxcala, Morelos, Guerrero y Distrito Federal marciano verso le sedi del Conagua e del Semarrnat per esigere una trasformazione nella legislazione che protegga effettivamente l’ambiente. Presso il Semarnat, una delegazione delle vittime viene ricevuta da alcuni funzionari che si impegnano a stabilire tavoli di negoziazione in tutti i casi richiamati. I rappresentanti non accettano però di ritornare alle loro comunità per cercare un dialogo con le autorità locali, visto che da queste non hanno mai ottenuto risposta.

2 novembre 2008: alcuni gruppi facenti parte di Catedra Itinerante, convocano una manifestazione contro le diverse forme di morte: sociali, politiche e giuridiche affinchè non si ripetano più. Alcuni esempi di queste sono: morte del rispetto della sovranità cittadina, ecocidi, morte per mancata applicazione normativa, morte del patto sociale tra governati e governanti, morte dell’autonomia degli organismi autonomi, morte del senso comune, della razionalità e della sensibilità statale, morte della Sicurezza Pubblica, morte dello spazio pubblico, ecc...

Gennaio 2009: entra in vigore l’atto che modifica la classificazione del fiume Santiago, dalla classe A alla classe C, la più restrittiva. Questo fa si che gli scarichi che raggiungono il fiume debbano essere meno inquinati, obbligando di fatto le industrie e i comuni a realizzare impianti di trattamento delle acque.

27 gennaio 2009: la CEDHJ pubblica la Raccomandazione 1/2009, in risposta alle 127 denunce presentate da maggio 2007 fino alla fine del 2008 per atti commessi dalle autorità dei tre livelli di governo, che hanno violato i diritti umani degli abitanti dello stato di Jalisco. Il CEDHJ raccomanda al governatore di Jalisco di sollecitare immediatamente la Segreteria di Governo affinchè emetta una dichiarazione di emergenza ambientale nei municipi di El Salto e Juanacatlàn.

26 febbraio 2009: il Governo dello Stato accetta 69 tra le 100 richieste contenute nella macro-raccomandazione emessa dal CEDHJ il 27 gennaio 2009. Alcune di queste sono: emettere una dichiarazione di emergenza nei municipi di El Salto e Juanacatlàn, dichiarare zone di restaurazione ecologica, dare più attenzione ai malati e realizzare campagne di prevenzione e di rilevamento, stabilire per legge il trattamento e la riutilizzazione delle acque, dare più autonomia, personalità e patrimonio alla Procuratoria statale di protezione ambientale..

19 febrraio 2009: Maria del Carmen Rocha, madre di Miguel Angel Lopez Rocha, presenta un esposto civile che esige dallo stato di Jalisco un indennizzo di 20 milioni di pesos per la morte del figlio. L’esposto si riferisce all’inquinamento dell’affluente, che ha causato la morte di Miguel Angel e un danno morale alla famiglia del piccolo, visto che le autorità, durante i 14 giorni di agonia in ospedale del bambino, dicevano che versava in quelle condizioni perchè era stato maltrattato o perchè faceva uso di droghe.

22 maggio 2009: Paulina Martinez Gonzales e Edoardo Hernandes, dell’Università di Guadalajara, pubblicano un articolo scientifico intitolato: “Impatti dell’inquinamento del Fiume Santiago sul bessere degli abitangi di El Salto, Jaliscoâ€. Qui affermano che la perdita di coesione nella comunità e l’incapacità di autosufficinenza alimentare, gli effetti negativi sul benessere fisico, psicologico e sociale e l’impossibilità di godere del diritto di vivere in un ambiente salubre, sono alcune delle conseguenze della interazione sbagliata che si è sviluppata con il fiume fino a questo momento.

30-31 maggio 2009: si celebra a El Salto la IV Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali (AAA). Qui si discutono i problemi ambientali per rendere noto il livello di distruzione ambientale che caratterizza il Messico e si mettono a punto delle strategie per far fronte alla distruzione ambientale nelle comunità.

10 febbraio 2010: la SSJ rende pubblici i risultati di uno studio realizzato per conoscere gli indici di mortalità da malattie nei comuni di El Salto e Juanacatlàn, arrivando alla conclusione che non ci sono rischi per la salute per chi abita nelle vicinanze del fiume Santiago. Lo studio è stato realizzato attraverso un sondaggio d’opinione, basato su interviste aleatorie.

11 febbraio 2010: manifestazione per il secondo anniversario dalla morte di Miguel Angel Lopez Rocha. Con il nome dei morti dipinti su croci di legno, parenti e amici delle persone morte a causa di tumore, percorrono il centro di Guadalajara.

21 marzo 2010: la CEDHJ firma un accordo con l’Istituto Vida AC per dare seguito alla realizzazione dei 172 punti della raccomandazione pubblicata l’anno precedente relativa all’inquinamento del fiume Santiago.

22-23 marzo 2010: si celebra a Chapala il tredicesimo incontro della rete Living Lakes (laghi vivi). Le conclusioni della rete sono state: necessità di mantenere il livello dell’acqua del lago, di presentare una proposta di legge affinchè il piano di gestione si rafforzi, migliorare la qualità dell’acqua, creare un inventario, locale e nazionale, delle industrie inquinanti, richiedere ai governi un aiuto con l’obbiettivo di migliorare la qualità dell’acqua, realizzare le condizioni della Convenzione di Ramsar e creare strutture che garantiscano la partecipazione. I membri di Global Nature sono rimasti sconcertati dal fatto che nel XXI secolo possano esistere fiumi come il Santiago, “con tali livelli di irresponsabilità da parte delle autoritàâ€.

2 settembre 2010: vengono pubblicati nel Diario Ufficiale dello Stato di Jalisco i criteri ambientali applicabili nel poligono ad alto rischio ambientale nel bacino di El Abogado. L’organo incaricato dell’applicazione sarà il Semades, che potrà coordinarsi con istanze federali, statali e comunali. Tra le azioni che vengono contemplate ci sono: subordinare le autorizzazioni o i rinnovi dello scarico nel fiume all’installazione di una tecnologia per il trattamento delle acque residuali dentro gli impianti, stabilire zone intermedie di salvaguardia, far rispettare i criteri stabiliti nell’ordinamento ecologico territoriale, far si che i comuni possano contare sulla partecipazione della società civile organizzata, di esperti, università, imprese e altri attori coinvolti nell’elaborazione, valutazione e realizzazione dei programmi municipali di gestione integrale dei rifiuti, ecc..

26 settembre 2010: un rappresentante del CDCA visita El Salto, per osservare sul terreno la situazione di degrado ambientale che si vive nella zona.

28 novembre 2010: la seconda carovana per la giustizia ambientale e sociale organizzata da Via Campesina e dall’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali, parte da EL Salto verso Messico D.F., con meta finale Cancun, per far sentire la propria voce alla 16°Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico (COP-16).

6 gennaio 2011: il presidente del Comitato Municipale dei Vigilanti Ambientali del PROFEPA, Javier Luna, denuncia che dal 20 luglio 2009, per la negligenza dell’ex presidente municipale di Poncitlàn, Ramòn Romo, non è stato pagato un debito con il CEAS e di conseguenza non sono funzionanti gli unici due e fondamentali impianti di trattamento di acque residuali. Durante questo periodo sono stati scaricati più di un milione e 648 mila metri cubici di acque nere senza trattamento, più di 557 tonnellate di materiale organico (secco) e più di un milione 800 mila tonnellate di materiale organico (umido) che infestano ancora di più il bacino Chapala-Rio Santiago.

6 febbraio 2011: la Fondazione Cuenca Lerma-Lago Chapala-Santiago AC, organizza una manifestazione a Chapala in opposizione ad un nuovo acquedotto che il Sistema Fogniario e di Acque Potabili (SIAPA) progetta di costruire per prelevare 500 milioni di metri cubici di acqua dal lago per rifornire la zona metropolitana di Guadalajara. La loro opposizione si basa sul fatto che l’attuale acquedotto ha perdite pari al 40% dell’acqua prelevata. Inoltre questo sfruttamento aggraverebbe ancora di più la situazione ecologica del lago e del fiume Santiago.


FONTI E DOCUMENTAZIONE

- Crónica de sociales.org
- Sviluppo del Parco Industriale El Salto, Jalisco. Juan Jorge Rodríguez Bautista y María del Rosario Cota Yánez. 2006
- Martiri del fiume Santiago dossier sulle violazioni al diritto alla salute e ad un ambiente sano a Juanacatlan e El Salto, Jalisco, Mexico. IMDEC e Istituto VIDA. 2007
- Dossier speciale sull’inquinamento del fiume Santiago nel passaggio per i comuni di El Salto e Juanacatlàn. CEDHJ. 2008
- Problematica ambientale della regione dei comuni di El Salto, Juanacatlán, Puente Grande, Tololotlán e le loro comunità a Jalisco, México. Un Salto de Vida. 2008. Lado A y Lado B
- Crisi socio ambientale, malattia e morte a El Salto Jalisco. Graciela González Torres. Terzo Foro per la Promozione della Salute e per l’Incontro con Studenti del Corso “Salute, Crisi Ambientale e Diritti Sociali†Universidad Autónoma de la Ciudad de México. 2010
- Justificacion encuesta calidad de vida. Gerri Compani y Nayeli. 2009



 

Testi disponibili nel CDCA

- Marco global de referencia para la acciòn jurìdica en la defensa del medio ambiente. Los derechos humanos contra las represas y otros proyectos neoliberales. CIEPAC. 2005
- México frente a la mundializaciòn neoliberal. Guillén Romo, Hector. Era. 2005
- Defensa y gestion comunitaria del agua en al campo y la ciudad. Andres Barreda y Enrique Ortiz et. al. ITACA, hic-al, rls y Casifop. 2007