Discariche in territorio Mapuche


TIPO DI CONFLITTO

A partire dagli anni ’90, nella regione cilena di Auracanìa, vengono installate numerose discariche che causanogravi danni ambientali e effetti dannosi sulla salute delle comunità indigene mapuche residenti.

TRADUZIONI : English 

 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

A partire dai primi anni ‘90 nella Regione di Araucanìa, corrispondente alla IX Regione del Cile, vengono installate oltre 20 nuove discariche per un totale regionale odierno di 28 siti, 17 dei quali in territori indigeni mapuche. Gli effetti che la presenza delle discariche ha provocato sulle comunità indigene interessate hanno causato un lungo conflitto ambientale, nell’ambito del quale le comunità danneggiate e le organizzazioni ambientaliste chiedono lo smantellamento delle discariche e misure di risanamento e compensazione per i danni arrecati.

Cause del Conflitto

La Regione di Auracanìa inizia, a partire dal 1990, la costruzione di 17 discariche site in territori ancestrali dell’etnia mapuche o nelle loro adiacenze.

Si tratta di discariche destinate, una volta in funzione, a raccogliere circa il 70% della produzione di rifiuti della regione, corrispondente a 11.000 tonnellate mensili sulle 16.000 prodotte.

I siti di stoccaggio realizzati all’interno o nelle adiacenze dei territori mapuche sono:

Discarica Temuco – interna a Comunità di Boyeco (inaugurazione 1992)

Discarica Gorbea – interna a Comunità Antonio Millaman (inaug. 1993)

Discarica Purén – interna a Comunità Pascual Huenupi (inaug. 1996)

Discarica Lumaco – interna a Comunità Pililmapu (inaug. 1992)

Discarica Perquenco – interna a Comunità Llancamil (inaug. 1995)

Discarica Melipeuco – interna a Comunità Juan Meli (inaug. 1993)

Discarica Pitrufquén – interna a Comunità Pilquimàn e Huaiquimil (inaug. 1993)

Discarica Loncoche – interna a Comunità Maria M. Quilacàn (inaug. 1996)

Discarica Ercilla – interna a Comunità Epuleo Conamil (inaug. 1996)

Discarica Imperial – adiacente Comunità Huenche Huinca (inaug. 1992)

Discarica Saavedra – adiacente Comunità Marcelo Nahuelcoi (inaug. 1996)

Discarica T. Schmidt – adiacente Comunità Francisco Quilaqueo (inaug. 1996)

Discarica Lautaro – distanza 1 km approx. da Com. Juan Millape (inaug. 1996)

Discarica Vilcùn – distanza 1 km approx. da Com. Josè M. Millaleo (inaug. 1994)

Discarica Pucòn – distanza 1 km approx. da Com. Pascual Quenupi (inaug. 1995)

Discarica Los Sauces – distanza 1 km approx. Com. Josè Loncomil (inaug.1997)

Discarica Galvarino – interna a Comunità Curihuentro (solo formalmente chiusa nel 2002)

Impatti

- la decennale presenza di discariche nella zona ha portato alla contaminazione dei corsi d’acqua, delle falde acquifere e dell’aria. La gran parte delle discariche si trova in prossimità di acque superficiali, che vengono spesso somministrate agli animali o utilizzate per l’irrigazione;

- la contaminazione delle acque superficiali è causa di enorme rischio per la salute della popolazione residente. Gli stessi corsi d’acqua dai quali le comunità attingono per l’uso domestico presentano un alto grado di contaminazione da sostanze chimiche e batteri;

- la presenza delle discariche danneggia inoltre la popolazione che lamenta il cattivo odore costante nel quale è costretta a vivere da anni;

- nelle zone adiacenti alle discariche è stata riscontrata la presenza di grandi quantità di insetti e batteri che causano allarme nella popolazione. La presenza di cani randagi, attirati dai rifiuti, ha provocato la morte di vari animali da allevamento di piccola taglia, causando danni alle precarie economie familiari oltre che il rischio di malattie infettive;

- nell’area interessata e soprattutto nel settore di Boyeco, si sono registrati frequenti casi di epatite e scabbia, con una particolare incidenza sui bambini;

- l’ubicazione delle discariche nel territorio dei mapuche ha reso la zona un luogo marginale, senza possibilità di sviluppo, a causa della pessima gestione delle infrastrutture delle discariche, che versano in condizioni molto precarie, del cattivo odore persistente e della regolare pratica d’incenerimento di rifiuti.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


Primi anni ’90: viene proposto da alcuni dei municipi della IX regione un progetto per installare nuovi siti di stoccaggio dei rifiuti in diverse località appartenenti a territori mapuche. 1992: viene approvato dal Municipio di Temuco il progetto presentato dall’impresa privata concessionaria Siles per l’installazione della Discarica Temuco, destinata ad accogliere mensilmente 7.500 tonnellate di rifiuti, equivalente a quasi la metà della produzione totale di rifiuti della Regione Araucanìa - stimata in 16.000 tonnelate mensili. In seguito all’approvazione del progetto, la Comunità di Boyeco, la più interessata dal progetto, si organizza per manifestare la tenace opposizione della comunità e da in via ad una campagna contro l’installazione delle discariche. Durante i mesi di resistenza della comunità, diverse manifestazioni vengono represse dalle autorità e alcuni manifestanti vengono arrestati. Prima della fine dell’anno, la discarica di Temuco viene inaugurata e dopo di essa 16 altre discariche in territorio mapuche.

2000: dopo quasi 10 anni di conflitto, il piccolo Aquiles Epul - di 4 anni - abitante della Comunità di Temuco, muore dopo una medicazione tradizionale con piante medicinali applicata per curare ferita alla gamba. Le piante erano contaminate e lo choc batterico causato dal Streptococco Gruppo A – proliferato grazie alle disastrose condizioni sanitarie della adiacente discarica di Temuco - causa la morte del bambino. Questo drammatico evento causa la recrudescenza del conflitto e l’insorgere delle comunità esasperate dalla situazione di degrado. Viene promosso un Coordinamento di Comunità Mapuche per la chiusura delle discariche nella IX Regione.

Ottobre 2000: il padre del bambino deceduto, signor Jorge Epul, presenta alla Corte di Appello di Temuco un ricorso, appoggiato dall’allora deputato Franco Huenchumilla, chiedendo la protezione delle 10 comunità indigene che vivono nei pressi della discarica Temuco. Il ricorso denunciava tra l’altro la morte di circa 200 agnelli nelle adiacenza della discarica, a causa delle mute di cani randagi cresciuti e moltiplicatisi nell’area di raccolta. Inoltre, la comunità chiamava l’attenzione sulla quantità insostenibile di insetti e topi attratti dai rifiuti e sul fatto che i fossati della discarica, straripando durante le piogge, finivano con l’immettersi nei canali adiacenti, inquinandoli e causando malattie tra gli animali allevati.

Novembre 2000: l’intera Comunità di Boyaco chiede al sindaco la chiusura definitiva della discarica, richiesta motivata dal grave danno ambientale e patrimoniale causato agli abitanti del settore. L’incontro con le autorità non soddisfa le richieste dalla Comunità e nessuna risoluzione in merito all’attività della discarica viene presa o seriamente discussa.

Dicembre 2000: le comunità interessate chiedono l’intervento del Segretario Generale alla Presidenza Alvaro Garcìa - in veste di Presidente del Consiglio Direttivo della CONAMA - per arrivare alla chiusura della discarica.

Gennaio 2001: il Raggruppamento Mapuche Konapewman del settore di Temuco denuncia che il 70% delle discariche della regione di trova in territorio mapuche. Il dato mette in luce, secondo il comunicato dell’Associazione, la forte discriminazione verso l’etnia e la violazione dei diritti umani del popolo mapuche.

Maggio 2001: le dimensioni della protesta si ampliano. Alla Comunità di Boyeco si affiancano famiglie dalle Comunità di Ankùe - danneggiate dalla discarica Gorbea - e di Pascual Huenupi - danneggiate dalla discarica Purèn -.

Agosto 2001: la Corte di Appello di Temuco rigetta il ricorso presentato dal signor Jorge Epul dopo il decesso del figlio. Secondo il tribunale, non esiste relazione tra la morte del bambino e il funzionamento della discarica.

Agosto/Dicembre 2001: per cercare una soluzione pacifica al conflitto, le autorità regionali istituiscono una Commissione di studio formata da diversi rappresentanti dei pubblici servizi che svolgono indagini sul campo per sviluppare un rapporto completo sugli impatti sociali, culturali ed economici conseguenti all’installazione delle discariche. Nella cruciale visita alla discarica Temuco, tuttavia, né il sindaco né alcun funzionario del Municipio si presentano, provocando le lamentele della Comunità e della Commissione, che sottolinea nella relazione come tali atteggiamenti “non abbiano come effetto che quello di fomentare la percezione della discriminazione verso la Comunità mapucheâ€.

26 dicembre 2001: la Commissione Regionale per l’Ambiente - COREMA - della IX Regione approva, senza interpellare le parti in conflitto, lo studio di impatto ambientale per l’allungamento fino al 2025 del periodo di attività previsto per la discarica Temuco. La decisione non viene comunicata alle comunità interessate e resta segreta per oltre un mese.

Gennaio 2002: il deputato Alejandro Navarro, Presidente della Commissione per le Risorse naturali della Camera, organizza una riunione con le autorità locali e le comunità mapuche danneggiate per informarsi sul conflitto.

Gennaio 2002: le comunità di Pelahuen, Cusaco, Tromen Alto, Boyeco, e Puel, le più direttamente toccate dalla discarica di Temuco, si riuniscono per condannare duramente la decisione della COREMA di prorogare il termine per la chiusura definitiva della discarica al 2025 e definiscono scandalosa la condotta che ha portato a mantenere segreta la notizia per settimane. Il Coordinamento di Comunità mapuche per la chiusura delle discariche sottolinea che una decisione di questo genere, nel bel mezzo di un tentativo di soluzione pacifica del conflitto, significa svilire ogni tentativo di dialogo e ridurre in mille pezzi ogni volontà di concertazione.

Aprile 2002: le Comunità mapuche interessate annunciano una campagna internazionale per chiedere la chiusura delle discariche. Nei mesi successivi si rafforza l’appoggio internazionale alla campagna, alla quale si uniscono varie ONG ambientaliste e di tutela delle minoranze etniche.

Maggio 2002: il conflitto viene discusso al Forum permamente dell’ONU per le questioni relative ai popoli indigeni, celebrato tra il 13 e il 14 di maggio a New York.

Settembre 2002: l’OLCA - Osservatorio Latinoamericano dei Conflitti Ambientali e il Coordinamento di Comunità Mapuche presentano di fronte alla Segreteria Generale alla presidenza il caso della Signora Maria Huenchùn, danneggiata dal progetto di ampliamento della discarica, la cui abitazione si ubica a meno di 200 metri dai rifiuti.

Dicembre 2003: le famiglie mapuche danneggiate dalla discarica di Boyeco presentano domanda giudiziale contro il Municipio di Temuco, la direttrice della CONAMA della IX Regione e l’amministratore della discarica, Guillermo Siles. L’esito della denuncia è a favore del Municipio.

Dicembre 2004: la COREMA della IX Regione revoca la risoluzione ambientale che permetteva l’ampliamento della discarica di Boyeco

2005/2006: i ricorsi presentati dalle comunità indigene, dai singoli cittadini e dalle organizzazioni ambientaliste continuano ad aumentare numericamente nel corso dei mesi. Nonostante le manifestazioni e le denuncie, i rifiuti continuano ad essere portati nelle discariche oggetto di contesa.

Gennaio 2007: le comunità mapuche danneggiate dalle discariche e le organizzazioni che appoggiano la causa indigena ricorrono davanti al CEDR - Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale - dell’ONU accusando il Cile di discriminazione razziale contro l’etnia mapuche. Nel ricorso sottolineano che il territorio mapuche rappresenta solo il 20% del territorio della Regione di Araucaria, ciononostante ben il 70% delle discariche e il 100% degli impianti chimici per le acqua reflue si trovano in terra mapuche.

Settembre 2007: il CEDR dell’ONU accoglie la denuncia presentata. Riconosce la decisione della IX Regione di installare 17 discariche in terra mapuche come atto di razzismo socio-ambientale e chiede allo Stato cileno la presentazione di un rapporto sulla situazione della popolazione mapuche e contadina danneggiata dalle discariche nella IX Regione, Araucania. Il termine ultimo per la consegna del rapporto è fissato per novembre 2007. La comunicazione trasmessa al Governo Cileno lamenta inoltre il ritardo nella consegna dei rapporti precedenti al CEDR, sottolineando la mancata trasmissione da parte del Cile dei rapporti 2000-2002-2004 e 2006. Dopo la consegna del rapporto richiesto, nella sessione del CEDR che si terrà tra febbraio e marzo 2008, lo Stato cileno sarà convocato di fronte al Comitato delle Nazioni Unite per rispondere sulla questione.


ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Enti Statali/Governi Locali

Organizzazioni Internazionali ed Istituzioni Finanziarie

Altri

- Regione IX di Araucanìa – Cile
- Municipio Di Temuco
- Municipio di Gorbea
- Comunità mapuche di Boyeco, Pelahuen, Cusaco, Tromen Alto, Puel.
- Comunità mapuche di Antonio Millaman, Ankùe, Pascual Huenupi, Pililmapu.

Organizzazioni e associazioni internazionali in appoggio dei mapuche:

- Comitè de Apoyo al pueblo mapuche (Canada)
- Asociaciòn Mouvement des gens de la terre - Francia
- Mapuche Stichting-FOLIL - Olanda
- Comitè tegen Straffeloosheid - Chile
- Nuke Mapu - Svezia
- APAA, Asociaciòn de apoyo a los pueblos autoctonos de las Americas - Svizzera



FONTI E DOCUMENTAZIONE



 

Testi disponibili nel CDCA

- Los Mapuches en la sociedad chilena actual. Saavedra, Alejandro. LOM. 2002
- La reforma agraria y las tierras mapuches Chile 1962-1975. Correa, Martìn; Molina, Raùl; Nanez, Nancy. LOM 2005.
- El despertar del pueblo Mapuche. autori vari. LOM 2004.