Centrale idroelettrica ENEL "Palo Viejo"


TIPO DI CONFLITTO

Dal 2008, l’ENEL sta costruendo una centrale idroelettrica nella Finca San Francisco, terra delle comunità indigene Ixil della zona. Il progetto idroelettrico - realizzato senza previa consultazione delle autorità indigene tradizionali - potrebbe avere terribili impatti socio-ambientali sulle comunità residenti, che, inoltre, non avranno possibilità di accedere all’elettricità prodotta.


 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

L’impianto idroelettrico di Palo Viejo è un progetto di Enel Green Power realizzato, attraverso la sussidiaria locale Renovables de Guatemala, all’interno di un latifondo privato, la Finca San Francisco, che continua a sottrarre terre tradizionali alle comunità locali. Il progetto consiste nella generazione di energia elettrica a partire dalla forza idraulica dei fiumi Cotzal, Chipal, Regadio ed Escondido e dovrebbe generare fino a 84 MW. Le comunità indigene non sono state consultate, come previsto dal diritto e dalle convenzioni internazionali, ed hanno iniziato ad opporsi al progetto a partire dal 2008, chiedendo di essere coinvolte nelle decisioni riguardanti i loro territori.

Cause del Conflitto

Il progetto idroelettrico "Palo Viejo" si trova in vicinanza della riserva della biosfera di Ixil. Si stima che 27.937 abitanti la cui maggior parte indigeni Maya Ixil, risiedono nel municipio di San Juan Cotzal nel 2012.

L’inizio dei lavori di costruzione risale al 2008, con l’accordo del governo locale ma senza il previo consenso dei municipi e delle autorità indigene, completamente all’oscuro dell’accordo preso con l’impresa. Secondo le autorità indigene, i processi di consultazione dichiarati dall’ENEL non hanno mai avuto luogo. A fronte dell’opposizione delle comunità che denunciano la mancanza di processi di consultazione e di corretta informazione, i funzionari dell’ENEL hanno iniziato a recarsi presso ognuna di queste comunità promettendo l’avvio di progetti per la fornitura di acqua potabile e di lamine di zinco e per la costruzione di strade e di una scuola: promesse mai mantenute, secondo quanto denunciato da quelle tesse comunità.

Le autorizzazioni per l’impianto non sono state date direttamente all’ENEL, bensì al terratenente della finca (un’immensa piantagione di caffè gestita dall’Agricola Cafetelera Palo Viejo). La finca, benché appartenesse originariamente alle comunità indigene, appartiene alla famiglia Broll, che nel corso del secolo scorso ha progressivamente sottratto terreni ai municipi limitrofi, alle comunità indigene e ai contadini. All’interno della finca si denunciano ancora oggi pratiche di lavoro minorile, pessime condizioni di lavoro e sotto pagamento dei braccianti.

Il progetto idroelettrico per il quale l’ENEL ha inizialmente investito 185 milioni di euro, prevede una capacità produttiva di 84.5MW. Produrrebbe 370GWh annuali (equivalenti al consumo di 140.000 famiglie italiane) utilizzando la tecnologia del run of the river hydroelectricity che, se da un lato prevede un minore invaso di inondazione, dall’altro provocherebbe impatti ambientali sostanziosi.

Impatti

Impatti socio-economici

- Clima di intimidazione permanente, in particolare nei confronti dei leader delle comunità;
- A causa della mancanza di titoli di proprietà collettivi, le comunità vivono una situazione di insicurezza giuridica per quanto riguarda l’uso della terra e sono spesso minacciate dalle guardie armate della finca;
- Le economie tradizionali e la sussistenza delle comunità già impattate dai lavori di costruzione verrebbero gravemente colpite dalla mancanza d'acqua a valle della centrale.

Impatti Ambientali

- L’acqua del fiume Cotzal a valle dell’impianto è già pesantemente inquinata dai lavori di costruzione. Quando l’impianto sarà in funzione le comunità a valle rischiano di non ricevere più acqua;
- Alterazione della qualità dell’acqua del bacino del fiume Cotzal e deperimento dell’ecosistema a valle;
- L'alta biodiversità della zona verrebbe ulteriormente minacciata dall'impoverimento provocato dalla centrale;
- La centrale aumenterebbe i rischi idro-geologici nella zona.
- La costruzione della diga e del serbatoio produrrebbe un alto livello di evapotraspirazione che provocherebbe forti variazioni nel clima: aumento nei livelli di umidità, aumento delle piogge, e una riduzione delle temperature. Provocherebbe anche la morte degli organismi, sopratutto piante, che fissano il diossido di carbono e la loro decomposizione emetterebbe nell’atmosfera miliaia di tonnellate di metano e CO2, aumentando il cambiamento climatico.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


- 2000: L’ONU pubblica il report “Dighe e Sviluppo, un nuovo contesto per il processo decisionaleâ€, che sottolinea gli impatti negativi sull’ambiente e sulla popolazione delle mega-dighe.

- 2005: L'allora sindaco del municipio di Cotzal, Baltasar Toma Sambrano, convoca i leader comunitari (autorità tradizionali) per informarli di un eventuale progetto idroelettrico da realizzarsi nella finca San Francisco. Le comunità rifiutano il progetto.

- Maggio 2008: le comunità vengono informate dal Sindaco José Pérez Chen dell'inizio dei lavori di costruzione della centrale.

- 16 Giugno 2008: Dopo numerose riunioni, i leader comunitari chiedono che il Municipio svolga delle consultazioni prima di iniziare qualsiasi lavoro di costruzione. Di fronte al silenzio dell'amministrazione, le comunità protestano e si riportano le prime intimidazioni nei confronti dei manifestanti.

- Agosto 2008: Si verificano i primi contatti dell'ENEL con le comunità locali, alle quali vengono promessi beni e progetti di sviluppo.

- Settembre 2008: Si svolge la prima marcia di opposizione al progetto: le comunità chiedono il rispetto dei loro diritti di informazione e previa consultazione.

- Novembre 2008: L'ENEL, con la complicità del Governo centrale e del Municipio di Cotzal, dà inizio alle attività senza aver mantenuto alcuna promessa.

- 13 gennaio 2009: Le comunità si mobilitano nuovamente e vengono intimidite dalle forze armate. Si riportano diversi feriti.

- 15 marzo 2009: 2 giovani del Borgo di Santa Avelina muoiono dopo essere stati investiti da camion impiegati dall'ENEL per i lavori di costruzione. Si riporta che le loro famiglie siano state pagate per non sporgere denuncia. A Santa Avelina, le crescenti proteste in reazione alla loro morte vengono sgomberate dalle truppe anti sommossa.

- Aprile 2009: Il leader comunitario Baltazar de la Cruz viene portato con la forza nel borgo di Santa Avelina per essere interrogato dal vice sindaco.

- 2010: L'ENEL continua a visitare le comunità del municipio promuovendo il progetto e proponendo lo sviluppo di progetti comunitari per guadagnare la fiducia dei residenti. Crescono le divisioni all'interno delle comunità.

- 3 gennaio 2011: In seguito a numerose riunioni comunitarie, viene deciso di rilanciare l'opposizione al progetto dell'ENEL appoggiato dal governo municipale e statale. Le comunità chiedono una riparazione per i danni causati al loro territorio, alle loro risorse naturali e al benessere delle comunità.

- 7 gennaio 2011: Su richiesta del governo municipale e dell'impresa, le comunità e le autorità tradizionali sono convocate per aprire un dialogo. Vengono però unicamente informate della presenza militare sul territorio a fine "esplorativo".

- 10 gennaio: Nel corso di un'ulteriore riunione con le comunità, il governo municipale e l'impresa informano la popolazione dell'esistenza di un accordo ufficiale con il municipio per la costruzione di diversi progetti.

- Gennaio 2011: Viene bloccata la strada verso il cantiere, impedendo il transito ai camion dell’impresa.

- 31 gennaio 2011: Di fronte al fallimento dei vari incontri fra le parti, le comunità decidono di interrompere il dialogo con l'impresa e con il governo locale, in quanto non vengono prese in considerazioni le loro richieste.

- 14 febbraio 2011: 1000 polizioti e militari giungono a Cotzal con il mandato di arrestare l'allora sindaco José Chen, accusato di linciaggio.

- 23 febbraio: Altri 1000 componenti delle forze dell'ordine arrivano sul territorio, mentre le comunità festeggiano l'anno nuovo Maya. Cercano i responsabili per il sabotaggio delle linee di trasmissione elettriche.

- 18 marzo 2011: 500 poliziotti e militari, accompagnati da 3 elicotteri, arrivano presso la comunità di San Felipe Chenla seminando il terrore nella comunità.

- 5 aprile 2011: Le autorità tradizionali ribadiscono la loro disponibilità al dialogo a condizione che finisca la repressione e i tentativi di disarticolazione delle comunità. La presenza militare continua, ma al tempo stesso riprende il dialogo.

- Maggio 2011: le comunità presentano una nuova richiesta all'impresa: esse chiedono il trasferimento alle comunità del 20% dei profitti generati dalla centrale, oltre al sostegno per diversi progetti comunitari e alle riparazioni per i danni subiti.

- 30 giugno 2011: L'impresa chiede che le comunità rivedano le loro richieste.

- 2 agosto 2011: L'impresa propone ancora una volta alle comunità l'istituzione di linee di microcredito e borse di studio, trascurando le loro richieste.

- Gennaio 2012: 31 comunità si uniscono per fare fronte all'impresa.

- 5 aprile 2012: Le comunità denunciano la rottura del dialogo da parte dell'impresa e si uniscono alla marcia dei popoli indigeni per la vita e la Madre Terra.

- 30 aprile 2012: L'associazione A Sud, insieme ad una coalizione di associazioni e comitati delle comunità impattate dall'ENEL in Italia e nel mondo, lancia la campagna internazionale "Stop ENEL - per un nuovo modello energetico". Il testimone d'onore Monsignor Ãlvaro Ramazzini e il sindaco delle autorità tradizionali don Concepción Santay Gómez partecipano al lancio della campagna internazionale [Stop ENEL. Per un nuovo modello energetico->http://www.stopenel.noblogs.org/]. Durante l'assemblea degli azionisti ENEL interviene Monsignor Ramazzini.


ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Enti Statali/Governi Locali



FONTI E DOCUMENTAZIONE

- [Blog delle comunità->http://www.comunidadindigenatupoj.b...]
- [Piano di Responsabilità Sociale Corporativa dell'ENEL->http://www.enelgreenpower.com/en-GB...]
- [Storia del conflitto dal punto di vista dell'ENEL->http://www.enelgreenpower.com/en-GB...]
- [Dati statistici del Municipio di San Juan de Cotzal->http://es.wikipedia.org/wiki/San_Ju...]



 

Video

http://www.comunidadindigenatupoj.b...

[Video disponibili su Youtube->http://www.youtube.com/results?sear....]