Privatizzazione dell’acqua - Suez-Aguas di Illimani
Tipo di Conflitto
Nel gennaio 2005 una forte mobilitazione popolare della popolazione di La Paz e di El Alto obbliga lo stato a rescindere il contratto di concessione del servizio idrico alla compagnia francese Suez-Lyonnaise des Eaux.
Descrizione del Conflitto
Sintesi
Nel gennaio 2005 una forte mobilitazione popolare conclusasi con uno sciopero di tre giorni della popolazione di La Paz e di El Alto, situata vicino alla capitale, obbliga lo stato a rescindere il contratto di concessione del servizio idrico alla compagnia francese Suez-Lyonnaise des Eaux. La multinazionale, attraverso una filiale chiamata Aguas de Illimani - AISA - gestiva i servizi d’acqua potabile e lo smaltimento della acque reflue di La Paz e di El Alto. Nel giro di pochi mesi aveva aumentato pesantemente i prezzi dell’acqua e i costi di collegamento alla rete idrica. Inoltre, i lavori dell’impresa per garantire l’efficienza delle reti idriche discriminavano i settori più poveri -per esempio tutto il municipio del Alto- che lamentavano, oltre alla precarietà del servizio, anche gli alti corsi richiesti per l’allaccio.
Cause del Conflitto
La francese Suez-Lyonnaise des Eaux è arrivata in Bolivia nel 1997 sulla scia delle privatizzazioni incoraggiate dall’allora presidente Sánchez de Lozada. La Banca Mondiale ha acquistato, attraverso la sua filiale privata Corporation internationale financière - Cif - partecipazioni per l’8% di Aguas di Illimani, la filiale della Suez che ha sostituito l’impresa statale Semapa. La multinazionale francese si era impegnata a garantire l’allaccio alla rete idrica a circa 15.000 case, cercando di porre rimedio a una situazione difficile che contava nella sola città di El Alto più di 40.000 famiglie senza accesso ai servizi di acqua potabile. Il contratto garantiva alla Compagnia Aguas de Illimani un tasso di rendimento del 13%. La multinazionale ha lasciato oltre 200.000 persone di El Alto senza accesso all’acqua e gran parte della popolazione nell’impossibilità di pagare la tassa di allacciamento all’acquedotto fissata a 435 $ USA, cifra che corrisponde a otto volte lo stipendio mensile medio in Bolivia. L’impresa Suez puntava sul fatto che lo Stato boliviano e la cooperazione internazionale trovassero i finanziamenti per realizzare i lavori di ampliamento della rete idrica. Per ben due volte il governo boliviano ha cercato di rivedere il contratto con la Suez-Aguas de Illimani senza però ottenere udienza dalla multinazionale.
Impatti
Le politiche di privatizzazione dell’acqua hanno scatenato forti proteste tra i cittadini di El Alto e la Paz. Le organizzazioni sociali di El Alto, tra le quali la FEJUVE -Federación de Juntas Vecinales - hanno denunciato ripetute volte:
la persistenza di zone isolate dagli allacciamenti soprattutto nelle aree più povere e disagiate;
le drammatiche condizione igieniche in cui viveva una larga fetta della popolazione a causa delle inadempienze della Suez;
il fatto che dietro alla concessione ci fosse stato un processo poco trasparente, che non aveva garantito spazi di partecipazione ai governi municipali e le popolazioni locale;
il fatto che le condizioni economiche previste dalla concessione andavano contro gli stessi interessi dello Stato boliviano;
l’ingiustificato e sproporzionato aumento delle tariffe;
i gravi problemi riscontrati nell’installazione della rete idrica;
la mancanza di un piano per il mantenimento delle infrastrutture idriche e per lo scarico delle acque;
la cattiva qualità dei materiali utilizzati per gli impianti;
i pesanti danni ambientali e sociali prodotti.
Nel gennaio 2005 le associazioni di quartiere riunite nella FEJUVE, insieme alla Coordinadora de defensa del agua y la vida, indicono uno sciopero a tempo indeterminato per protestare contro la gestione della multinazionale, realizzando manifestazioni e cortei. Lo sciopero si protrae tre giorni e si conclude con la rescissione del contratto di concessione firmato con la Suez.
BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO
1997: la Suez-Lyonnaise des Eaux arriva in Bolivia sulla scia delle privatizzazioni incoraggiate dall’allora presidente Sánchez de Lozada.
2004: i movimenti sociali boliviani e circa 600 associazioni di quartiere cominciano a protestare a seguito dell’annuncio di una serie di condizioni contrattuali particolarmente favorevoli concesse all’impresa francese dal governo.
Gennaio 2005: le organizzazioni di quartiere della città boliviana de El Alto indicono uno sciopero generale a tempo indeterminato, esigendo che Aguas di Illimani - società controllata dal gigante francese Suez - restituisca immediatamente il sistema idrico cittadino al controllo pubblico. Di fronte alle proteste che portano in piazza migliaia di cittadini, il governo è costretto ad emettere un Decreto -Risoluzione 27973- che stabilisce la conclusione del contratto con la Suez-Aguas de Illimani - AISA - nelle città di El Alto e di La Paz. Il decreto stabilisce anche che la gestione del servizio idrico torni nelle mani dell’impresa statale Semapa, che dovrà amministrarla garantendo la partecipazione della società civile alla gestione.
Gennaio 2005: durante il Forum sociale Mondiale celebrato a Porto Alegre viene sottoscritta dai movimenti sociali una petizione indirizzata all’alto esecutivo della Suez affinché non inizi davanti al CIADI - centro internazionale interno alla Banca Mondiale competente per la risoluzione delle controversie sugli investimenti - un ricorso contro il governo boliviano per la risoluzione del contratto di concessione di Aguas di Illimani in Bolivia.
Febbraio 2005: l’allora presidente della FEJUEV, Abel Mamani, denuncia i forti ritardi dell’ impresa pubblica Semapa nell’inizio dei lavori. Il comune di El Alto suggerisce la creazione di un’impresa mista con la partecipazione, oltre a Semapa, di Aguas de Illimani -per il 35%-, dei comuni di La Paz e di El Alto, nonché di altri investitori nazionali. La proposta viene immediatamente scartata dai movimenti sociali che continuano a chiedere l’uscita di Suez-Aguas de Illimani dal paese.
Marzo 2005: i membri del movimento sociale FEJUVE portano avanti uno sciopero della fame per manifestare contro la proposta.
Giugno 2005: la multinazionale Suez scrive una lettera al Ministro dei servizi e delle opere pubbliche della Bolivia per comunicare che, con la uscita dell’ impresa dal paese, il governo sta violando il BIT -Convenzione sulla Promozione e la Protezione degli Investimenti tra i Governi Boliviano e Francese- e colpendo gli interessi dell’ impresa.
Gennaio 2007: il Presidente Evo Morales ufficializza la cessazione del contratto con Aguas de Illimani e affida la gestione del servizio idrico ad una nuova impresa pubblica, con il compito di garantire l’acceso all’acqua a tutti i cittadini della zona. Al progetto viene destinato un investimento iniziale di 5,5 milioni di dollari, provenienti dall’Unione Europea e dal Governo Venezuelano.
2007: Per l’uscita della Suez-Aguas di Illimani lo Stato boliviano dovrà pagare 15,1 milioni di dollari: 9,6 milioni per i crediti ottenuti dal BID e dalla CAF, e 5,5 milioni per ripagare gli azionisti boliviani dell’ Aguas de Illimani.
ATTORI COINVOLTI
Movimenti, Organizzazioni Sociali
Multinazionali/Imprese
Enti Statali/Governi Locali
Organizzazioni Internazionali ed Istituzioni Finanziarie
Altri
FONTI E DOCUMENTAZIONE
Decreto Superiore No. 27973 del 12/01/2005 - Sancisce la rescissione del contratto di concessione con la Suez-Aguas di Illimani -AISA nelle città di El Alto e di La Paz.
NO CAUSEN MAS CONFLICTO Y CRISIS EN BOLIVIA. Coordinadora del Agua. 2005
Los Factores para la expulsión de Aguas del Illimani de las ciudades de La Paz y el Alto. OBSERVATORIO CONFLICTOS Y MOVIMIENTOS SOCIALES CESU-UMSS/OXFAM GB. Carlos Crespo Flores. 2005

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