Privatizzazione dell’acqua a Tucuman


TIPO DI CONFLITTO

La privatizzazione dell’acqua e la pessima gestione del servizio idrico da parte della multinazionale francese Vivendi causano la dura opposizione della popolazione, che riesce ad ottenere la rescissione del contratto con l’impresa straniera.

TRADUZIONI : English 

 

Descrizione del Conflitto


Sintesi

Nel 1995 l’impresa francese Vivendi ottiene la concessione dell’erogazione dei servizi dell’acqua potabile e del sistema fognario nella provincia di Tucuman, regione nel nord dell’Argentina, che gestisce attraverso la sua filiale “Aguas del Aconquijaâ€. Alla privatizzazione del servizio consegue un aumento medio delle tariffe del 104% e un deterioramento della qualità dell’acqua erogata. I cittadini di Tucuman danno inizio ad una disobbedienza civile contro “Aguas del Aconquija†rifiutandosi di pagare le bollette. La compagnia abbandona la gestione e si appella al CIADI, che nell’Agosto 2007 condanna l’Argentina a risarcire con 105 milioni di dollari la multinazionale francese per il mancato lucro.

Cause del Conflitto

Nel maggio del 1995 viene siglato dall’allora governatore della provincia di Tucuman Palito Ortega l’atto di concessione per la gestione dell’acqua ad “Aguas del Aconquija†controllata dall’impresa francese. L’operazione si inserisce all’interno del processo di privatizzazione dei servizi e dei beni comuni in atto nello stesso periodo a Buenos Aires e Santa Fe, nonché in molte regioni del mondo.

Impatti

- La privatizzazione dell’acqua potabile porta in breve tempo all’incremento delle tariffe fino ad arrivare ad un aumento medio delle bollette pari al 104%;

- a fronte della necessità di apportare migliorie al sistema idrico si registra - al contrario - il peggioramento della qualità dell’acqua erogata;

- per 20 giorni consecutivi acqua di colore marrone, causata dell’aumento di manganese nella zone estrattive di Tucuman, straripa dalle condutture fognarie ed esce dai rubinetti delle abitazioni di Tucuman;

- Aguas del Aconquija non attua alcuna politica di investimento per il miglioramento del sistema idrico.


BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


Nel 1993 la Vivendi - al tempo Compagnie Générale des Eaux - ottiene il diritto di privatizzare le concessioni dei servizi d’acqua potabile e fognari della provincia di Tucuman.

Maggio 1995: viene siglato dal governatore Palito Ortega l’atto di concessione per la gestione dell’acqua ad “Aguas del Aconquija†-controllata dalla Vivendi - della durata di trent’anni.

Gennaio 1996: Oltre all’aumento delle tariffe, emerge un deterioramento del servizio idrico. Per 20 giorni consecutivi l’acqua dei rubinetti delle abitazioni della popolazione di Tucuman esce di colore marrone. A partire dall’auto-organizzazione delle popolazioni residenti nella zona interna della provincia -dove si coltiva la canna da zucchero- si costituisce l’associazione in difesa dei consumatori di Tucuman - ADEUCOT - che riunisce inizialmente sette città. La protesta parte dalle zone più depresse a livello economico e nelle quali l’esperienza di lotta è già consolidata. Il coordinamento decide di astenersi dal pagamento delle bollette e richiede il sostegno legale dell’autorità della provincia. Negli ultimi mesi del 1996 l’impresa calcola che oltre l’80% delle bollette non sono state pagate e registra una perdita di 2.8 milioni di dollari al mese a causa del boicottaggio delle bollette.

Settembre 1997: si apre la controversia giudiziaria tra la provincia di Tucumàn e l’impresa francese. La concessione alla gestione del servizio idrico cessa. Il provvedimento scatta dopo che il comitato legislativo di Tucuman stabilisce che il contratto originale risulta pieno di irregolarità. Durante la fase di rinegoziazione del contratto tra l’autorità provinciale e l’impresa Vivendi, quest’ultima accusa le autorità di cambiare i termini del contratto e minaccia la sospensione del servizio alla popolazione a causa del perseguire dello sciopero.

1998: L’impresa decide di abbandonare la gestione del servizio prevista per la durata di trent’anni. La Vivendi denuncia il mancato pagamento delle bollette presso il CIADI/ICSID - Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie relative agli Investimenti - agenzia della Banca Mondiale, dichiarando che la controversia rientra nel merito del Trattato Internazionale di protezione e promozione degli scambi tra Francia e Argentina.

1999: il nuovo governo provinciale ritira la denuncia del tribunale provinciale con la scusa di migliorarne il testo, ma non la presenterà, togliendo agli utenti la copertura legale in difesa della protesta. Si tratta di popoli della zona rurale coltivata a canna da zucchero i cui abitanti rischiano di perdere i propri territori, le abitazioni e le attività produttive e commerciali di sussistenza.

Novembre 2000: Il CIADI, inizialmente, si pronuncia a favore della provincia e asserisce che la questione rientra nel merito dei tribunali di giustizia del territorio di Tucuman. Vivendi conduce durante questi anni una campagna legale contro l’Argentina.

2001: Viene pubblicata una indagine sulla gestione del servizio idrico in Argentina realizzata da due ricercatori della FLACSO: Azpiazu e Bonofiglio. Secondo lo studio oltre 20 milioni di argentini accedono a servizi idrici sotto il controllo di imprese private, mentre il resto della popolazione usufruisce di servizi gestiti da enti pubblici: da imprese provinciali (12,1%), da municipi, cooperative pubbliche e giunte cittadine (31,3%) per un totale del 56,6%. A Tucuman invece ben l’86,6% della popolazione è obbigata – secondo l’indagine – a rivolgersi a gestori privati per accedere ai servizi idrici.

22 marzo 2004: Il Centro per i Diritti Umani e l’Ambiente (CEDHA) e la Fondazione PROTEGER - Amigos de la Tierra organizzano il primo Incontro Nazionale delle persone danneggiate dalla cattiva amministrazione e gestione delle risorse idriche in Argentina. I seminari si svolgeranno a Tucuman il 2 e 3 aprile del 2004.

21 agosto 2006: Agricoltori e abitanti di Concepción e Tucumán denunciano che l’attività dell’impresa mineraria Minera Alumbrera (appartenente alla Goldcorp) sta causando la contaminazione delle acque della zona. Denunciano inoltre che, nonostante ci siano studi che dimostrano la fondatezza delle segnalazioni, le autorità non intervengono per sanare la questione.

2007: Uno studio del BID – Banca Interamericana di Sviluppo – su 14 casi di gestione di imprese multinazionali presenti in 5 paesi latinoamericani (Argentina, Bolivia, Cile, Uruguay e Venezuela), sei si trovano in Argentina e due dei restanti per ciascuno degli altri paesi. Tra queste sei imprese compaiono alcune delle principali società trasnazionali dell’acqua: Suez e, sotto il suo controllo, la Sociedad General de Aguas de Barcelona (AGBAR), la francese Eaux (Vivendi, attualmente Veolia), la statunitense Azurix, la società inglese Anglian Water Plc, la spagnola Dragados e, infine, la Saur International (francese).

Agosto 2007: viene emessa la sentenza definitiva del tribunale del CIADI. L’organo della Banca Mondiale stabilisce che gli atti dei funzionari provinciali hanno violato i diritti della Vivendi, della sua consociata e dell’accordo tra Francia ed Argentina in materia di protezione degli investitori stranieri in entrambi i paesi. Il CIADI ha condannato l’Argentina a risarcire con 105 milioni di dollari la multinazionale francese Vivendi.Il governo argentino risponde all’agenzia che si è visto obbligato ad annullare l’accordo a fronte delle inadempienze dell’impresa.

Settembre 2007: 160 organizzazioni, movimenti e reti sociali di tutto il mondo hanno inviato una lettera aperta al segretariato generale del CIADI per contestarne la sentenza, ribadendo di non riconoscere la legittimità di un organo definito parziale in quanto agente a favore degli interessi economici delle multinazionali. La lettera rimarca il mancato rispetto della Convenzioni Internazionali sui Diritti Umani nell’esame delle controversie operate dal CIADI. Le organizzazioni firmatarie aderiscono alla campagna internazionale per l’abolizione del CIADI.

19 dicembre 2007: Il Governo argentino sollecita l’annullamento delle concessioni.

22 maggio 2008: Si costituisce il tribunale arbitrale - il quarto in questa vicenda. Il tribunale è composto da Ahmed Sadek EL-KOSHERI (Egitto) in qualità di presidente, Andreas J. JACOVIDES (Cipro) e Jan Hendrik DALHUISEN (Germania). La causa viene risolta con la dichiarazione di nullità della concessione.

3 maggio 2009: Sul sito ufficiale del CIADI con aggiornamento 3 maggio 2009, il caso Aguas del Aconquija S.A.- Vivendi contro Argentina (Ciadi caso ARB /97/3) appare ancora nella lista dei casi in pendenza di fronte al tribunale di arbitraggio.


ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Enti Statali/Governi Locali

Organizzazioni Internazionali ed Istituzioni Finanziarie



FONTI E DOCUMENTAZIONE

- Articolo “Aguas del Aconquija desistió de recurrir a la Justiciaâ€
- Sito di “Periodismo de Verdadâ€
- "Gli accordi bilaterali per il commercio e gli investimenti, 2003.
- Articolo sulla Campagna Internazionale di abolizione del CIADI
- Articolo da “The Progress Reportâ€
- Documento “Public Citizenâ€



 

Testi disponibili nel CDCA

- Ciudades sedientas. Agua y ambientes urbanos en America Latina. Antòn, Danilo. Ed. Nordan. 1996
- Las canillas abiertas de America Latina II. La Lucha contra la privatizacion del agua y los desafios de una gestion participativa y sustentable de los recursos hidricos. Grosse, Robert; Santos, Carlos; Taks, Javier; Thimmenl, Stefan. Ed. Zonalibro. 2006
- Revista Semillas N° 28: El agua un bien publico patrimonio de los pueblos. Grupo Semillas. 2006