CDCA e A Sud alla COP30 a Belém

La voce di A Sud dalla COP30 di Belém (Brasile) e le iniziative in Italia

Dal 10 al 21 novembre 2025 saremo a Belém, in Brasile, per partecipare come osservatori alla 30° Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Racconteremo quanto avviene dentro e fuori le negoziazioni, porteremo e raccoglieremo le voci dei territori in lotta contro l’estrattivismo, contro il greenwashing e per una transizione ecologica realmente giusta.

Iscriviti al bollettino Sostieni il nostro lavoro

L’agenda della COP30

A Belém si discuteranno e valuteranno gli NDCs, i nuovi impegni climatici nazionali che stabiliscono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ogni paese. Accanto alla mitigazione, l’adattamento sarà uno dei temi centrali attraverso il Global Goal on Adaptation (GGA) e i nuovi Piani nazionali di adattamento. Un altro capitolo chiave sarà quello della finanza per il clima. Tra i punti principali il nuovo obiettivo di finanziamento (NCQG), che punta ad aumentare il sostegno ai Paesi in via di sviluppo da 100 a 300 miliardi di dollari l’anno, e la Roadmap Baku-Belém, che traccia un percorso per mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035.

Temi cruciali, che si scontrano con uno scenario geopolitico ostile, segnato dal negazionismo climatico, dai venti di guerra, dalla corsa al riarmo e dalla violenza istituzionale.  Non è un caso che in gioco a Belém ci sia più che mai la credibilità della diplomazia climatica e la sua capacità di tradurre le intenzioni in impegni concreti.

La Cupula dos povos

La Cúpula dos Povos è il grande incontro dei movimenti sociali e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Nata nel 1992 come risposta critica alle negoziazioni ufficiali, propone un’alternativa fondata su giustizia climatica, sociale e ambientale, solidarietà e saperi ancestrali.

Dal 12 al 16 novembre 2025, in concomitanza con la COP30 di Belém, riunirà popoli indigeni, comunità quilombola e tradizionali, giovani e lavorator? in marce, dibattiti e azioni culturali.

La Cúpula mette al centro vite, diritti e territori, non statistiche: unisce chi costruisce ogni giorno soluzioni reali, dall’agroecologia alla difesa dei beni comuni, per spingere i governi ad adottare politiche di vera giustizia climatica.

Dichiarazione della Cupula Dos Povos

Perché A Sud e CDCA alla COP?

Nelle Cop si riuniscono i governi dei 197 Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992. Ma la COP30 non è solo un vertice diplomatico: è il terreno di confronto (e di scontro) tra attori diversi e diverse visioni del mondo. Da una parte il business as usual che trasforma la crisi climatica in profitto, dall’altra movimenti e territori che lottano per giustizia climatica, autodeterminazione e diritti della Natura.
La COP30 si terrà nel cuore dell’Amazzonia, a Belém do Pará, in Brasile. Non è un dettaglio geografico ma una scelta politica: è nel Sud globale che l’ingiustizia climatica colpisce più duramente mentre il Nord globale continua a negoziare emissioni e interessi fossili.
Qui non si decide solo il futuro del clima: si decide chi avrà diritto a un futuro.

Per raccontare cosa c’è in gioco, e come finisce la partita.

Andiamo alla COP per osservare da vicino i negoziati, capire quali equilibri politici e di potere si stanno ridefinendo, e portare la prospettiva dei territori e dei movimenti che chiedono giustizia climatica.
La partecipazione di A Sud e CDCA serve a connettere le lotte locali con quelle globali, rafforzare alleanze internazionali e raccontare – con sguardo indipendente e critico – come la diplomazia climatica sta affrontando, o eludendo, le proprie responsabilità.
Perché solo intrecciando voci e resistenze dal basso possiamo costruire un futuro giusto per tutt?.

Per costruire e rafforzare alleanze internazionali

Svolgere la COP in Brasile è un segnale che conta: significa rimettere al centro chi la crisi climatica la subisce davvero. Andiamo a Belém per stare con i movimenti globali per la giustizia climatica. In America Latina oggi si gioca una partita enorme: conflitti ambientali, estrattivismo, repressione, lotte indigene e popolari che resistono da decenni. Con tante realtà — dalla Colombia alla Bolivia, fino all’Amazzonia — abbiamo già lavorato, fatto campagne, costruito ponti. Lì ritroviamo compagn? con cui condividiamo visioni e pratiche.

Per portare una visione radicale dentro la COP

Sì, probabilmente sarà l’ennesimo flop diplomatico. Ma proprio per questo dobbiamo esserci, per non lasciare quei tavoli alle lobby fossili e ai governi che parlano di transizione mentre trivellano.
Da dentro vedi meglio le dinamiche, le crepe, le possibilità di alleanze e di conflitto.
Andiamo per portare la prospettiva della giustizia climatica e delle lotte dal basso, che legano crisi climatica, razzismo, patriarcato e disuguaglianze. La COP non è un punto d’arrivo: è un passaggio. Il resto si fa fuori, insieme, ogni giorno.


Diario dalla COP30

  • Giorno 12 – 24 novembre 2025
    Belém svela il fallimento della diplomazia climatica, ma apre spiragli: una roadmap anti-fossile e nuove alleanze per la giustizia.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 11 – 21 novembre 2025
    Penultimo giorno a Belém: incendio in COP30, stalli politici e pressioni crescenti sul BAM e sull’uscita dai fossili.
    Leggi l’articolo
  • Giorno 10 – 20 novembre 2025A Belém 85 Paesi spingono per uscire dai fossili, mentre Italia e Polonia frenano. La COP30 è al bivio, il tempo è adesso.
  • Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 9 – 19 novembre 2025
    Belém rilancia la lotta globale ai fossili: la Colombia guida un fronte che vuole uscire davvero dal modello che brucia il pianeta.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 7 – 17 novembre 2025
    Belem in rivolta: popoli indigeni e movimenti sociali spingono per una COP30 che dica finalmente basta ai fossili.
    Leggi l’articoloAscolta su Scanner
  • Giorno 6 – 15 novembre 2025
    Anche quest’anno i dati sulla presenza dei lobbisti Gas&Oil alla conferenza di Belém sono alti: su ogni 25 persone accreditate al vertice, uno è un lobbista dei combustibili fossili, in totale sono oltre 1600.
    Leggi l’articolo
  • Giorno 5 – 14 novembre 2025
    Il TFFF entra nella Cupula tra promesse e contraddizioni: fondi incerti, debiti in aumento e movimenti che denunciano l’ennesima falsa soluzione verde.
    Leggi l’articoloAscolta su Scanner
  • Giorno 4 – 13 novembre 2025
    A Belém la protesta indigena irrompe nella COP30 e svela le contraddizioni del Brasile fossile. Intanto la Cupula esplode di mobilitazioni globali.
    Leggi l’articolo /Ascolta su Scanner

 

  • Giorno 3 – 12 novembre 2025
    Adattamento al centro della COP30, ma i fondi restano insufficienti. A Belém arrivano movimenti e comunità indigene: la vera pressione viene dai territori.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 2 – 11 novembre 2025
    Lula parla di disuguaglianze alla Cop30, ma il Brasile continua a spingere sul fossile. A Belém torna al centro il nodo tra clima e ingiustizia.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 1 – 10 novembre 2025
    Dalla Cop30 alla Cúpula dos Povos: a Belém si apre la sfida per la giustizia climatica tra responsabilità globali, diritti dei popoli e resistenza dei territori.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner

Articoli di approfondimento alla COP30

  • Cosa resta della Cop30, la battaglia per il clima e i diritti è ancora lunga – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri e Laura Greco su Domani – COP30 fallisce su fossili e foreste, ma il Bam e il blocco dei 82 paesi per l’uscita dal fossile aprono spiragli di lotta e nuove alleanze.
    Leggi l’articolo
  • Sulla fine dei lavori della COP30 – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Cosa è successo alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici? Quali sono le grandi vittorie? Quali le sconfitte?
    Guarda la diretta
  • La tabella della discordia – cos’è successo alla COP30 – 23 novembre 2025
    Laura Greco su Radio24 – COP30 a Belém annuncia impegni su energia, foreste e adattamento, ma senza una vera uscita dal fossile restano promesse vuote da incalzare con lotte dal basso.
    Ascolta su Il Sole 24 ore
  • “A resposta somos nós”. Ma alla COP30 le richieste dei popoli indigeni non fanno breccia – 23 novembre 2025
    Laura Greco su EconomiaCircolare.com – Alla COP30 le voci indigene restano ai margini mentre la foresta corre verso il punto di non ritorno. Senza giustizia, non c’è futuro.
    Leggi l’articolo
  • La “Dichiarazione di Belém” e il multilateralismo del phase out dai fossili spinto dal basso – 21 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Da Belém arriva una spinta dal basso per uscire dai fossili: governi e movimenti uniscono le voci per un phase out reale, giusto, globale.
    Leggi l’articolo
    • Cop30: senza il Gender action plan ogni azione climatica è limitata – 21 novembre 2025
      Marica Di Pierri e Laura Greco su Valori – Nonostante le ambiziose premesse il Gender action plan ha trovato diversi ostacoli sui tavoli negoziali della Cop30

Leggi l’articolo

 

  • Alla Cop30 arrivano le storie di migrazioni climatiche – 21 novembre 2025

Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30, in vista delle negoziazioni finali, si parla del fenomeno crescente degli sfollamenti forzati dal cambiamento climatico.
Leggi l’articolo

  • Belém, la foresta degli indigeni si ribella a Lula – 20 novembre 2025
    Laura Greco su Il Manifesto – Le nazionalità dell’Amazzonia denunciano l’inagibilità politica alla Cop e chiedono una mobilitazione internazionale guidata direttamente dai popoli indigeni per proteggere i loro territori e affrontare la crisi climatica alla radice
  • Alla Cop 30 i movimenti si riprendono la scena – 20 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Era dalla Cop 26 di Glasgow che non si vedeva così tanta società civile. Accanto al vertice ufficiale, in più di 50 mila hanno animato la «Cupula dos povos» per una svolta vera sul clima e i diritti
    Leggi l’articolo
  • COP30, BELÉM | Italiani in mobilitazione – 20 novembre 2025]
    Il Climate Pride in azione alla COP30: l? attivist? chiedono all’Italia una roadmap chiara e ambiziosa per uscire dai fossili.
    Leggi il comunicato
  • A Belém torna il protagonismo sociale – 19 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Collettiva – Alla Cop30 movimenti, organizzazioni, popoli e sindacati riacquistano centralità: proposte e campagne dal basso sono arrivate nelle stanze dei negoziati.
    Leggi l’articolo
  • Come procede la COP30 in Brasile? Intervista a Laura Greco da Bélem – 19 novembre 2025
    Laura Greco su Scienza e Pace Magazine – COP30 tra repressione, lobby fossili e resistenze indigene: la giustizia climatica la costruiscono i territori, non i negoziati.
    Leggi l’articolo
  • Lifegate dalla COP30 – 18 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Lifegate – Dalla COP30 il racconto dell’inedita comunicazione tra dentro e fuori la COP, tra le richieste indigene e l’ambiguo governo di Lula.
    Ascolta su Lifegate
  • Il Fondo per le foreste e la falsa soluzione del biocapitalismo si ripropone alla Cop30 di Belém – 18 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Il Tropical forests forever facility lanciato da Lula è l’ennesimo dispositivo finanziario che viene presentato come innovazione.
    Leggi l’articolo
  • Attivismo e giustizia climatica: se il diritto alla protesta diventa un reato – 17 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Valori.it – Alla Cop30 emerge un allarme globale: in molti Paesi il diritto alla protesta viene represso e l’attivismo ambientale è sempre più criminalizzato
    Leggi l’articolo
  • Alla Cop30 di Belèm il fondo per l’adattamento resta senza fondi – 17 novembre 2025]
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30 fallisce, per il terzo anno di fila, l’obiettivo di raccolta minima per finanziare l’adattamento dei Paesi del Sud globale.
    Leggi l’articolo
  • Massiccia partecipazione popolare a Belém – 16 novebre 2025
    Marica Di Pierri su L’aria Che Respiri – Alla Cúpula dos Povos tantissime voci per reclamare la fine dei combustibili fossili e una giustizia climatica guidata dai popoli, non dalle multinazionali.
    Ascolta su Radio Rai1
  • In diretta da Bele?m – Aggiornamenti sulla prima settimana di COP30 – 15 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – In diretta da Belém, per raccontare in diretta i lavori della 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. ?Foto di Oliver Ninja e Midia Ninja
    Guarda la diretta
  • Cop30: chi difende i combustibili fossili dentro i negoziati sul clima – 14 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Altreconomia – Alla Cop30 un lobbista fossile ogni 25 delegat?: il vertice che dovrebbe chiudere l’era fossile continua a farsela scrivere da chi la profitta.
    Leggi l’articolo
  • Giustizia climatica, questa dimenticata – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Il legame tra clima e disuguaglianze è ormai assodato. Ma dopo 30 anni di conferenze, i ricchi continuano a fare grandi affari con i fossili.
    Leggi l’articolo
  • L’adattamento secondo la COP30: “Adattarsi è sopravvivere” – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri per EconomiaCircolare.com – COP30 punta a rendere operativo il Global Goal on Adaptation, tra governance multilivello, indicatori, fondi insufficienti e necessità di giustizia climatica.
    Leggi l’articolo
  • La Cop30 in Brasile e le politiche industriali green – 11 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Tutta La Città Ne Parla, Radio3 – È iniziata la Cop30 a Belém, 10 giorni in cui si discuterà su come trovare una via d’uscita alla deriva del cambiamento climatico nonostante le difficoltà politiche che ci circondano.
    Ascolta l’episodio
  • Road to Belém – 7 novembre 2025Marica Di Pierri per Valori.it – Verso la Cop30 di Belém, cosa aspettarci dal più importante appuntamento per salvare il clima della Terra? Diretta con Marica Di Pierri, Luca Lombroso, Giovanni Mori e Lorenzo Tecleme.
    Guarda la diretta
  • Da Parigi a Belém, i conti che non tornano – 6 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Il Manifesto – Tra tensioni e fragili compromessi, i preparativi alla vigilia della Conferenza Onu. A che punto sono gli impegni nazionali di riduzione e i piani di adattamento dei singoli Paesi.
    Leggi l’articolo
  • A Sud a Belém alla Cop30 – 6 novembre 2025
    A Sud seguirà negoziati e mobilitazioni dalla COP30 di Belém, amplificando le voci dei movimenti per giustizia climatica e sociale.
    Leggi l’articolo
  • A Sud aderisce alla Global Call to Action della Cúpula dos Povos  – 5 settembre 2025
    Il 15 novembre scendiamo in piazza: basta disuguaglianze e razzismo ambientale, vogliamo giustizia climatica e un mondo dove la vita sia al centro.
    Leggi l’articolo
  • Vertice dei Popoli Verso la COP30: Manifesto Politico – 13 giugno 2025
    A Sud aderisce al Manifesto dei Popoli verso la COP30: un appello globale per giustizia climatica, anticapitalismo e democrazia dal basso.
    Leggi l’articolo

Racconteremo le negoziazioni

Per spiegare cosa accade davvero alla COP30, come si muovono i governi e quali interessi guidano le scelte sulla crisi climatica. Vi offriremo una copertura quotidiana per raccontarvi con le nostre parole e con uno sguardo critico, indipendente e radicale, vicino ai movimenti il dentro e fuori la Cop

Sveleremo le contraddizioni

Tra le promesse ufficiali e la realtà, mostrando lo scontro continuo tra lobby fossili e popoli che difendono la vita e i territori. Denunceremo le responsabilità smascherando la falsa transizione energetica e chi continua a inquinare mentre parla di sostenibilità con greenwashing e false soluzioni

Daremo voce alle comunità

Portando le loro storie, le lotte quotidiane e le alternative concrete alla devastazione ambientale, contro colonialismo ed estrazione. Ci collegheremo con l’Italia per connettere istanze e battaglie


INFO E CONTATTI

Per contatti e interviste con la delegazione:

Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
55 21 967071220

Laura Greco
lauragreco@asud.net
+55 21 997673184

Master in Environmental Humanities 2025 – modulo conflitti ambientali

Posted by on 2:30 pm in Corsi del CDCA, Notizie | Commenti disabilitati su Master in Environmental Humanities 2025 – modulo conflitti ambientali

Master in Environmental Humanities 2025 – modulo conflitti ambientali

A Sud – Roma 3 10-11 ottobre 2025 Due giornate di formazione e confronto sui conflitti ambientali e la giustizia climatica: analisi, strumenti e pratiche per un cambiamento sistemico. 10–11 ottobre 2025 alla Sede di A Sud e online Via Romanello da Forlì, 18, Roma | h.14.30 All’interno dell’edizione 2025 del Master Environmental Humanities, A Sud cura il modulo “Conflitti ambientali”, dedicato quest’anno alla giustizia climatica. In un mondo che brucia – tra crisi ecologica, disuguaglianze sociali e repressione delle voci critiche – parlare di giustizia climatica significa interrogarsi su potere, responsabilità e diritti.Il modulo curato da A Sud per il Master in Environmental Humanities dell’Università Roma Tre mette al centro il fuoco come metafora della trasformazione: energia distruttiva quando alimentata da estrattivismo e sfruttamento, rigeneratrice quando accesa dalle comunità in lotta. Due giornate di formazione e confronto, tra analisi teorica, strumenti di azione, casi studio e pratiche di resistenza, per leggere la crisi climatica come questione politica, sociale e culturale.Un percorso che unisce ricerca, giornalismo e attivismo, per costruire una comunicazione ecologista capace di alimentare consapevolezza e cambiamento. Il fuoco, tema guida dell’edizione del master del 2025, è immaginato come energia trasformativa: distruttiva quando alimentata dall’estrattivismo, generatrice quando riaccesa dalle comunità in lotta. DOCENT? Marica Di Pierri – Attivista e giornalista, portavoce di A Sud e ricercatrice presso l’Università di Palermo. Co-fondatrice del CDCA e autrice di Le parole giuste – Glossario ecologista (Fandango, 2024).Alessandro Coltré – Giornalista di EconomiaCircolare.com, autore e formatore, si occupa di conflitti ambientali e inquinamento industriale.Filippo Garelli – Giurista, esperto di diritto climatico e diritti umani, consulente legale per A Sud.Giulia Arrighetti – Ricercatrice e antropologa medica dell’Università di Torino, studia epidemiologia ambientale.Francesco Martone – Difensore dei diritti umani, membro del Tribunale dei Diritti della Madre Terra e fondatore della rete In Difesa Di.Alessia Tisci – Attivista e project manager di A Sud, esperta di contenziosi climatici e coautrice di Le parole giuste – Glossario ecologista. Scopri il programma dei due giorni Scopri di più sul Master in Environmental...

read more

ENI e il boom del GNL in Italia

Posted by on 4:15 pm in in Evidenza, Italia, Notizie, Osservatorio Eni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su ENI e il boom del GNL in Italia

ENI e il boom del GNL in Italia

CDCA e A Sud / 2026 Tutto quello che c’è da sapere sul GNL: il Gas Naturale Liquefatto viene venduto come soluzione temporanea alla crisi energetica, ma sta bloccando l’Italia in una nuova dipendenza fossile. Questo factsheet smonta la narrazione del “gas pulito” e mostra chi davvero guadagna dal boom del GNL. Negli ultimi anni il Gas Naturale Liquefatto (GNL) è stato imposto come soluzione rapida alla crisi energetica. Dopo il 2022 l’Italia ha aumentato in modo drastico le importazioni via mare, diventando uno degli hub europei del GNL. Un cambio di rotta veloce, accompagnato dalla costruzione di nuovi rigassificatori e dall’espansione delle infrastrutture fossili, spesso contro la volontà delle comunità locali. Al centro di questo processo c’è Eni, oggi primo fornitore di GNL in Italia e protagonista di una strategia globale che rafforza la dipendenza dal gas, stringendo accordi con Paesi segnati da conflitti ambientali e violazioni dei diritti. Il GNL non è un combustibile “pulito”: l’intero ciclo di vita – estrazione, liquefazione, trasporto e rigassificazione – genera emissioni elevate e nuovi rischi ambientali, dai territori di estrazione alle aree portuali di approdo. La contraddizione è evidente: mentre le infrastrutture GNL aumentano, i consumi di gas in Italia diminuiscono. A crescere sono invece i profitti delle aziende fossili, che continuano a fare business sfruttando l’emergenza climatica ed energetica. Questo factsheet smonta la narrazione della “transizione a gas” e riportare al centro una verità scomoda: il GNL prolunga il modello fossile e allontana una transizione ecologica giusta. Scarica il factsheet Questo factsheet è stato pubblicato nell’ambito del progetto Osservatorio Eni, l’osservatorio permanente di A Sud e CDCA che monitora le attività di esplorazione, estrazione e trasformazione delle fonti fossili. Osservatorio Eni è sostenuto dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e dal Patagonia International Grants...

read more

La decarbonizzazione secondo ENI – Il boom dei biocarburanti e i suoi effetti sui territori

Posted by on 4:13 pm in in Evidenza, Kenya, News, Notizie, Osservatorio Eni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su La decarbonizzazione secondo ENI – Il boom dei biocarburanti e i suoi effetti sui territori

La decarbonizzazione secondo ENI – Il boom dei biocarburanti e i suoi effetti sui territori

A Sud – CDCA / 2026 Nel Factsheet 2026 dell’Osservatorio Eni smontiamo il mito dei biocarburanti: una falsa soluzione climatica che scarica costi ambientali e sociali sui territori. Non una risposta alla crisi climatica, ma un problema in più per comunità ed ecosistemi. I biocarburanti sono combustibili per il trasporto, come biodiesel e bioetanolo, prodotti da biomasse. Vengono presentati come alternativa rinnovabile ai combustibili fossili per ridurre le emissioni nel settore dei trasporti, ma nel Factsheet si evidenzia come siano in realtà miscelati ai carburanti fossili, senza sostituirli. In Italia è soprattutto ENI a promuovere i biocarburanti nella propria strategia di decarbonizzazione, con due bioraffinerie attive, una in costruzione e altre in fase autorizzativa. Secondo il GSE, nel 2024 in Italia sono stati immessi in consumo circa 1,74 Mtep di biocarburanti, a fronte di piani di forte espansione della capacità produttiva. La filiera delle materie prime utilizzate da ENI presenta forti criticità. Nel 2024 la maggior parte delle materie prime per i biocarburanti è stata importata, soprattutto da Indonesia e Malesia. Parallelamente, l’azienda ha avviato progetti agricoli in diversi Paesi africani, in particolare in Kenya, attraverso agri-hub dedicati alla coltivazione del ricino, con impatti ambientali e sociali documentati dal report. Dal punto di vista climatico ed economico, il Factsheet mostra che i biocarburanti offrono benefici limitati. Le analisi citate evidenziano risparmi di emissioni contenuti e il rischio che l’aumento della produzione comporti maggiore dipendenza dalle importazioni e nuove pressioni ambientali. Il report include infine due reportage sul campo: uno dal Kenya e uno da Livorno, per seguire la filiera dei biocarburanti (e i suoi impatti) dai luoghi di coltivazione a quelli di raffinazione. Scarica il Report La decarbonizzazione secondo ENI – Il boom dei biocarburanti e i suoi effetti sui territori A cura di: A Sud e Centro di documentazione dei conflitti ambientali Testi di: Carlotta Indiano e Andrea Turco Progetto grafico di: WaterMelon Impaginazione e infografiche di: Chiara Arnone In copertina, foto di: Roger Starnes Sr su Unsplash Interni, foto di: Carlotta Indiano Il Factsheet e? stato realizzato nell’ambito del progetto Osservatorio ENI grazie al supporto del fondo Otto Per Mille della Chiesa Valdese e di...

read more

Master in Environmental Humanities – Roma Tre, Edizione 2026

Posted by on 2:32 pm in Corsi del CDCA, News, Notizie | Commenti disabilitati su Master in Environmental Humanities – Roma Tre, Edizione 2026

Master in Environmental Humanities – Roma Tre, Edizione 2026

Roma 3 dal 20 febbraio al 29 marzo 2026 Il Modulo 1 – Environmental Humanities. Mappe e strumenti per la giustizia ambientale – è co-coordinato da Marica Di Pierri (A Sud) insieme alla Prof.ssa Federica Giardini e al Prof. Marco Armiero, e integra anche il lavoro sui conflitti ambientali. Un laboratorio transdisciplinare per mettere in discussione narrative tossiche, smascherare il greenwashing e costruire lessici e pratiche di giustizia climatica. Dal 20 febbraio 2026 nelle sedi di Roma 3 in particolare FilCoSpe, via Ostiense 234, e Architettura, via della Madonna dei Monti 40, Roma | Tutti i venerdì pomeriggio e sabato mattina L’edizione 2026 del Master in Environmental Humanities dell’Università degli Studi Roma Tre si chiude con il quarto elemento: Aria. Dopo acqua, terra e fuoco, l’aria diventa lente critica per leggere il presente. Non solo come condizione biologica della vita, ma come spazio politico: respirare oggi significa fare i conti con crisi climatica, inquinamento, diseguaglianze sociali, controllo dei corpi, compressione degli spazi democratici. Il Master propone un percorso transdisciplinare che intreccia filosofia, storia ambientale, ecologia politica, studi sociali e pratiche di trasformazione. Un laboratorio di pensiero e azione per comprendere le crisi ecologiche come crisi dei modelli economici, dei linguaggi e delle relazioni di potere. Marica Di Pierri (A Sud) coordina il primo modulo del master, insieme alla Prof.ssa Federica Giardini e al Prof. Marco Armiero. A partire dal 2026 il modulo integra anche il percorso sui conflitti ambientali, rafforzando il legame tra riflessione teorica e pratiche di giustizia climatica. Le Environmental Humanities sono strumenti per rendere visibile ciò che viene normalizzato o occultato:– le narrative tossiche che giustificano sfruttamento e diseguaglianza;– i conflitti territoriali e le resistenze;– le parole che modellano l’immaginario (Antropocene, sviluppo, crescita, capitale naturale). Il modulo si articola in tre assi: MAPPEPer orientarsi nel campo delle Environmental Humanities e nei suoi principali approcci teorici. STRUMENTIMetodologie e pratiche per la giustizia ambientale e climatica: monitoraggio partecipato, campaigning, strumenti legali, citizen science, guerrilla narrativa. LABORATORIOUno spazio transdisciplinare in cui smontare ricerche, lessici e pratiche, mettendo in dialogo saperi accademici e attivismo. Tra le attività:– laboratorio sul glossario ecologista “Le Parole Giuste”;– analisi del greenwashing e delle condotte d’impresa;– partecipazione al Festival di Giornalismo Ambientale “Le Parole Giuste”, promosso da A Sud ed EconomiaCircolare.com. Date: 20 febbraio – 29 marzo 2026CFU: 6 Un modulo pensato per chi vuole strumenti concreti per leggere i conflitti ambientali e contribuire a trasformarli. Perché respirare non sia un privilegio, ma una condizione condivisa di giustizia. Tutte le info: https://www.master-territorio-environment.it/edizione-2026/   A chi si rivolge: Il Master è di II livello e si rivolge a tutti coloro che hanno conseguito una laurea specialistica/magistrale o di vecchio ordinamento in qualsiasi disciplina. Possono accedere al Master candidati/e sia italiani/e, sia stranieri/e. Calendario didattico: Le lezioni si svolgeranno il venerdì pomeriggio e il sabato mattina di ogni settimana, nelle sedi di Roma Tre (in particolar modo FilCoSpe, via Ostiense 234, e Architettura, via della Madonna dei Monti 40) e in altri luoghi della città di Roma. Fa eccezione il Modulo Stalker, che si strutturerà in una settimana di workshop intensivo in sede da definirsi. Tutte le lezioni sono garantite in presenza ma è possibile seguirle anche da...

read more

Climate Pride in azione alla Cop30 per una roadmap ambiziosa di uscita dai fossili

Posted by on 10:22 am in Mondo, Notizie | Commenti disabilitati su Climate Pride in azione alla Cop30 per una roadmap ambiziosa di uscita dai fossili

Climate Pride in azione alla Cop30 per una roadmap ambiziosa di uscita dai fossili A Belém la società civile italiana rompe il silenzio: azione pacifica nella Blue Zone per pretendere che l’Italia sostenga una roadmap globale e vincolante fuori dai fossili. Perché il futuro non si difende con la cautela, ma con il coraggio politico.  “L’Italia vuole una roadmap ambiziosa per l’uscita dai combustibili fossili” Il Global Stocktake dell’UNFCCC pubblicato quest’anno è netto: «la causa principale della crisi climatica è l’uso dei combustibili fossili e la loro eliminazione graduale è indispensabile» (fonte: UNFCCC GST). Belém, 20 novembre 2025 – Questa mattina, all’interno della Blue Zone della COP30, la delegazione del Climate Pride alla COP30 ha organizzato una manifestazione apartitica e pacifica per chiedere al governo italiano di sostenere la roadmap globale per l’uscita dai combustibili fossili, al centro del negoziato guidato da oltre 80 Paesi. L’iniziativa è nata in risposta alla notizia della posizione negoziale dell’Italia, estremamente cauta nel sostenere una roadmap ambiziosa per l’eliminazione graduale di petrolio, gas e carbone. Vari rappresentanti della piattaforma negoziale del Climate Pride, che riunisce oltre 80 realtà della società civile italiana, si sono riunite con cartelli e messaggi diretti al governo italiano. Tra i messaggi esposti: “Vogliamo la roadmap” “Il Nord-Est sott’acqua, transizione ora!” “Ministro pensi alle generazioni future” Una lettera aperta all’Italia Gli attivisti hanno consegnato una lettera ufficiale al ministro italiano Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo che l’Italia si allinei agli obiettivi più ambiziosi della COP30: una roadmap vincolante per l’uscita dai combustibili fossili, investimenti rapidi e coerenti in rinnovabili ed efficienza, la protezione delle comunità vulnerabili, trasparenza nei negoziati e coerenza tra dichiarazioni pubbliche e scelte politiche. Nella lettera si chiede al Governo italiano di: appoggiare la roadmap alla COP30, scegliere di guidare, e non subire, la transizione, sostenere il settore italiano della transizione ecologica, che già oggi genera migliaia di posti di lavoro, riconoscere che l’Italia è tra i Paesi europei più colpiti dagli eventi climatici estremi e che difendere lo status quo non è nell’interesse del Paese. Viola Ducati, attivista Italiana in rappresentanza del Climate Pride: “Il nostro Paese conosce già alluvioni, siccità, incendi. Non esiste alcuna ragione per dire “no” a una roadmap globale sui fossili. Siamo qui per dire che l’Italia non coincide con la posizione del suo governo.” Marica Di Pierri, portavoce A Sud: “Il nostro paese sta facendo a Belèm una pessima figura. Che sia tra i paesi europei che frenano ogni ambizione climatica è ormai noto e questo costruisce un elemento di forte imbarazzo anche in seno alla UE. Non possiamo passare alla storia come un ostacolo all’ambizione di definire finalmente una road map per l’uscita dai fossili, un avanzamento atteso da 30 anni e che finalmente è sul tavolo delle discussioni. L’Italia deve anche rispettare e aumentare i suoi impegni per la finanza climatica, e agire con più efficacia nelle politiche di adattamento a livello nazionale. Tutto questo avremmo voluto dire al ministro Pichetto Fratin. Che non è qui per rappresentare gli interessi dell’oil&gas ma delle future generazioni. Si sieda dalla parte giusta della Storia”.   La cantautrice e artivista italiana LOTTA, Carlotta Sarina ha dichiarato: “Sono giorni che ascolto le autorità indigene, e capisco che per loro la terra, l’acqua e il respiro non sono slogan. Come dice Célia Xakriabá, “noi non deprediamo la terra, noi la custodiamo”. Ieri, quando ho saputo che...

read more

Torna il Corso di Giornalismo d’Inchiesta Ambientale

Posted by on 2:31 pm in Corsi del CDCA, News, Notizie | Commenti disabilitati su Torna il Corso di Giornalismo d’Inchiesta Ambientale

Torna il Corso di Giornalismo d’Inchiesta Ambientale

Con un percorso formativo teorico e pratico, la decima edizione del corso online di giornalismo d’inchiesta ambientale organizzato da A Sud, CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali ed EconomiaCircolare.com propone un percorso formativo che unisce strumenti teorici e pratici per fornire a chi partecipa competenze aggiornate per raccontare la crisi ecologica con rigore e consapevolezza. Come si racconta la crisi climatica? Dove troviamo i dati sull’aumento delle temperature? Come si leggono i grafici di Copernicus? E come facciamo a smentire la frase che ciclicamente torna nei dibattiti pubblici: “Ha sempre fatto caldo”. Con un percorso formativo teorico e pratico, la decima edizione del corso online di giornalismo d’inchiesta ambientale organizzato da A Sud, CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali ed EconomiaCircolare.com risponde a queste domande. Cinque moduli formativi, laboratori di scrittura, approfondimenti su data journalism e fact checking, incontri con alcune delle voci più autorevoli dell’informazione ambientale in Italia: tra le e i docenti di questa edizione ci saranno Giulia Innocenzi e Manuele Bonaccorsi (Report), Teresa Paoli (Presadiretta) e Ferdinando Cotugno (Domani). Accanto a loro, redattrici e redattori esperti, ricercatrici e ricercatori del CDCA, attivist? e giornalist? con una lunga esperienza sul campo. Cosa imparerai? Una parte importante del corso è dedicata alla pratica: le persone iscritte parteciperanno a laboratori curati dalla redazione di EconomiaCircolare.com, svilupperanno un progetto editoriale e avranno l’opportunità di vederlo pubblicato sul magazine. Il programma prevede inoltre una sezione dedicata agli strumenti dell’intelligenza artificiale e all’analisi critica delle fake news legate alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico. In collaborazione con Pagella Politica e Facta, saranno approfondite le tecniche del debunking e le modalità per redigere articoli di fact checking efficaci e verificabili. Il corso si rivolge a aspiranti giornalist?, student?, attivist?, operator? del mondo dell’informazione e della comunicazione, ma anche a ricercatrici e ricercatori interessat? a migliorare le proprie capacità di analisi e divulgazione. È pensato per chi vuole comprendere e raccontare le trasformazioni ambientali e climatiche in corso, dando spazio alla complessità dei fenomeni e ai conflitti sociali ed ecologici che ne derivano. QUANDO? In partenza il 23 ottobre 2025, il corso è strutturato in 5 moduli e 2 incontri in presenza: Kick off in presenza a Roma con con possibilità di seguire l’incontro in streaming. Il giornalismo ambientale (10 ore teoriche + 2 ore laboratoriali Debunking e fact checking (10 ore teoriche + 2 ore laboratoriali) Data Journalism (8 ore teoriche) L’intelligenza artificiale (4 ore teoriche + 2 ore laboratoriali) L’inchiesta ambientale, dall’idea alla realizzazione (8 ore teoriche) Workshop finale a Roma (8 ore laboratoriali) I momenti laboratoriali del Corso di giornalismo  Durante il corso, particolare attenzione è dedicata alla dimensione laboratoriale e collettiva della scrittura. Le attività pratiche, curate dalla redazione di EconomiaCircolare.com, permettono di sperimentare in prima persona l’intero processo di costruzione di un’inchiesta: dalla scelta del tema, all’individuazione delle fonti, fino alla stesura dell’articolo. Il lavoro si sviluppa in piccoli gruppi, in un contesto redazionale guidato, che simula il lavoro quotidiano di una redazione giornalistica. Dall’ideazione alla stesura Il percorso culmina in un momento di confronto finale in presenza con l’intera redazione del magazine, in cui si rivedono i materiali prodotti e si pianifica la loro pubblicazione. A questa esperienza si affianca la masterclass condotta da Manuele Bonaccorsi, giornalista di Report (Rai3), che accompagnerà le persone iscritte in un approfondimento su come nasce un’inchiesta, dall’ipotesi investigativa alla costruzione narrativa. Iscriviti al corso Scadenza iscrizioni: 13 ottobre 2025 Early bird fino...

read more

ECOVANDALI – Opere che imbrattano il futuro

Posted by on 3:50 pm in Italia, Notizie | Commenti disabilitati su ECOVANDALI – Opere che imbrattano il futuro

ECOVANDALI – Opere che imbrattano il futuro

Devastano città e paesi, deturpano l’ambiente, mettono a rischio il nostro patrimonio storico e culturale: chi sono i veri eco vandali? Scoprilo nella nuova newsletter di A Sud e CDCA. Iscriviti a Ecovandali – opere che imbrattano il futuro Ricevi la newsletter mensile dedicata alle opere inutili e dannose. ISCRIVITI QUI ECOVANDALI – Opere che imbrattano il futuro Online dal 21 maggio la nuova newsletter a cura di A Sud e CDCA, Ecovandali – Opere che imbrattano il futuro, curata da Alessandro Coltré e Serena Cati, attiviste di A Sud.Ogni episodio è un viaggio nei territori devastati da grandi opere inutili e climalteranti. Ma soprattutto un racconto collettivo di chi resiste. Un archivio vivente delle resistenze Dalle Alpi alle coste del Sud, dai comitati contro gli inceneritori alle campagne in difesa delle foreste; fino ai movimenti che si oppongono alla cementificazione e al saccheggio di beni comuni. Contro i veri ecovandali. Il decreto sicurezza e le leggi liberticide degli ultimi due anni stanno colpendo anche l’attivismo climatico.Alcuni emendamenti sono stati pensati per fermare i movimenti che hanno rigenerato le pratiche della disobbedienza civile, tra tutti Extinction Rebellion e Ultima Generazione.Le loro vernici lavabili hanno indignato la politica. Le loro azioni nei musei e davanti ai palazzi istituzionali sono state sanzionate e represse. Fare chiasso per salvare il pianeta è diventato un reato, protestare è una colpa. Le attiviste e gli attivisti finiscono in caserma. Vengono perquisit? e allontanat? dalle proprie città con fogli di via e daspi urbani. Mappare gli ecovandali, raccontare la verità Intanto gli Ecovandali rubano terreni pubblici e risorse naturali, rallentano la conversione ecologica e inquinano il dibattito sulla sostenibilità. Ma adesso iniziamo a schedare i loro impatti, a mappare le conseguenze delle loro infrastrutture spacciate come strategiche e innovative. Raccontiamo i danni che fanno alle comunità!   RILEGGI LE NEWSLETTER #1 Fiumicino e l’ecovandalo di Miami #2 Ecovandali e la montagna di scarti #3 L’ecovandalo della Laguna #4 L’ecovandalo dello Stretto #5 Il Ponte delle illusioni #6 L’ecovandalo che minaccia il mare #7 L’ecovandalo che non fa notizia #8 L’ecovandalo di Trieste #9 Gli ecovandali delle...

read more

Arriva Circolare! La rete degli eventi culturali che vogliono lasciare il segno, non l’impronta

Posted by on 3:33 pm in Cultura Sostenibile, Notizie | Commenti disabilitati su Arriva Circolare! La rete degli eventi culturali che vogliono lasciare il segno, non l’impronta

Arriva Circolare! La rete degli eventi culturali che vogliono lasciare il segno, non l’impronta

Hai mai pensato a quante risorse si sprecano nell’organizzazione di un evento culturale? Luci, impianti, strutture, materiali promozionali… ogni volta un acquisto nuovo, ogni volta un impatto. Ma c’è un’alternativa, e si chiama Circolare. Circolare è la prima piattaforma nazionale dedicata alle organizzazioni culturali che vogliono condividere risorse, risparmiare e diventare più sostenibili. Un modo concreto per mettere in pratica l’economia circolare nel settore della cultura. Cosa puoi fare? Prestiti tra organizzazioni: meno sprechi, più solidarietà Iscrivendoti a Circolare, puoi prendere in prestito oggetti e attrezzature da altre realtà culturali in tutta Italia. E ovviamente, anche offrire ciò che non usi sempre. Una rete che si aiuta, si conosce, si rafforza. Acquisti condivisi: compra solo ciò che ti serve, con chi ne ha bisogno come te Hai bisogno di un oggetto solo per qualche settimana? Con Circolare puoi lanciare una proposta di acquisto condiviso e trovare altre organizzazioni vicine con cui dividere spese e utilizzo. Pratiche intelligenti per una cultura più leggera sull’ambiente (e sul budget). Fornitori sostenibili con sconti esclusivi Entrando nella community avrai accesso a una rete di fornitori selezionati secondo criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In più, sconti dedicati alla rete Circolare. Un vantaggio per te, un vantaggio per tutt?. Perché unirsi a Circolare? Risparmi grazie a condivisione e sconti Riduci l’impatto ambientale dei tuoi eventi Sperimenti un nuovo modello culturale basato sulla cooperazione La community è già attiva in tutta Italia! Dall’Emilia-Romagna alla Sardegna, già 34 organizzazioni stanno facendo circolare risorse, idee, strumenti. E vogliamo crescere ancora. Come partecipare ? Sei un’organizzazione culturale che organizza eventi?Compila il form di adesione e verrai ricontattat?. ? Sei un fornitore e vuoi entrare nella rete?Scrivici a...

read more

Abbiamo inviato un promemoria a Hoekstra in vista dei negoziati sul clima a Bonn

Posted by on 12:00 pm in News, Notizie | Commenti disabilitati su Abbiamo inviato un promemoria a Hoekstra in vista dei negoziati sul clima a Bonn

Sessanta organizzazioni chiedono a Hoekstra di proteggere i negoziati ONU sul clima dall’influenza dell’industria fossile in vista della COP30 a Bonn. La campagna Fossil Free Politics, sostenuta dalla coalizione Kick Big Polluters Out (una coalizione di oltre 450 organizzazioni in tutto il mondo unite nella richiesta di porre fine alla possibilità dei grandi inquinatori di scrivere le regole dell’azione per il clima, di cui è membro), ha inviato una lettera aperta per chiedere al commissario europeo Hoekstra di intervenire sui conflitti di interesse durante i prossimi negoziati sul clima delle Nazioni Unite a Bonn (SB62). La lettera intende rafforzare il lavoro trasversale in corso all’interno delle Nazioni Unite per la creazione di un quadro di responsabilità (organizzato sotto l’egida di Kick Big Polluters Out), esercitando al contempo pressioni affinché si compiano progressi a livello nazionale nell’UE. Nello specifico, chiediamo a Hoekstra di: Chiedere pubblicamente e in modo proattivo all’UNFCCC di creare un quadro di responsabilità per proteggere i negoziati sul clima dall’influenza indebita degli interessi dei combustibili fossili, di concordare una definizione di “conflitto di interessi” a Bonn e di rafforzare gli obblighi di trasparenza in modo che tutti i partecipanti ai negoziati siano tenuti a dichiarare i propri conflitti di interesse prima di partecipare. Sulla base del precedente positivo dello scorso anno, quando la delegazione ufficiale dell’UE non ha portato alcun lobbista dei combustibili fossili alla COP29, in linea con la nostra richiesta di impegnarsi a non fornire la registrazione ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite ai dirigenti o ai lobbisti delle società di combustibili fossili, sostenuta da 112 organizzazioni, l’UE non dovrebbe portare lobbisti del petrolio e del gas alla COP30 o a qualsiasi futura COP. Sostenere un quadro normativo a livello UE sui conflitti di interesse per proteggere il processo decisionale europeo dall’influenza indebita dell’industria dei combustibili fossili. A Sud ha aderito alla lettera come membro della campagna . A ottobre 2024, A Sud aveva lanciato la campagna Clean The Cop, per ripulire le negoziazioni climatiche dalle pressioni dell’industria fossile. TESTO LETTERA Lettera a Wopke Hoekstra in vista di Bonn ’25 A: Commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra CC: Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen CC: Commissaria europea Teresa Ribera Egregio Commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra, Oggetto: Sostegno a un quadro di responsabilità per proteggere dall’influenza indebita dei responsabili dell’inquinamento alla SB62 dell’UNFCCC a Bonn, Germania Le scriviamo per dare seguito alla nostra lettera del 4 novembre 2024 riguardante l’influenza indebita dell’industria dei combustibili fossili ai negoziati delle Nazioni Unite sul clima e le modalità con cui possiamo affrontare l’accesso privilegiato e non regolamentato di cui godono attualmente attraverso l’introduzione di un quadro di responsabilità, ispirandosi a precedenti analoghi delle Nazioni Unite, come l’articolo 5.3 del protocollo della Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabagismo. È stato molto positivo sentire il vostro sostegno al quadro di responsabilità quando siete stati interrogati dai membri del Parlamento europeo durante l’audizione di conferma dello scorso anno. La proposta di quadro è il risultato di una collaborazione senza precedenti tra ONG climatiche, sindacati, gruppi di donne e di giovani che partecipano ai negoziati sul clima. Per troppo tempo coloro che traggono profitto dal mantenimento dell’attuale sistema basato sui combustibili fossili hanno bloccato, ritardato o indebolito le azioni volte ad arrestare il riscaldamento globale. Le loro voci hanno dominato il dibattito,...

read more

Climate Pride: la mobilitazione nazionale per il clima arriva a scuola

Posted by on 10:21 am in News | Commenti disabilitati su Climate Pride: la mobilitazione nazionale per il clima arriva a scuola

A Roma torna il Climate Pride: arte, attivismo e partecipazione delle scuole per alzare la voce sulla crisi climatica e chiedere impegni concreti verso COP30. Il 15 novembre 2025 si terrà a Roma la seconda edizione del Climate Pride a cui hanno aderito oltre 73 realtà. Si ispira alle performance di artivismo con l’intento di unire arte e attivismo e portare nelle strade una street parade gioiosa e colorata. L’obiettivo è fornire delle soluzioni alla crisi climatica nel dibattito pubblico attraverso il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze e delle comunità. Obiettivi e rivendicazioni del climate pride: Denunciare il modello di sviluppo basato sui combustibili fossili: il Climate Pride vuole mettere in discussione un sistema economico che genera guerre, ingiustizie e devastazione ambientale. Chiedere una svolta alla COP 30: far sentire una voce forte che richieda impegni concreti per la decarbonizzazione e il rispetto dei limiti della Terra. Creare consapevolezza sulle soluzioni locali e globali: promuovere pratiche sostenibili a livello locale, come l’uso di energie rinnovabili e il risparmio energetico, mettendo in luce le soluzioni già esistenti e quelle da sviluppare. Simboleggiare il rapporto con la natura: costruire un’alleanza simbolica tra la specie umana e le altre forme di vita per affrontare insieme la crisi climatica e promuovere un futuro di pace e cooperazione. Perché le scuole al Climate Pride? La mobilitazione rappresenta un’opportunità per avvicinare le giovani generazioni ai grandi temi della crisi climatica e alle dinamiche internazionali delle Conferenze sul Clima (COP), promuovendo consapevolezza e spirito critico. Con la tua classe, la scuola o la comunità educante quest’anno è possibile aderire alla mobilitazione. Puoi mandare una mail a: climatepride@gmail.com entro il: 15 ottobre. Con la tua adesione comparirai ufficialmente nella lista delle adesioni, riceverai il materiale didattico per parlare dei temi in classe e informazioni più dettagliate su come partecipare o far partecipare le famiglie al Climate Pride del 15...

read more