CDCA e A Sud alla COP30 a Belém

La voce di A Sud dalla COP30 di Belém (Brasile) e le iniziative in Italia

Dal 10 al 21 novembre 2025 saremo a Belém, in Brasile, per partecipare come osservatori alla 30° Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Racconteremo quanto avviene dentro e fuori le negoziazioni, porteremo e raccoglieremo le voci dei territori in lotta contro l’estrattivismo, contro il greenwashing e per una transizione ecologica realmente giusta.

Iscriviti al bollettino Sostieni il nostro lavoro

L’agenda della COP30

A Belém si discuteranno e valuteranno gli NDCs, i nuovi impegni climatici nazionali che stabiliscono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ogni paese. Accanto alla mitigazione, l’adattamento sarà uno dei temi centrali attraverso il Global Goal on Adaptation (GGA) e i nuovi Piani nazionali di adattamento. Un altro capitolo chiave sarà quello della finanza per il clima. Tra i punti principali il nuovo obiettivo di finanziamento (NCQG), che punta ad aumentare il sostegno ai Paesi in via di sviluppo da 100 a 300 miliardi di dollari l’anno, e la Roadmap Baku-Belém, che traccia un percorso per mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035.

Temi cruciali, che si scontrano con uno scenario geopolitico ostile, segnato dal negazionismo climatico, dai venti di guerra, dalla corsa al riarmo e dalla violenza istituzionale.  Non è un caso che in gioco a Belém ci sia più che mai la credibilità della diplomazia climatica e la sua capacità di tradurre le intenzioni in impegni concreti.

La Cupula dos povos

La Cúpula dos Povos è il grande incontro dei movimenti sociali e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Nata nel 1992 come risposta critica alle negoziazioni ufficiali, propone un’alternativa fondata su giustizia climatica, sociale e ambientale, solidarietà e saperi ancestrali.

Dal 12 al 16 novembre 2025, in concomitanza con la COP30 di Belém, riunirà popoli indigeni, comunità quilombola e tradizionali, giovani e lavorator? in marce, dibattiti e azioni culturali.

La Cúpula mette al centro vite, diritti e territori, non statistiche: unisce chi costruisce ogni giorno soluzioni reali, dall’agroecologia alla difesa dei beni comuni, per spingere i governi ad adottare politiche di vera giustizia climatica.

Dichiarazione della Cupula Dos Povos

Perché A Sud e CDCA alla COP?

Nelle Cop si riuniscono i governi dei 197 Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992. Ma la COP30 non è solo un vertice diplomatico: è il terreno di confronto (e di scontro) tra attori diversi e diverse visioni del mondo. Da una parte il business as usual che trasforma la crisi climatica in profitto, dall’altra movimenti e territori che lottano per giustizia climatica, autodeterminazione e diritti della Natura.
La COP30 si terrà nel cuore dell’Amazzonia, a Belém do Pará, in Brasile. Non è un dettaglio geografico ma una scelta politica: è nel Sud globale che l’ingiustizia climatica colpisce più duramente mentre il Nord globale continua a negoziare emissioni e interessi fossili.
Qui non si decide solo il futuro del clima: si decide chi avrà diritto a un futuro.

Per raccontare cosa c’è in gioco, e come finisce la partita.

Andiamo alla COP per osservare da vicino i negoziati, capire quali equilibri politici e di potere si stanno ridefinendo, e portare la prospettiva dei territori e dei movimenti che chiedono giustizia climatica.
La partecipazione di A Sud e CDCA serve a connettere le lotte locali con quelle globali, rafforzare alleanze internazionali e raccontare – con sguardo indipendente e critico – come la diplomazia climatica sta affrontando, o eludendo, le proprie responsabilità.
Perché solo intrecciando voci e resistenze dal basso possiamo costruire un futuro giusto per tutt?.

Per costruire e rafforzare alleanze internazionali

Svolgere la COP in Brasile è un segnale che conta: significa rimettere al centro chi la crisi climatica la subisce davvero. Andiamo a Belém per stare con i movimenti globali per la giustizia climatica. In America Latina oggi si gioca una partita enorme: conflitti ambientali, estrattivismo, repressione, lotte indigene e popolari che resistono da decenni. Con tante realtà — dalla Colombia alla Bolivia, fino all’Amazzonia — abbiamo già lavorato, fatto campagne, costruito ponti. Lì ritroviamo compagn? con cui condividiamo visioni e pratiche.

Per portare una visione radicale dentro la COP

Sì, probabilmente sarà l’ennesimo flop diplomatico. Ma proprio per questo dobbiamo esserci, per non lasciare quei tavoli alle lobby fossili e ai governi che parlano di transizione mentre trivellano.
Da dentro vedi meglio le dinamiche, le crepe, le possibilità di alleanze e di conflitto.
Andiamo per portare la prospettiva della giustizia climatica e delle lotte dal basso, che legano crisi climatica, razzismo, patriarcato e disuguaglianze. La COP non è un punto d’arrivo: è un passaggio. Il resto si fa fuori, insieme, ogni giorno.


Diario dalla COP30

  • Giorno 12 – 24 novembre 2025
    Belém svela il fallimento della diplomazia climatica, ma apre spiragli: una roadmap anti-fossile e nuove alleanze per la giustizia.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 11 – 21 novembre 2025
    Penultimo giorno a Belém: incendio in COP30, stalli politici e pressioni crescenti sul BAM e sull’uscita dai fossili.
    Leggi l’articolo
  • Giorno 10 – 20 novembre 2025A Belém 85 Paesi spingono per uscire dai fossili, mentre Italia e Polonia frenano. La COP30 è al bivio, il tempo è adesso.
  • Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 9 – 19 novembre 2025
    Belém rilancia la lotta globale ai fossili: la Colombia guida un fronte che vuole uscire davvero dal modello che brucia il pianeta.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 7 – 17 novembre 2025
    Belem in rivolta: popoli indigeni e movimenti sociali spingono per una COP30 che dica finalmente basta ai fossili.
    Leggi l’articoloAscolta su Scanner
  • Giorno 6 – 15 novembre 2025
    Anche quest’anno i dati sulla presenza dei lobbisti Gas&Oil alla conferenza di Belém sono alti: su ogni 25 persone accreditate al vertice, uno è un lobbista dei combustibili fossili, in totale sono oltre 1600.
    Leggi l’articolo
  • Giorno 5 – 14 novembre 2025
    Il TFFF entra nella Cupula tra promesse e contraddizioni: fondi incerti, debiti in aumento e movimenti che denunciano l’ennesima falsa soluzione verde.
    Leggi l’articoloAscolta su Scanner
  • Giorno 4 – 13 novembre 2025
    A Belém la protesta indigena irrompe nella COP30 e svela le contraddizioni del Brasile fossile. Intanto la Cupula esplode di mobilitazioni globali.
    Leggi l’articolo /Ascolta su Scanner

 

  • Giorno 3 – 12 novembre 2025
    Adattamento al centro della COP30, ma i fondi restano insufficienti. A Belém arrivano movimenti e comunità indigene: la vera pressione viene dai territori.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 2 – 11 novembre 2025
    Lula parla di disuguaglianze alla Cop30, ma il Brasile continua a spingere sul fossile. A Belém torna al centro il nodo tra clima e ingiustizia.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner
  • Giorno 1 – 10 novembre 2025
    Dalla Cop30 alla Cúpula dos Povos: a Belém si apre la sfida per la giustizia climatica tra responsabilità globali, diritti dei popoli e resistenza dei territori.
    Leggi l’articolo / Ascolta su Scanner

Articoli di approfondimento alla COP30

  • Cosa resta della Cop30, la battaglia per il clima e i diritti è ancora lunga – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri e Laura Greco su Domani – COP30 fallisce su fossili e foreste, ma il Bam e il blocco dei 82 paesi per l’uscita dal fossile aprono spiragli di lotta e nuove alleanze.
    Leggi l’articolo
  • Sulla fine dei lavori della COP30 – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Cosa è successo alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici? Quali sono le grandi vittorie? Quali le sconfitte?
    Guarda la diretta
  • La tabella della discordia – cos’è successo alla COP30 – 23 novembre 2025
    Laura Greco su Radio24 – COP30 a Belém annuncia impegni su energia, foreste e adattamento, ma senza una vera uscita dal fossile restano promesse vuote da incalzare con lotte dal basso.
    Ascolta su Il Sole 24 ore
  • “A resposta somos nós”. Ma alla COP30 le richieste dei popoli indigeni non fanno breccia – 23 novembre 2025
    Laura Greco su EconomiaCircolare.com – Alla COP30 le voci indigene restano ai margini mentre la foresta corre verso il punto di non ritorno. Senza giustizia, non c’è futuro.
    Leggi l’articolo
  • La “Dichiarazione di Belém” e il multilateralismo del phase out dai fossili spinto dal basso – 21 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Da Belém arriva una spinta dal basso per uscire dai fossili: governi e movimenti uniscono le voci per un phase out reale, giusto, globale.
    Leggi l’articolo
    • Cop30: senza il Gender action plan ogni azione climatica è limitata – 21 novembre 2025
      Marica Di Pierri e Laura Greco su Valori – Nonostante le ambiziose premesse il Gender action plan ha trovato diversi ostacoli sui tavoli negoziali della Cop30

Leggi l’articolo

 

  • Alla Cop30 arrivano le storie di migrazioni climatiche – 21 novembre 2025

Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30, in vista delle negoziazioni finali, si parla del fenomeno crescente degli sfollamenti forzati dal cambiamento climatico.
Leggi l’articolo

  • Belém, la foresta degli indigeni si ribella a Lula – 20 novembre 2025
    Laura Greco su Il Manifesto – Le nazionalità dell’Amazzonia denunciano l’inagibilità politica alla Cop e chiedono una mobilitazione internazionale guidata direttamente dai popoli indigeni per proteggere i loro territori e affrontare la crisi climatica alla radice
  • Alla Cop 30 i movimenti si riprendono la scena – 20 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Era dalla Cop 26 di Glasgow che non si vedeva così tanta società civile. Accanto al vertice ufficiale, in più di 50 mila hanno animato la «Cupula dos povos» per una svolta vera sul clima e i diritti
    Leggi l’articolo
  • COP30, BELÉM | Italiani in mobilitazione – 20 novembre 2025]
    Il Climate Pride in azione alla COP30: l? attivist? chiedono all’Italia una roadmap chiara e ambiziosa per uscire dai fossili.
    Leggi il comunicato
  • A Belém torna il protagonismo sociale – 19 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Collettiva – Alla Cop30 movimenti, organizzazioni, popoli e sindacati riacquistano centralità: proposte e campagne dal basso sono arrivate nelle stanze dei negoziati.
    Leggi l’articolo
  • Come procede la COP30 in Brasile? Intervista a Laura Greco da Bélem – 19 novembre 2025
    Laura Greco su Scienza e Pace Magazine – COP30 tra repressione, lobby fossili e resistenze indigene: la giustizia climatica la costruiscono i territori, non i negoziati.
    Leggi l’articolo
  • Lifegate dalla COP30 – 18 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Lifegate – Dalla COP30 il racconto dell’inedita comunicazione tra dentro e fuori la COP, tra le richieste indigene e l’ambiguo governo di Lula.
    Ascolta su Lifegate
  • Il Fondo per le foreste e la falsa soluzione del biocapitalismo si ripropone alla Cop30 di Belém – 18 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Il Tropical forests forever facility lanciato da Lula è l’ennesimo dispositivo finanziario che viene presentato come innovazione.
    Leggi l’articolo
  • Attivismo e giustizia climatica: se il diritto alla protesta diventa un reato – 17 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Valori.it – Alla Cop30 emerge un allarme globale: in molti Paesi il diritto alla protesta viene represso e l’attivismo ambientale è sempre più criminalizzato
    Leggi l’articolo
  • Alla Cop30 di Belèm il fondo per l’adattamento resta senza fondi – 17 novembre 2025]
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30 fallisce, per il terzo anno di fila, l’obiettivo di raccolta minima per finanziare l’adattamento dei Paesi del Sud globale.
    Leggi l’articolo
  • Massiccia partecipazione popolare a Belém – 16 novebre 2025
    Marica Di Pierri su L’aria Che Respiri – Alla Cúpula dos Povos tantissime voci per reclamare la fine dei combustibili fossili e una giustizia climatica guidata dai popoli, non dalle multinazionali.
    Ascolta su Radio Rai1
  • In diretta da Bele?m – Aggiornamenti sulla prima settimana di COP30 – 15 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – In diretta da Belém, per raccontare in diretta i lavori della 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. ?Foto di Oliver Ninja e Midia Ninja
    Guarda la diretta
  • Cop30: chi difende i combustibili fossili dentro i negoziati sul clima – 14 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Altreconomia – Alla Cop30 un lobbista fossile ogni 25 delegat?: il vertice che dovrebbe chiudere l’era fossile continua a farsela scrivere da chi la profitta.
    Leggi l’articolo
  • Giustizia climatica, questa dimenticata – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Il legame tra clima e disuguaglianze è ormai assodato. Ma dopo 30 anni di conferenze, i ricchi continuano a fare grandi affari con i fossili.
    Leggi l’articolo
  • L’adattamento secondo la COP30: “Adattarsi è sopravvivere” – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri per EconomiaCircolare.com – COP30 punta a rendere operativo il Global Goal on Adaptation, tra governance multilivello, indicatori, fondi insufficienti e necessità di giustizia climatica.
    Leggi l’articolo
  • La Cop30 in Brasile e le politiche industriali green – 11 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Tutta La Città Ne Parla, Radio3 – È iniziata la Cop30 a Belém, 10 giorni in cui si discuterà su come trovare una via d’uscita alla deriva del cambiamento climatico nonostante le difficoltà politiche che ci circondano.
    Ascolta l’episodio
  • Road to Belém – 7 novembre 2025Marica Di Pierri per Valori.it – Verso la Cop30 di Belém, cosa aspettarci dal più importante appuntamento per salvare il clima della Terra? Diretta con Marica Di Pierri, Luca Lombroso, Giovanni Mori e Lorenzo Tecleme.
    Guarda la diretta
  • Da Parigi a Belém, i conti che non tornano – 6 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Il Manifesto – Tra tensioni e fragili compromessi, i preparativi alla vigilia della Conferenza Onu. A che punto sono gli impegni nazionali di riduzione e i piani di adattamento dei singoli Paesi.
    Leggi l’articolo
  • A Sud a Belém alla Cop30 – 6 novembre 2025
    A Sud seguirà negoziati e mobilitazioni dalla COP30 di Belém, amplificando le voci dei movimenti per giustizia climatica e sociale.
    Leggi l’articolo
  • A Sud aderisce alla Global Call to Action della Cúpula dos Povos  – 5 settembre 2025
    Il 15 novembre scendiamo in piazza: basta disuguaglianze e razzismo ambientale, vogliamo giustizia climatica e un mondo dove la vita sia al centro.
    Leggi l’articolo
  • Vertice dei Popoli Verso la COP30: Manifesto Politico – 13 giugno 2025
    A Sud aderisce al Manifesto dei Popoli verso la COP30: un appello globale per giustizia climatica, anticapitalismo e democrazia dal basso.
    Leggi l’articolo

Racconteremo le negoziazioni

Per spiegare cosa accade davvero alla COP30, come si muovono i governi e quali interessi guidano le scelte sulla crisi climatica. Vi offriremo una copertura quotidiana per raccontarvi con le nostre parole e con uno sguardo critico, indipendente e radicale, vicino ai movimenti il dentro e fuori la Cop

Sveleremo le contraddizioni

Tra le promesse ufficiali e la realtà, mostrando lo scontro continuo tra lobby fossili e popoli che difendono la vita e i territori. Denunceremo le responsabilità smascherando la falsa transizione energetica e chi continua a inquinare mentre parla di sostenibilità con greenwashing e false soluzioni

Daremo voce alle comunità

Portando le loro storie, le lotte quotidiane e le alternative concrete alla devastazione ambientale, contro colonialismo ed estrazione. Ci collegheremo con l’Italia per connettere istanze e battaglie


INFO E CONTATTI

Per contatti e interviste con la delegazione:

Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
55 21 967071220

Laura Greco
lauragreco@asud.net
+55 21 997673184

Entitle fellows on the gold mine of Rosia Montana, Romania

Posted by on 12:00 am in News | Commenti disabilitati su Entitle fellows on the gold mine of Rosia Montana, Romania

Entitle fellows on the gold mine of Rosia Montana, Romania

The residents have been putting up a fight against the gold mining plans of the Gabriel Resources Company. [{George Velegrakis} for [xpressed->http://www.x-pressed.org/?xpd_article=interview-with-researcher-irina-velicu-on-the-gold-mine-of-rosia-montana-romania] interviews Irina Velicu] In the area of ??Rosia Montana in Romania the residents have been putting up a fight for the past 14 years against the gold mining plans of the Canadian company Gabriel Resources. The major demonstrations in post-communist Romania took place in the last three months, with thousands of people on the streets of major cities supporting the struggle of the residents of Rosia Montana. After the strong pressure of the movement, the respondent committee of the Romanian parliament initially (November 2013) rejected the draft law for the creation of the gold mine. The issue, of course, is not closed as the company is pushing to bring the matter before the House of Assembly. For that matter, but also for the common questions with the anti-mining movements around the world (and in Chalkidiki) we talked with the Romanian activist, academician, and political ecology researcher (member of the pan-European network [ENTITLE->https://www.cdca.it/spip.php?article2176&lang=en]) at the Autonomous University of Barcelona, {Irina Velicu}, who is studying the issue for the past six years. Giorgos Velegrakis (G.V.)*: On the 1st of September thousands of Romanians demonstrated against the government’s support for a plan to open Europe’s biggest open-cast gold mine in the small Carpathian town of Rosia Montana. Could you describe us the situation? What is the exact extractive plan and what are the people’s demands? Irina Velicu (I.V.)*: Actually after many days of protests the number of people in the streets reached around 20 000 which is without precedent in the post-communist Romania. We did not have so many people in the streets since the revolution in 89. Many articles are written about the plans of the Gold Corporation (of Gabriel Recources): 300 tones of gold and other metals, 15 years of open cast cyanide exploitation, few hundred jobs …or maybe thousands? these numbers always change so there is no credibility besides the fancy commercials that the Corporation is making, spending thousands of euros for buying ‘time and space’ for selling dreams about progress; it was a strong campaign on the part of the corporation ans as Rosienii say, the corporation managed to manipulate many people to sell their land and/or their soul). Now the corporation threatens the government with court action: if the project is not approved, they want to be compensated for their loss. It is such a joke: they made money in speculations, they bribed so many politicians and professionals to promote their joke and now they want more money from compensation…while the area was blocked as mono-industrial by the urbanistic plan for a decade, no other economic plan being allowed. Many people are asking: show us the receipts of your ‘’investments’ so far! Receipts from bribing? My interest is more in the protests which are the result of 14 years of insistent and diversified struggle of some Rosieni (locals of Rosia Montana) who have asked for the support of certain socio-environmental activists from Romania and abroad. It is important to realise that without the persistent work of these people these protests would not have been possible. This is my belief: what seems to be a spontaneous mobilization is the result of 14 years of struggle of...

read more

Ecuador, salviamo lo Yasunì: si al referendum popolare

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Ecuador, salviamo lo Yasunì: si al referendum popolare

Ecuador, salviamo lo Yasunì: si al referendum popolare

Una richiesta urgente: è giunto il momento di salvare l’Amazzonia ecuadoriana Una richiesta urgente: è giunto il momento di salvare l’Amazzonia ecuadoriana. L’undici aprile, le Yasunidos, insieme a organizzazioni ambientali, sociali e indigeni in Ecuador consegneranno al governo le firme necessarie per richiedere un referendum nazionale per porre fine all’esplorazione petrolifera nel Parco Nazionale Yasuni, con la seguente domanda al popolo dell’Ecuador: {sei a favore che il governo ecuadoriano mantenga il petrolio nel sottosuolo a tempo indeterminato sotto l’iniziativa Yasuni-ITT, nota anche come Block 43}. Unitevi al movimento Yasunidos Perché la protezione dell’Amazzonia e la prevenzione di un possibile etnocidio dei popoli indigeni della zona, non dovrebbe conoscere nessun confine. Vogliamo che la nostra voce sia sentita ovunque! La campagna delle Yasunidos sta chiedendo sostegno all’estero per garantire che la presentazione delle firme al consiglio elettorale porterà ad un referendum. Facciamo sentire al governo ecuadoriano che il mondo li sta guardando. Qui ci sono alcune azioni urgenti da intraprendere per contribuire alla campagna: -* Inviaci le tue foto, video, e messaggi di sostegno dicendo che il nostro diritto ad un referendum deve essere rispettato o “Sostengo il referendum nazionale per salvare lo Yasuni in Ecuador”. Lasciate che le persone decidano! Usa la tua creatività. Scatta una foto con il tuo messaggio, la città e il paese di provenienza, e postala su Facebook: https://www.facebook.com/YASunidos o su Twitter: @Yasunidos, oppure invia una mail a: info@yasunidos.org Qui trovi le foto inviate da 31 città di tutto il mondo: -* Firma la petizione in questo link -* Visitate il consolato o l’ambasciata dell’Ecuador nella vostra città; organizzate una protesta pacifica o una veglia, oppure inviate all’ambasciata una lettera personale che espone le ragioni per cui è importante salvare Yasuni....

read more

Green Economy? No, grazie

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Green Economy? No, grazie

Green Economy? No, grazie

La rivoluzione energetica non può venire dai poteri forti [di Lucie Greyl*] Dopo un anno e mezzo di ricerca, di lavoro di campo e di montaggio, si è tenuta mercoledì 2 aprile a Bologna la prima nazionale del documentario Green Lies. Il volto sporco dell’energia pulita. Una sala colma ha accolto con entusiasmo il film indipendente realizzato attraverso le modalità della produzione dal basso dal collettivo SMKVideoFactory con il sostegno del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA) e dell’Associazione A Sud. Il documentario, articolato in tre puntate, mostra situazioni geograficamente e tecnologicamente diverse: il progetto eolico nel comune di Camugnano (progetto oggi ritirato), la geotermia in Amiata e il fotovoltaico al suolo in Salento, casi che condividono più di quanto possa sembrare: illustrano lo scempio in corso nel paese sotto l’egida di una energia che così verde non è. Attraverso il racconto delle cittadine e dei cittadini, Green Lies disegna il quadro di un modello energetico (quello italiano) prigioniero di un sistema economico e finanziario condizionato da poteri forti e guidato da sistemi di incentivi distorti e da speculazioni che con lo sviluppo delle rinnovabili riproducono il modello delle energie fossili: accentramento dei profitti e della produzione in zone sacrificate e riduzione dei cittadini a consumatori acritici. “Tredici miliardi di euro sono destinati ogni anno per gli incentivi per le rinnovabili – ha spiegato Paola Campori del Comitato in difesa del paesaggio di Camugnano -, incentivi che ognuno di noi paga nelle sue bollette. Se siamo noi a pagare lo sviluppo delle rinnovabili perché non ne possiamo decidere la destinazione e il modello sotto il quale vengono impiegati?”. Cosa ha portato finora il sostegno delle rinnovabili nel paese? A ben guardare anche questa opportunità si è tradotta in una nuova forma di sviluppo selvaggio che colpisce sopratutto zone rurali, snaturando aree di destinazione agricola, paesaggistica e turistica in zone industriali per la produzione energetica di fronte alle quali le comunità locali hanno iniziato a mobilitarsi, comprendendone le dinamiche locali e globali, e accumulando conoscenze e competenze dal basso per diventare attori di cambiamento, di sperimentazione e di promozione di pratiche alternative. Dalla difesa del territorio e dalla rivendicazione dei propri diritti, allo sviluppo dei Gruppi d’acquisto solidale fotovoltaico e alla creazione di cooperative di comunità per lo sviluppo del solare sui tetti gestito collettivamente, Green Lies diventa uno strumento di diffusione di pratiche ancora troppo ignorate dando voce alle esperienze collettive che provano a spingere un’altra idea di produzione e di consumo energetico. La green economy resta per la maggior parte dell’opinione pubblica una dimensione sconosciuta, idealizzata come una soluzione tecnologica ai problemi dei cambiamenti climatici e della distruzione ambientale. E’ complicato far percepire come avviene in maniera immediata per il nucleare o il carbone, l’inappropriatezza del modello che nega una sostenibilità di tipo ambientale e sociale. Greenlies peró non è solo la denuncia di un modello malato. E’ anche un messaggio di speranza, uno strumento di coscientizzazione e di promozione di modelli alternativi per la produzione e il consumo di energia, di quelle pratiche rese possibili dall”intelligenza collettiva delle nostre comunità, pratiche che dovrebbero essere la regola ma rimangono però l’eccezione… La rivoluzione energetica non può venire dai poteri forti ma può diventare uno strumento nelle mani dei cittadini: le comunità dell’energia. Sostegni il film e acquista...

read more

Yasuni: a new call for help from Ecuador

Posted by on 12:00 am in News | Commenti disabilitati su Yasuni: a new call for help from Ecuador

Yasuni: a new call for help from Ecuador

Urgent call: It’s the 11th hour to Save the Yasuni Rainforest Urgent call: It’s the 11th hour to Save the Yasuni Rainforest On April 11, Yasunidos, together with environmental, social, and indigenous organizations in Ecuador, will hand the government the signatures needed to call for a National Referendum to put a stop to oil exploration in Yasuni- National Park, with the following question to the Ecuadorean people: Are you in favor that the Ecuadorian government keeps the oil underground indefinitely under ITT, also known as Block 43? PLEASE JOIN THIS NATIONAL MOVEMENT Because protecting the Amazon and preventing a possible ethnocide of indigenous people in the area, should know no boundaries. We want our voice heard everywhere! The Yasunidos campaign is asking for support from abroad to help ensure that the submission of signatures to the electoral council will lead to a referendum. They want those counting the votes to know that the world is watching. Here are some urgent actions you can take to help support the campaign: 1 Send us your PHOTOS, VIDEOS, and MESSAGES OF SUPPORT saying that the OUR RIGHT TO A REFERENDUM SHOULD BE RESPECTED or “I SUPPORT THE NATIONAL REFERENDUM TO SAFE YASUNI IN ECUADOR”. Let the people decide! Use your creativity. Take a picture with your message, the city and country you are from, and send it to us to: https://www.facebook.com/YASunidos Twitter: @Yasunidos info@yasunidos.org Here are the photos we have received so far from 31 CITIES around the world: http://yasunidosinternacional.org/ (Please send by Monday April 7th) 2 Sign the petition HERE 3 Visit your Ecuadorean consulate or embassy in your city. Organize a peaceful protest or vigil, you can deliver a personal letter stating why you think it is important to SAVE YASUNI. THANK...

read more

GREEN lies, the dark side of clean energy

Posted by on 12:00 am in News | Commenti disabilitati su GREEN lies, the dark side of clean energy

GREEN lies, the dark side  of clean energy

An independent documentary that reveals the dark side of renewable energy in Italy and investigates the risks that come with Green Economy speculation. The film has been produced with thanks to a crowd-funding campaign that raised funds through the public. SMK Videofactory has the pleasure of announcing the release of the independent documentary “Green Lies. The dirty face of clean energy”. The documentary was completed with the support of CDCA and A Sud Onlus (Rome). The film will be officially launched with two national premieres taking place on 2nd April 2014 in Bologna (VAG61 – via Paolo Fabbri 110. At 9pm), and on 3rd April 2014 in Brescia (Nuovo Cinema Eden – via Nino Bixio 9. At 9pm). The project was funded through a crowd-funding campaign on the Produzioni dal Basso portal and is released under the Creative Commons Licence 3.0 on the Distribuzioni dal Basso portal. SYNOPSIS The rise of the production of renewable energy represents an authentic economic and cultural revolution that has the potential to liberate humanity from the bonds, that has been ongoing for decades, of energy production based on fossil fuels with all the geopolitical, health and economic consequences it entails. However, the development of renewable energy in Italy is flagging up with important anomalies that will, most likely, nullify the virtuous intent of eco-friendly energy-production. Green Lies shines a light on these anomalies, which have been greatly exacerbated in most cases by operations of economic speculation, that in turn have a negative impact on the local region and population. We went to meet the citizen’s committees of three territories to witness the production of three different renewable energies: Camugnano (BO) for wind power, Salento (LE) for solar energy and Mount Amiata (Tuscany) for geothermal energy. These three case studies will enable us to delve right into the heart of the problems encountered and come up with possible solutions, with the knowledge that renewable energy could be a revolution of culture and energy, if it become a means available to everyone and not a benefit for a select few. TRAILER WEBSITE Get a copy of the DVD See the...

read more

Entitle: Scuola Primaverile sui Movimenti Sociali, Svezia

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Entitle: Scuola Primaverile sui Movimenti Sociali, Svezia

Entitle: Scuola Primaverile sui Movimenti Sociali, Svezia

Dal 30 Marzo al 4 Aprile, in Svezia, si svolgerà la seconda edizione della scuola di alta formazione Entitle, tema al centro della formazione è l’interpretazione teorica dei movimenti sociali e lo sviluppo delle competenze necessarie nella ricerca per e con i movimenti. La seconda edizione della Scuola di Alta Formazione del progetto Entitle si terrà a Lund, Svezia dal 30 marzo al 4 aprile 2014. Al centro della discussione l’interpretazione teorica dei movimenti sociali e lo sviluppo delle competenze necessarie alla ricerca per e con i movimenti. La Scuola sarà preceduta da meeting organizzati dalla rete del progetto che presenteranno le ricerche svolte fino ad oggi e ne discuteranno insieme ai dottorandi, ai tutor e ad alcuni rappresentanti della Commissione Europea. Anche se la scuola è riservata ai dottorandi di Entitle la maggior parte delle sessioni sono aperte al pubblico. Il corso di formazione prevede la presenza di Joan Martinez Alier e Alf Hornborg che presenteranno sui risultati del progetto Ejolt – Environmental Justice Organizations, Liabilities and Trade. Sono previsti inoltre visite ed incontri con collettivi politici e ambientalisti provenienti da Malmö e Copenhagen e una conferenza sui movimenti per la difesa dei beni comuni a cui parteciperà l’economista critico Massimo De Angelis. Interverranno fra i relatori: Marco Armiero ( Environmental Humanities Laboratory di Stockholm); Lawrence Berg (Università British Columbia); Massimo De Angelis (Università di East London); Joan Martinez-Alier (Università Autonoma di Barcellona); Susan Paulson (Università di Lund), Erik Swyngedown (Università di Manchester) and Magnus Wennerhag (Università di Gothenburg). Scarica qui il programma...

read more

Prima Nazionale del documentario Green Lies

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Prima Nazionale del documentario Green Lies

Prima Nazionale del documentario Green Lies

Il documentario indipendente che racconta il lato oscuro delle energie rinnovabili in Italia indagando i rischi della speculazione sulla Green Economy. L’avvento delle energie rinnovabili rappresenta un’autentica rivoluzione economica e culturale, che può liberare l’umanità dal vincolo, che dura ormai da decenni, di una produzione energetica basata sui combustibili fossili, con tutte le conseguenze geopolitiche, sanitarie ed economiche che ciò comporta. Ma lo sviluppo delle rinnovabili in Italia tuttavia sta dimostrando alcune importanti anomalie, che rischiano di vanificare completamente quei meccanismi virtuosi che potrebbero scaturirne. “Green Lies” mette in luce queste anomalie, esasperate nella maggior parte dei casi da operazioni di speculazione economica e che, di contro, hanno ricadute negative sui territori e le popolazioni locali. Siamo andati a incotrare i comitati cittadini di tre territori: Camugnano (BO) per la produzione eolica, Salento (LE) per la produzione solare e monte Amiata (Toscana) per la geotermia. Tre storie che ci aiuteranno ad addentrarci nel problema e a delinearne delle possibili soluzioni. Nella consapevolezza che le rinnovabili potranno davvero essere una rivoluzione energetica e culturale, solo se diverranno un mezzo a portata di tutti e non un beneficio per pochi. Vedi il TRAILER Vai sul sito di Green Lies Vai all’evento della Prima Nazionale Info e Contatti: SMK Videofactory info@smkvideofactory.com Distribuzioni dal basso Centro di Documentazione sui conflitti Ambientali o scrivi a redazione@cdca.it A Sud, Ecologia e...

read more

Spring School on Social Movements

Posted by on 12:00 am in News | Commenti disabilitati su Spring School on Social Movements

Spring School on Social Movements

The training focus on understanding theoretically social movements and reflecting on the skills necessary for doing research on – and with – social movements. The second training School of Entitle will be held at Lund University and focus on understanding theoretically social movements and reflecting on the skills necessary for doing research on – and with – social movements. The School is to be pre-dated by network internal meetings that will consist of a mixture of research presentations and discussions and include the participation of fellows, mentors and European Commission representatives. Even though the School (March 30 to April 04) is restricted to Entitle fellows and selected external PhD students most of the sessions are open to any want who wants to learn. The school will include presentations by Entitle faculty, including a talk by Joan Martinez-Alier and Alf Hornborg on the results of Environmental Justice Organizations, Liabilities and Trade project; visits to social and environmental groups in the cities of Malmö and Copenhagen; and a plenary talk by renowned critical economist Massimo De Angelis on the movement for the defense of the commons among others. The list of speakers for the Open Sessions are: Marco Armiero ( Environmental Humanities Laboratory of Stockholm); Lawrence Berg (University of British Columbia); Massimo De Angelis (University of East London); Joan Martinez-Alier (Universitat Autònoma de Barcelona); Susan Paulson (Lund University), Erik Swyngedown (The University of Manchester) and Magnus Wennerhag (Gothenburg University). Download the program to see the list of speakers and topics covered during the summer...

read more

Scopri la mappa sulla Giustizia Ambientale

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Scopri la mappa sulla Giustizia Ambientale

Scopri la mappa sulla Giustizia Ambientale

Naviga nell’atlante sulla Giustiza Ambientale di EJOLT Nel mese di marzo 2014, La rete sulla Giustizia Ambientale EJOLT (Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade) ha lanciato a Bruxelles, negli uffici dell’UNEP – United Nation Environmental Programme – L'{Atlante Globale sulla Giustizia Ambientale}, una piattaforma di mappatura online con una veste grafica nuovissima e interattiva che descrive dettagliatamente lo sviluppo di più di 1.000 conflitti ambientali in tutto il mondo. Alla realizzazione della Mappa ha collaborato attivamente il CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, istituto indipendente italiano che lavora dal 2007 alla mappatura dei conflitti ambientali nel mondo e che è tra i partner del progetto Ejolt. Per il CDCA è stata presente alla presentazione della Mappa Lucie Greyl, coordinatrice scientifica e responsabile della progettazione europea del Centro. Attualmente il CDCA sta lavorando alla creazione di un database di casi di conflitto ambientale italiani, attraverso la costruzione di una piattaforma interattiva e geoferenziata che possa essere strumento utile per comitati, attivisti, ricercatori, giornalisti e per tutti coloro che sono interessati ad approfondire le tematiche e le dinamiche connesse a questo tipo di conflitti. Da tale lavoro nascerà una sezione italiana del CDCA che si prevede di mettere on line nel 2015. La mappa globale che si ritrova nell’Atlante, è concepita per consentire agli utenti di filtrare attraverso un centinaio di coordinate e criteri di ricerca e di affinare la navigazione attraverso ricerche mirate per materie prime, aziende, paesi e tipi di conflitto. Con un click, ad esempio, potete visualizzare una mappa globale dei conflitti sul nucleare, sui rifiuti, sull’acqua o dei luoghi ove le comunità hanno un problema con una particolare azienda chimica o mineraria. Potete cliccare su un punto qualsiasi della mappa per conoscere gli attori coinvolti e la descrizione del conflitto con il suo sviluppo attuale e le fonti bibliografiche. Le mappe create attraverso i filtri di ricerca possono essere condivise su pagine Web o social network. Le mappe generabili attraverso l’Atlante possono inoltre essere focalizzate su tematiche come il fracking, i conflitti sulle mega-infrastrutture, le azioni repressive contro attivisti ambientali e su molto altro ancora. L’atlante è un prodotto del progetto EJOLT finanziato dalla Commissione Europea. Più di 100 personalità provenienti da 23 diverse Università e Organizzazioni per la Giustizia Ambientale di 18 paesi insieme a decine di collaboratori indipendenti provenienti da tutto il mondo hanno unito le loro forze per creare questa enorme e preziosa risorsa. Il progetto è stato coordinato dal Professor Joan Martinez-Alier e il suo team di economisti ecologici dell’Università Autonoma di Barcellona (UAB-ICTA). “L’Atlante illustra come i conflitti ambientali stiano dilagando nel mondo, dovuti al progressivo aumento di richiesta di materie prime da parte dalla classe dominante e dal ceto medio della popolazione globale” dice Martinez-Alier. “Le più afflitte sono le comunità povere, emarginate e indigene che non hanno un potere politico tale da garantire Giustizia Ambientale e accesso alle cure sanitarie”. Più di 2.000 imprese e istituzioni finanziarie sono coinvolte in questi processi di spoliazione, inclusi molti attori statali e aziendali dei paesi sviluppati, con crescente partecipazione da parte delle economie emergenti. La mappa ha il merito di evidenziare inoltre alcune tendenze allarmanti, tra cui la continua impunità delle aziende per i crimini ambientali e il fatto che l’80% dei casi comporta la perdita di essenziali mezzi di sussistenza....

read more

Atlante dei Conflitti Ambientali, oggi il lancio a Bruxelles

Posted by on 12:00 am in Notizie | Commenti disabilitati su Atlante dei Conflitti Ambientali, oggi il lancio a Bruxelles

Atlante dei Conflitti Ambientali, oggi il lancio a Bruxelles

La rete sulla Giustizia Ambientale EJOLT (Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade) ha lanciato oggi a Bruxelles, negli uffici dell’UNEP – United Nation Environmental Programme – il suo Atlante Globale sulla Giustizia Ambientale, una piattaforma di mappatura online con una veste grafica nuovissima e interattiva che descrive dettagliatamente lo sviluppo di più di 1.000 conflitti ambientali in tutto il mondo. Oggi a Bruuxelles il lancio dell’Atlante Globale sui Conflitti Ambientali La rete sulla Giustizia Ambientale EJOLT (Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade) ha lanciato oggi a Bruxelles, negli uffici dell’UNEP – United Nation Environmental Programme – il suo Atlante Globale sulla Giustizia Ambientale, una piattaforma di mappatura online con una veste grafica nuovissima e interattiva che descrive dettagliatamente lo sviluppo di più di 1.000 conflitti ambientali in tutto il mondo. Alla realizzazione della Mappa ha collaborato attivamente il CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, istituto indipendente italiano che lavora dal 2007 alla mappatura dei conflitti ambientali nel mondo e che è tra i partner del progetto Ejolt. Per il CDCA è stata presente alla presentazione della Mappa Lucie Greyl, coordinatrice scientifica e responsabile della progettazione europea del Centro. Questo strumento consente agli utenti di filtrare attraverso un centinaio di coordinate e criteri di ricerca e di affinare la navigazione attraverso ricerche mirate per materie prime, aziende, paesi e tipi di conflitto. Con un click, ad esempio, potete visualizzare una mappa globale dei conflitti sul nucleare, sui rifiuti, sull’acqua o dei luoghi ove le comunità hanno un problema con una particolare azienda chimica o mineraria. Potete cliccare su un punto qualsiasi della mappa per conoscere gli attori coinvolti e la descrizione del conflitto con il suo sviluppo attuale e le fonti bibliografiche. Le mappe create attraverso i filtri di ricerca possono essere condivise su pagine Web o social network. Le mappe generabili attraverso l’Atlante possono inoltre essere focalizzate su tematiche come il fracking, i conflitti sulle mega-infrastrutture, le azioni repressive contro attivisti ambientali e su molto altro ancora. L’atlante è un prodotto del progetto EJOLT finanziato dalla Commissione Europea. Più di 100 personalità provenienti da 23 diverse Università e Organizzazioni per la Giustizia Ambientale di 18 paesi insieme a decine di collaboratori indipendenti provenienti da tutto il mondo hanno unito le loro forze per creare questa enorme e preziosa risorsa. Il progetto è stato coordinato dal Professor Joan Martinez-Alier e il suo team di economisti ecologici dell’Università Autonoma di Barcellona (UAB-ICTA). “{L’Atlante illustra come i conflitti ambientali stiano dilagando nel mondo, dovuti al progressivo aumento di richiesta di materie prime da parte dalla classe dominante e dal ceto medio della popolazione globale}” dice Martinez-Alier. “{Le più afflitte sono le comunità povere, emarginate e indigene che non hanno un potere politico tale da garantire Giustizia Ambientale e accesso alle cure sanitarie}”. Più di 2.000 imprese e istituzioni finanziarie sono coinvolte in questi processi di spoliazione, inclusi molti attori statali e aziendali dei paesi sviluppati, con crescente partecipazione da parte delle economie emergenti. La mappa ha il merito di evidenziare inoltre alcune tendenze allarmanti, tra cui la continua impunità delle aziende per i crimini ambientali e il fatto che l’80% dei casi comporta la perdita di essenziali mezzi di sussistenza. Utile ed ispirante è inoltre che tra le storie di devastazione ambientale, repressione politica e persecuzione degli attivisti la mappa...

read more