CDCA e A Sud alla COP30 a Belém

La voce di A Sud dalla COP30 di Belém (Brasile) e le iniziative in Italia

Dal 10 al 21 novembre 2025 saremo a Belém, in Brasile, per partecipare come osservatori alla 30° Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Racconteremo quanto avviene dentro e fuori le negoziazioni, porteremo e raccoglieremo le voci dei territori in lotta contro l’estrattivismo, contro il greenwashing e per una transizione ecologica realmente giusta.

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L’agenda della COP30

A Belém si discuteranno e valuteranno gli NDCs, i nuovi impegni climatici nazionali che stabiliscono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ogni paese. Accanto alla mitigazione, l’adattamento sarà uno dei temi centrali attraverso il Global Goal on Adaptation (GGA) e i nuovi Piani nazionali di adattamento. Un altro capitolo chiave sarà quello della finanza per il clima. Tra i punti principali il nuovo obiettivo di finanziamento (NCQG), che punta ad aumentare il sostegno ai Paesi in via di sviluppo da 100 a 300 miliardi di dollari l’anno, e la Roadmap Baku-Belém, che traccia un percorso per mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035.

Temi cruciali, che si scontrano con uno scenario geopolitico ostile, segnato dal negazionismo climatico, dai venti di guerra, dalla corsa al riarmo e dalla violenza istituzionale.  Non è un caso che in gioco a Belém ci sia più che mai la credibilità della diplomazia climatica e la sua capacità di tradurre le intenzioni in impegni concreti.

La Cupula dos povos

La Cúpula dos Povos è il grande incontro dei movimenti sociali e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Nata nel 1992 come risposta critica alle negoziazioni ufficiali, propone un’alternativa fondata su giustizia climatica, sociale e ambientale, solidarietà e saperi ancestrali.

Dal 12 al 16 novembre 2025, in concomitanza con la COP30 di Belém, riunirà popoli indigeni, comunità quilombola e tradizionali, giovani e lavorator? in marce, dibattiti e azioni culturali.

La Cúpula mette al centro vite, diritti e territori, non statistiche: unisce chi costruisce ogni giorno soluzioni reali, dall’agroecologia alla difesa dei beni comuni, per spingere i governi ad adottare politiche di vera giustizia climatica.

Dichiarazione della Cupula Dos Povos

Perché A Sud e CDCA alla COP?

Nelle Cop si riuniscono i governi dei 197 Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992. Ma la COP30 non è solo un vertice diplomatico: è il terreno di confronto (e di scontro) tra attori diversi e diverse visioni del mondo. Da una parte il business as usual che trasforma la crisi climatica in profitto, dall’altra movimenti e territori che lottano per giustizia climatica, autodeterminazione e diritti della Natura.
La COP30 si terrà nel cuore dell’Amazzonia, a Belém do Pará, in Brasile. Non è un dettaglio geografico ma una scelta politica: è nel Sud globale che l’ingiustizia climatica colpisce più duramente mentre il Nord globale continua a negoziare emissioni e interessi fossili.
Qui non si decide solo il futuro del clima: si decide chi avrà diritto a un futuro.

Per raccontare cosa c’è in gioco, e come finisce la partita.

Andiamo alla COP per osservare da vicino i negoziati, capire quali equilibri politici e di potere si stanno ridefinendo, e portare la prospettiva dei territori e dei movimenti che chiedono giustizia climatica.
La partecipazione di A Sud e CDCA serve a connettere le lotte locali con quelle globali, rafforzare alleanze internazionali e raccontare – con sguardo indipendente e critico – come la diplomazia climatica sta affrontando, o eludendo, le proprie responsabilità.
Perché solo intrecciando voci e resistenze dal basso possiamo costruire un futuro giusto per tutt?.

Per costruire e rafforzare alleanze internazionali

Svolgere la COP in Brasile è un segnale che conta: significa rimettere al centro chi la crisi climatica la subisce davvero. Andiamo a Belém per stare con i movimenti globali per la giustizia climatica. In America Latina oggi si gioca una partita enorme: conflitti ambientali, estrattivismo, repressione, lotte indigene e popolari che resistono da decenni. Con tante realtà — dalla Colombia alla Bolivia, fino all’Amazzonia — abbiamo già lavorato, fatto campagne, costruito ponti. Lì ritroviamo compagn? con cui condividiamo visioni e pratiche.

Per portare una visione radicale dentro la COP

Sì, probabilmente sarà l’ennesimo flop diplomatico. Ma proprio per questo dobbiamo esserci, per non lasciare quei tavoli alle lobby fossili e ai governi che parlano di transizione mentre trivellano.
Da dentro vedi meglio le dinamiche, le crepe, le possibilità di alleanze e di conflitto.
Andiamo per portare la prospettiva della giustizia climatica e delle lotte dal basso, che legano crisi climatica, razzismo, patriarcato e disuguaglianze. La COP non è un punto d’arrivo: è un passaggio. Il resto si fa fuori, insieme, ogni giorno.


Diario dalla COP30

  • Giorno 12 – 24 novembre 2025
    Belém svela il fallimento della diplomazia climatica, ma apre spiragli: una roadmap anti-fossile e nuove alleanze per la giustizia.
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  • Giorno 11 – 21 novembre 2025
    Penultimo giorno a Belém: incendio in COP30, stalli politici e pressioni crescenti sul BAM e sull’uscita dai fossili.
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  • Giorno 10 – 20 novembre 2025A Belém 85 Paesi spingono per uscire dai fossili, mentre Italia e Polonia frenano. La COP30 è al bivio, il tempo è adesso.
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  • Giorno 9 – 19 novembre 2025
    Belém rilancia la lotta globale ai fossili: la Colombia guida un fronte che vuole uscire davvero dal modello che brucia il pianeta.
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  • Giorno 7 – 17 novembre 2025
    Belem in rivolta: popoli indigeni e movimenti sociali spingono per una COP30 che dica finalmente basta ai fossili.
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  • Giorno 6 – 15 novembre 2025
    Anche quest’anno i dati sulla presenza dei lobbisti Gas&Oil alla conferenza di Belém sono alti: su ogni 25 persone accreditate al vertice, uno è un lobbista dei combustibili fossili, in totale sono oltre 1600.
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  • Giorno 5 – 14 novembre 2025
    Il TFFF entra nella Cupula tra promesse e contraddizioni: fondi incerti, debiti in aumento e movimenti che denunciano l’ennesima falsa soluzione verde.
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  • Giorno 4 – 13 novembre 2025
    A Belém la protesta indigena irrompe nella COP30 e svela le contraddizioni del Brasile fossile. Intanto la Cupula esplode di mobilitazioni globali.
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  • Giorno 3 – 12 novembre 2025
    Adattamento al centro della COP30, ma i fondi restano insufficienti. A Belém arrivano movimenti e comunità indigene: la vera pressione viene dai territori.
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  • Giorno 2 – 11 novembre 2025
    Lula parla di disuguaglianze alla Cop30, ma il Brasile continua a spingere sul fossile. A Belém torna al centro il nodo tra clima e ingiustizia.
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  • Giorno 1 – 10 novembre 2025
    Dalla Cop30 alla Cúpula dos Povos: a Belém si apre la sfida per la giustizia climatica tra responsabilità globali, diritti dei popoli e resistenza dei territori.
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Articoli di approfondimento alla COP30

  • Cosa resta della Cop30, la battaglia per il clima e i diritti è ancora lunga – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri e Laura Greco su Domani – COP30 fallisce su fossili e foreste, ma il Bam e il blocco dei 82 paesi per l’uscita dal fossile aprono spiragli di lotta e nuove alleanze.
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  • Sulla fine dei lavori della COP30 – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Cosa è successo alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici? Quali sono le grandi vittorie? Quali le sconfitte?
    Guarda la diretta
  • La tabella della discordia – cos’è successo alla COP30 – 23 novembre 2025
    Laura Greco su Radio24 – COP30 a Belém annuncia impegni su energia, foreste e adattamento, ma senza una vera uscita dal fossile restano promesse vuote da incalzare con lotte dal basso.
    Ascolta su Il Sole 24 ore
  • “A resposta somos nós”. Ma alla COP30 le richieste dei popoli indigeni non fanno breccia – 23 novembre 2025
    Laura Greco su EconomiaCircolare.com – Alla COP30 le voci indigene restano ai margini mentre la foresta corre verso il punto di non ritorno. Senza giustizia, non c’è futuro.
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  • La “Dichiarazione di Belém” e il multilateralismo del phase out dai fossili spinto dal basso – 21 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Da Belém arriva una spinta dal basso per uscire dai fossili: governi e movimenti uniscono le voci per un phase out reale, giusto, globale.
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    • Cop30: senza il Gender action plan ogni azione climatica è limitata – 21 novembre 2025
      Marica Di Pierri e Laura Greco su Valori – Nonostante le ambiziose premesse il Gender action plan ha trovato diversi ostacoli sui tavoli negoziali della Cop30

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  • Alla Cop30 arrivano le storie di migrazioni climatiche – 21 novembre 2025

Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30, in vista delle negoziazioni finali, si parla del fenomeno crescente degli sfollamenti forzati dal cambiamento climatico.
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  • Belém, la foresta degli indigeni si ribella a Lula – 20 novembre 2025
    Laura Greco su Il Manifesto – Le nazionalità dell’Amazzonia denunciano l’inagibilità politica alla Cop e chiedono una mobilitazione internazionale guidata direttamente dai popoli indigeni per proteggere i loro territori e affrontare la crisi climatica alla radice
  • Alla Cop 30 i movimenti si riprendono la scena – 20 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Era dalla Cop 26 di Glasgow che non si vedeva così tanta società civile. Accanto al vertice ufficiale, in più di 50 mila hanno animato la «Cupula dos povos» per una svolta vera sul clima e i diritti
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  • COP30, BELÉM | Italiani in mobilitazione – 20 novembre 2025]
    Il Climate Pride in azione alla COP30: l? attivist? chiedono all’Italia una roadmap chiara e ambiziosa per uscire dai fossili.
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  • A Belém torna il protagonismo sociale – 19 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Collettiva – Alla Cop30 movimenti, organizzazioni, popoli e sindacati riacquistano centralità: proposte e campagne dal basso sono arrivate nelle stanze dei negoziati.
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  • Come procede la COP30 in Brasile? Intervista a Laura Greco da Bélem – 19 novembre 2025
    Laura Greco su Scienza e Pace Magazine – COP30 tra repressione, lobby fossili e resistenze indigene: la giustizia climatica la costruiscono i territori, non i negoziati.
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  • Lifegate dalla COP30 – 18 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Lifegate – Dalla COP30 il racconto dell’inedita comunicazione tra dentro e fuori la COP, tra le richieste indigene e l’ambiguo governo di Lula.
    Ascolta su Lifegate
  • Il Fondo per le foreste e la falsa soluzione del biocapitalismo si ripropone alla Cop30 di Belém – 18 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Il Tropical forests forever facility lanciato da Lula è l’ennesimo dispositivo finanziario che viene presentato come innovazione.
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  • Attivismo e giustizia climatica: se il diritto alla protesta diventa un reato – 17 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Valori.it – Alla Cop30 emerge un allarme globale: in molti Paesi il diritto alla protesta viene represso e l’attivismo ambientale è sempre più criminalizzato
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  • Alla Cop30 di Belèm il fondo per l’adattamento resta senza fondi – 17 novembre 2025]
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30 fallisce, per il terzo anno di fila, l’obiettivo di raccolta minima per finanziare l’adattamento dei Paesi del Sud globale.
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  • Massiccia partecipazione popolare a Belém – 16 novebre 2025
    Marica Di Pierri su L’aria Che Respiri – Alla Cúpula dos Povos tantissime voci per reclamare la fine dei combustibili fossili e una giustizia climatica guidata dai popoli, non dalle multinazionali.
    Ascolta su Radio Rai1
  • In diretta da Bele?m – Aggiornamenti sulla prima settimana di COP30 – 15 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – In diretta da Belém, per raccontare in diretta i lavori della 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. ?Foto di Oliver Ninja e Midia Ninja
    Guarda la diretta
  • Cop30: chi difende i combustibili fossili dentro i negoziati sul clima – 14 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Altreconomia – Alla Cop30 un lobbista fossile ogni 25 delegat?: il vertice che dovrebbe chiudere l’era fossile continua a farsela scrivere da chi la profitta.
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  • Giustizia climatica, questa dimenticata – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Il legame tra clima e disuguaglianze è ormai assodato. Ma dopo 30 anni di conferenze, i ricchi continuano a fare grandi affari con i fossili.
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  • L’adattamento secondo la COP30: “Adattarsi è sopravvivere” – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri per EconomiaCircolare.com – COP30 punta a rendere operativo il Global Goal on Adaptation, tra governance multilivello, indicatori, fondi insufficienti e necessità di giustizia climatica.
    Leggi l’articolo
  • La Cop30 in Brasile e le politiche industriali green – 11 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Tutta La Città Ne Parla, Radio3 – È iniziata la Cop30 a Belém, 10 giorni in cui si discuterà su come trovare una via d’uscita alla deriva del cambiamento climatico nonostante le difficoltà politiche che ci circondano.
    Ascolta l’episodio
  • Road to Belém – 7 novembre 2025Marica Di Pierri per Valori.it – Verso la Cop30 di Belém, cosa aspettarci dal più importante appuntamento per salvare il clima della Terra? Diretta con Marica Di Pierri, Luca Lombroso, Giovanni Mori e Lorenzo Tecleme.
    Guarda la diretta
  • Da Parigi a Belém, i conti che non tornano – 6 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Il Manifesto – Tra tensioni e fragili compromessi, i preparativi alla vigilia della Conferenza Onu. A che punto sono gli impegni nazionali di riduzione e i piani di adattamento dei singoli Paesi.
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  • A Sud a Belém alla Cop30 – 6 novembre 2025
    A Sud seguirà negoziati e mobilitazioni dalla COP30 di Belém, amplificando le voci dei movimenti per giustizia climatica e sociale.
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  • A Sud aderisce alla Global Call to Action della Cúpula dos Povos  – 5 settembre 2025
    Il 15 novembre scendiamo in piazza: basta disuguaglianze e razzismo ambientale, vogliamo giustizia climatica e un mondo dove la vita sia al centro.
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  • Vertice dei Popoli Verso la COP30: Manifesto Politico – 13 giugno 2025
    A Sud aderisce al Manifesto dei Popoli verso la COP30: un appello globale per giustizia climatica, anticapitalismo e democrazia dal basso.
    Leggi l’articolo

Racconteremo le negoziazioni

Per spiegare cosa accade davvero alla COP30, come si muovono i governi e quali interessi guidano le scelte sulla crisi climatica. Vi offriremo una copertura quotidiana per raccontarvi con le nostre parole e con uno sguardo critico, indipendente e radicale, vicino ai movimenti il dentro e fuori la Cop

Sveleremo le contraddizioni

Tra le promesse ufficiali e la realtà, mostrando lo scontro continuo tra lobby fossili e popoli che difendono la vita e i territori. Denunceremo le responsabilità smascherando la falsa transizione energetica e chi continua a inquinare mentre parla di sostenibilità con greenwashing e false soluzioni

Daremo voce alle comunità

Portando le loro storie, le lotte quotidiane e le alternative concrete alla devastazione ambientale, contro colonialismo ed estrazione. Ci collegheremo con l’Italia per connettere istanze e battaglie


INFO E CONTATTI

Per contatti e interviste con la delegazione:

Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
55 21 967071220

Laura Greco
lauragreco@asud.net
+55 21 997673184

Io Consumo Circolare

Posted by on 4:17 pm in in Evidenza, Pubblicazioni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su Io Consumo Circolare

Io Consumo Circolare

IO CONSUMO CIRCOLARE Piccola guida essenziale al consumo critico e circolare Una guida semplice e divulgativa – pensata per studenti, giovani e famiglie per raccontare come le scelte di consumo abbiano un forte impatto sull’ambiente e sui diritti umani. Il pianeta è in crisi: oceani pieni di plastica, montagne di rifiuti, terreni avvelenati, aria irrespirabile, risorse che si esauriscono, specie che si estinguono, ghiacciai che si sciolgono e temperature che aumentano. Di fronte a questa grande emergenza globale la prima reazione è pensare che siamo troppo piccoli e che i nostri comportamenti sono ininfluenti sui destini del pianeta: da soli non possiamo fare la differenza. Ciascuno di noi invece ogni giorno può fare scelte che contribuiscono a determinare la direzione in cui marcia la nostra economia. Il più potente degli strumenti che abbiamo nelle mani è il consumo. Spiegare, soprattutto alle giovani generazioni, perché è utile non scegliere un prodotto soltanto in base all’estetica o alla sua convenienza è una maniera pratica di fare educazione ambientale ed educazione alle cittadinanza: ogni volta che compriamo qualcosa, fermarci a pensare a quanto quel prodotto è costato in termini di impatto ambientale e sociale significa avere la possibilità di orientare anche la maniera di produrre verso modelli sostenibili e rispettosi dell’ambiente e dei diritti. La guida è pensata per essere uno strumento di sensibilizzazione ed informazione. Contiene una parte introduttiva che racconta cos’è il consumo critico e introduce alcuni concetti utili alla comprensione della tematica, come il concetto di impronta ecologica, di overshoot day e di economia circolare. Una sezione specifica è dedicata alle buone pratiche che ciascuno può mettere in atto per adottare comportamenti sostenibili e porre rimedio ad alcune abitudini quotidiane che compiamo non consapevoli delle conseguenze sull’ambiente. L’ultimo capitolo è dedicato a spiegare, in diverse scelte di consumo (ad esempio nel modo in cui scegliamo i vestiti, gli oggetti di arredo, l’hi-tech, i divertimenti etc.) come orientare gli acquisti in modo da considerare l’impatto dei beni e dei servizi che scegliamo. Scarica la guida qui. Visita il sito www.ioconsumocircolare.it e scopri di più sul progetto...

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Buon appetito!

Posted by on 11:30 am in Notizie | Commenti disabilitati su Buon appetito!

Buon appetito!

Secondo un nuovo studio australiano sulle microplastiche la maggior parte delle particelle ingerite sono sotto i 5 millimetri di grandezza e molte si trovano nelle acque di tutto il mondo, sia in quella di superficie che in quella delle falde. Scopri di più su...

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Sta arrivando il Giudizio Universale: facciamo causa

Posted by on 11:01 am in Notizie | Commenti disabilitati su Sta arrivando il Giudizio Universale: facciamo causa

Sta arrivando il Giudizio Universale: facciamo causa

[di Maura Peca e Cecilia Erba per CDCA] Al via la prima causa legale contro lo Stato sui cambiamenti climatici: anche l’Italia chiede giustizia e politiche più ambiziose Quale regalo migliore potevano fare associazioni, cittadini e comitati territoriali attivi da anni sulle questioni ambientali per il giorno mondiale dell’ambiente, se non annunciare l’avvio della prima causa legale contro lo Stato Italiano per l’inazione rispetto ai cambiamenti climatici? In questi mesi, mentre i politici italiani facevano battute sul riscaldamento globale confondendo meteo e clima e mettendo in mostra la propria ignoranza a suon di tweet, i promotori della Campagna Giudizio Universale, comprendendo la situazione di emergenza climatica esistente, hanno individuato i responsabili e hanno deciso di sfidarli per chiedere il riconoscimento dei rischi che i cambiamenti climatici pongono al rispetto dei diritti umani fondamentali. In continuità con gli oltre mille contenziosi climatici presenti a livello globale – si pensi per esempio al caso olandese in cui i cittadini e la fondazione Urgenda hanno vinto il ricorso in primo e in secondo grado con sentenze di condanna, imponendo al governo di rivedere le proprie politiche climatiche – i cittadini italiani hanno deciso di fare lo stesso. Gli studi scientifici e gli stessi documenti ministeriali italiani parlano chiaro: non prenderli sul serio sarebbe un errore di sottovalutazione irrimediabile. L’Italia, che è parte del cosiddetto gruppo dei Paesi sviluppati, e che è quindi tra i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra a livello globale, nel 2017 aveva ridotto le proprie emissioni di appena il 17.4% rispetto al 1990. Dal 2015, le nostre emissioni stanno diminuendo talmente poco da sembrare pressoché stabili. È di pochi mesi fa la pubblicazione di ISPRA che specifica che, con le politiche attuali, l’Italia non riuscirà a raggiungere neanche l’obiettivo (poco ambizioso) definito in ambito europeo per il nostro Paese, ovvero di ridurre entro il 2030 del 33% le emissioni di gas serra del settore non-ETS rispetto al 2005. E se per le istituzioni la soluzione sono la SEN (Strategia Energetica Nazionale, 2017) e la proposta di Piano Energia e Clima (2018), dobbiamo essere ancora più preoccupati. I target di riduzione delle emissioni elaborati nei due documenti per il futuro sono del tutto insufficienti rispetto a quanto la comunità scientifica ci chiede per sperare di avere qualche probabilità di mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia cruciale di +1.5°C rispetto ai livelli preindustriali. Secondo l’analisi commissionata dalla European Climate Foundation, anche la proposta di Piano Nazionale Energia e Clima infatti, ultimo documento strategico in termini di politiche climatiche, è di gran lunga troppo poco ambiziosa. Eppure, gli impatti dei cambiamenti climatici sono sempre più tangibili. Alberi caduti a terra come tessere del domino, precipitazioni così intense da creare disagi su tutto il territorio, trombe d’aria che evocano uragani di terre lontane: sono queste le immagini che mostrano l’effettiva vulnerabilità dell’Italia ai cambiamenti climatici. E cosa ci aspetta per il futuro? Secondo quanto specificato dallo stesso Ministero dell’Ambiente nel Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici in Italia l’incremento delle temperature, la maggior frequenza di eventi meteorologici estremi e la riduzione delle precipitazioni annuali medie e l’innalzamento dei mari, si tradurranno sia sui territori in termini di perdita di aree costiere, di ghiacciai e di copertura nevosa, sia in impatti diretti su...

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Unisciti a noi!

Posted by on 9:56 am in Notizie | Commenti disabilitati su Unisciti a noi!

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Cerchi uno stage, un tirocinio, vuoi fare un’esperienza formativa con la nostra Associazione? Stiamo cercando persone per supportare alcune delle nostre aree di lavoro. In particolare cerchiamo: Un supporto all’area amministrativa: Persone che abbiano queste minime competenze – conoscenza dell’inglese – conoscenza del programma excel – minime nozioni di contabilità (rendicontazione, prima nota,…) – minima conoscenza del funzionamento delle organizzazioni non profit ( libri soci, verbali..) – doti organizzative e buone capacità logistiche e di segreteria Un supporto nell’area comunicazione: Persone che abbiano queste minime competenze – conoscenza dell’inglese scritto e parlato – capacità di gestione di social network: pianificazione e produzione di contenuti editoriali – minima conoscenza di programmi di grafica – capacità di gestione siti WordPress – conoscenza di programmi di editing – conoscenza minima dei programmi base di montaggio video Un supporto nell’area formazione Persone che abbiano queste minime competenze: – conoscenza dell’inglese – minima conoscenza di metodologie formative formali, non formali e informali – previa esperienza di animazione/ formazione in contesti giovanili – buone capacità di parlare in pubblico a target differenti Un supporto nell’area ricerca (in particolare per il nostro lavoro di mappatura, tanto sui conflitti ambientali come sulle esperienze di economia circolare): Persone che abbiano queste minime competenze – capacità di realizzare ricerca sitografica e bibliografica e di analisi delle fonti – buone capacità di analisi e scrittura – capacità e previa esperienza di realizzare ricerca sul campo e di realizzare inchieste anche con profili giornalistici Le aree di lavoro gestiscono progetti ed iniziative legate ai nostri temi, in particolare sulla lotta al cambiamento climatico, l’economia circolare, la formazione a stili di vita sostenibili, i conflitti ambientali e le resistenze. Se vuoi unirti alla nostra squadra scrivi ai nostri referenti d’area specificando nell’oggetto della mail l’ambito di interesse: AMMINISTRAZIONE: amministrazione@cdca.it COMUNICAZIONE: info@cdca.it FORMAZIONE: info@cdca.it...

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Sta arrivando il Giudizio Universale

Posted by on 4:33 pm in Giudizio Universale, News, Notizie | Commenti disabilitati su Sta arrivando il Giudizio Universale

Sta arrivando il Giudizio Universale

Al via la prima causa legale contro lo Stato sui cambiamenti climatici: anche l’Italia chiede giustizia e politiche più ambiziose. Quale regalo migliore potevano fare associazioni, cittadini e comitati territoriali attivi da anni sulle questioni ambientali per il giorno mondiale dell’ambiente, se non annunciare l’avvio della prima causa legale contro lo Stato Italiano per l’inazione rispetto ai cambiamenti climatici? In questi mesi, mentre i politici italiani facevano battute sul riscaldamento globale confondendo meteo e clima e mettendo in mostra la propria ignoranza a suon di tweet, i promotori della Campagna Giudizio Universale, comprendendo la situazione di emergenza climatica esistente, hanno individuato i responsabili e hanno deciso di sfidarli per chiedere il riconoscimento dei rischi che i cambiamenti climatici pongono al rispetto dei diritti umani fondamentali. In continuità con gli oltre mille contenziosi climatici presenti a livello globale – si pensi per esempio al caso olandese in cui i cittadini e la fondazione Urgenda hanno vinto il ricorso in primo e in secondo grado con sentenze di condanna, imponendo al governo di rivedere le proprie politiche climatiche – i cittadini italiani hanno deciso di fare lo stesso. Gli studi scientifici e gli stessi documenti ministeriali italiani parlano chiaro: non prenderli sul serio sarebbe un errore di sottovalutazione irrimediabile. L’Italia, che è parte del cosiddetto gruppo dei Paesi sviluppati, e che è quindi tra i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra a livello globale, nel 2017 aveva ridotto le proprie emissioni di appena il 17.4% rispetto al 1990. Dal 2015, le nostre emissioni stanno diminuendo talmente poco da sembrare pressoché stabili. È di pochi mesi fa la pubblicazione di ISPRA che specifica che, con le politiche attuali, l’Italia non riuscirà a raggiungere neanche l’obiettivo (poco ambizioso) definito in ambito europeo per il nostro Paese, ovvero di ridurre entro il 2030 del 33% le emissioni di gas serra del settore non-ETS rispetto al 2005. E se per le istituzioni la soluzione sono la SEN (Strategia Energetica Nazionale, 2017) e la proposta di Piano Energia e Clima (2018), dobbiamo essere ancora più preoccupati. I target di riduzione delle emissioni elaborati nei due documenti per il futuro sono del tutto insufficienti rispetto a quanto la comunità scientifica ci chiede per sperare di avere qualche probabilità di mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia cruciale di +1.5°C rispetto ai livelli preindustriali. Secondo l’analisi commissionata dalla European Climate Foundation, anche la proposta di Piano Nazionale Energia e Clima infatti, ultimo documento strategico in termini di politiche climatiche, è di gran lunga troppo poco ambiziosa. Eppure, gli impatti dei cambiamenti climatici sono sempre più tangibili. Alberi caduti a terra come tessere del domino, precipitazioni così intense da creare disagi su tutto il territorio, trombe d’aria che evocano uragani di terre lontane: sono queste le immagini che mostrano l’effettiva vulnerabilità dell’Italia ai cambiamenti climatici. E cosa ci aspetta per il futuro? Secondo quanto specificato dallo stesso Ministero dell’Ambiente nel Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici in Italia l’incremento delle temperature, la maggior frequenza di eventi meteorologici estremi e la riduzione delle precipitazioni annuali medie e l’innalzamento dei mari, si tradurranno sia sui territori in termini di perdita di aree costiere, di ghiacciai e di copertura nevosa, sia in impatti diretti su specifici settori come l’agricoltura, la produzione alimentare, il turismo e il patrimonio culturale. Anche...

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Le città in pericolo a causa del climatechange

Posted by on 11:14 am in Notizie | Commenti disabilitati su Le città in pericolo a causa del climatechange

Le città in pericolo a causa del climatechange

Sai che entro il 2100 al alcune delle nostre città più belle potrebbero scomparire a causa dei Cambiamenti climatici? Sono in pericolo anche siti archeologici come Paestum, Pompei, Siracusa, Noto e gli scavi dell’antica città di Efeso, in Turchia. Scopri cosa puoi fare GiudizioUniversale...

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Giudizio Universale: Facciamo Causa

Posted by on 9:03 am in in Evidenza, News | Commenti disabilitati su Giudizio Universale: Facciamo Causa

Giudizio Universale: Facciamo Causa

Prende il via oggi 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la campagna “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” che precede il deposito, previsto in autunno, della prima causa legale intentata in Italia contro lo Stato per l’inazione di fronte ai cambiamenti climatici.   Giudizio Universale è una campagna promossa da movimenti, associazioni e centinaia di singoli cittadini, nata per preparare il terreno ad un processo senza precedenti nel nostro paese, che ha l’obiettivo di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima. Il livello della minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici e la debolezza delle misure messe in atto dagli Stati destano una crescente preoccupazione nell’opinione pubblica, che si organizza attraverso mobilitazioni sempre più intense a livello internazionale. Il movimento per la giustizia climatica rappresenta oggi uno dei fenomeni più rilevanti sulla scena internazionale, denunciando senza sosta l’immobilismo dei poteri pubblici nella protezione dei diritti umani connessi al clima. Da questo punto di vista, l’Italia non fa eccezione. Il nostro Paese ha obiettivi di riduzione delle emissioni scarsamente ambiziosi e non in linea con le raccomandazioni espresse dalla comunità scientifica per centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia prudenziale dei +1,5 °C.   Serve un deciso cambio di passo per invertire la rotta nei prossimi 11 anni, o gli scompensi climatici porteranno enormi aree del pianeta a subire l’impatto sempre più grave e frequente di fenomeni estremi come inondazioni, ondate di caldo, alluvioni e siccità. A soffrirne maggiormente saranno le comunità più deboli ed emarginate, ma anche il mondo occidentale è destinato a fare i conti con pesanti perdite economiche e con ricadute sociali, sanitarie e ambientali. Anche in Italia, infatti, si rischia un innalzamento eccezionale delle temperature (soprattutto in estate), l’aumento della frequenza degli eventi meteorologici estremi (ondate di calore, siccità, episodi di precipitazioni intense) e una riduzione delle precipitazioni medie annue e dei flussi fluviali. Di qui nasce il boom di contenziosi – ad oggi più di 1000 in tutto il mondo – che vedono la società civile in oltre 25 paesi portare alla sbarra lo Stato, le imprese o singoli progetti dal forte impatto sul clima. In Olanda, nel 2015, un migliaio di persone hanno fatto causa allo Stato per le scarse politiche climatiche, vincendo il ricorso in primo e in secondo grado con sentenze di condanna che impongono al governo di rivedere i suoi piani. È giunto il momento di fare lo stesso in Italia. In autunno, il deposito dell’atto di citazione sancirà l’avvio del primo climate case mai intentato nel nostro paese: la campagna Giudizio Universale è patrimonio di tutte le organizzazioni e i movimenti sociali impegnate in questi mesi contro i cambiamenti climatici, e vuole essere un ulteriore strumento di pressione per il nostro governo in vista della prossima Conferenza Mondiale sul Clima, in Cile, per fare in modo che la COP di Santiago non sia l’ennesima occasione sprecata. Per saperne di più...

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Rassegna Stampa – Giugno 2019

Posted by on 7:22 pm in News | Commenti disabilitati su Rassegna Stampa – Giugno 2019

Rassegna Stampa – Giugno 2019

Sguardo A Sud è la rassegna stampa quotidiana su ambiente e territori, in Italia e nel mondo. Vuoi riceverla anche tu? Iscriviti cliccando qui per la rassegna quotidiana, e qui per quella settimanale. RASSEGNA STAMPA 28 GIUGNO 2019 DAI TERRITORI:   SEA WATCH: -Una decina di attivisti della rete Restiamo umani, in mobilitazione permanente da tre giorni per manifestare la propria contrarietà alla linea dura dei porti chiusi, con la nave della Ong tedesca, capitanata da Carola Rakete, ferma ad un miglio davanti al porto di Lampedusa. Video su RomaToday – Nel quindicesimo giorno in mare, a bordo della nave della ong rimangono ancora 40 persone. Con naufraghi ed equipaggio anche la delegazione di parlamentari. Intanto, un barchino con 16 tunisini a bordo è sbarcato a Lampedusa. Articolo su IlFattoQuotidiano -Carola Rackete potrebbe essere accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma per il momento non è stata aperta alcuna inchiesta giudiziaria. D’altro canto tutto è avvenuto alla luce del sole e anche in passato questo tipo di accuse è stato archiviato. Un’altra accusa che potrebbero muovere contro la comandante è quella di non essersi fermata all’alt delle autorità italiane. Articolo su Internazionale GRANDI OPERE: Marco Ponti, capo della task force di esperti economisti incaricati di redigere l’analisi costi-benefici dei progetti delle infrastrutture del paese, ha scaricato Danilo Toninelli, che lo aveva ingaggiato. Articolo su IlFattoQuotidiano PONTE MORANDI: Con un sordo boato, la dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell’ex viadotto Morandi hanno fatto collassare la struttura. A 11 mesi dalla tragedia che ha sconvolto Genova, nella zona est del cantiere lungo il fiume Polcevera può definitivamente partire la ricostruzione. Articolo e video su Tgcom24 RIFIUTI: Il costo di smaltimento dei rifiuti in discarica è oggi di circa 110 euro a tonnellata, una somma “troppo bassa” secondo Legambiente che nel presentare il rapporto “Rifiuti zero, impianti mille” ha ricordato che in Italia nel 2017 c’erano 383 discariche rispetto a 1.700 impianti della filiera del riciclo. Articolo su Ansa G20: Se il vertice organizzato a margine del G20 di Osaka, si incaglierà sul tema del commercio, al centro di un negoziato ormai da mesi, l’escalation della tensione tra la Cina e gli Stati Uniti andrà avanti e coinvolgerà altri ambiti. Le conseguenze colpiranno il mondo intero a causa delle dimensioni dei due paesi e della destabilizzazione che ne seguirà. Articolo su Internazionale CIBO: Niente più aste sul cibo. La norma, votata ieri alla Camera, passa ora all’esame del Senato. Un testo che l’associazione Terra! ha fortemente promosso per cancellare una pratica che impoverisce l’agricoltura e crea le precondizioni perché si verifichino fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato. Articolo su LaStampa CALDO: L’Europa e ,in particolare l’Italia, ribolle. Nei prossimi giorni le temperature nel Nord Ovest toccheranno i 42-43 gradi, mentre nel Nord e nel Centro i 39-40 gradi. Allarme per i 50mila senza tetto. A rischio, secondo il ministero della Salute, anche” persone sane e attive e non solo i gruppi a rischio come bambini, anziani e malati”. Articolo su IlFattoQuotidiano DAL MONDO: USA: il Dipartimento della Difesa Usa è uno dei maggiori emettitori di gas nocivi al mondo. Supera, da solo, molti Paesi anche di media grandezza. Una delle cause risiede nei maxi contingenti all’estero. Articolo su LaStampa TURCHIA: Un’intervista a Serena Tarabini sulla vittoria a Istanbul di Imamo?lu, candidato dell’opposizione a Erdo?an. La...

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Un milione di specie a rischio

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Un milione di specie a rischio

Oltre un milione di specie a rischio: il rapporto ONU è la prima valutazione globale sulla biodiversità, frutto di tre anni di censimenti, analisi di dati da parte di diverse centinaia di esperti. Negli ultimi secoli per mano dell’uomo sono già scomparse 680 specie di vertebrati, e tante altre le stiamo perdendo. Tra le cause principali, oltre al clima, ci sono i comportamenti dell’uomo e gli scarsi interventi politici per regolamentare lo sfruttamento delle terre e delle risorse naturali. La perdita di biodiversità avrà un impatto diretto su ciascuno di noi: dal cibo all’energia, dall’acqua potabile alla produzione di farmaci fino all’assorbimento del CO2. C’è bisogno di rispettare il pianeta per farlo sopravvivere...

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Rassegna Stampa – Maggio 2019

Posted by on 7:20 am in News | Commenti disabilitati su Rassegna Stampa – Maggio 2019

Rassegna Stampa – Maggio 2019

Sguardo A Sud è la rassegna stampa quotidiana su ambiente e territori, in Italia e nel mondo. Vuoi riceverla anche tu? Iscriviti cliccando qui per la rassegna quotidiana, e qui per quella settimanale. RASSEGNA STAMPA 31 MAGGIO 2019 DAI TERRITORI: CBD: Cannabis light, per la Cassazione è reato il commercio dei derivati. La sentenza delle sezioni unite penali è destinata ad avere un impatto enorme: il mercato della canapa in Italia vale oggi circa 80 milioni di euro in crescita a tassi del 100% l’anno. Articolo su RomaToday ACQUA: “Intendiamo denunciare un servizio che descrive una realtà distorta e riporta una serie di dati e notizie che non hanno alcun fondamento ma che hanno acquisito credito solo perchè diffusi dai media mainstream su impulso di Utilitalia, ovvero l’associazione delle società che gestiscono il servizio idrico.” Comunicato del Forum dei movimenti per l’Acqua Pubblica MIGRANTI: Sono rimasti in carcere per 10 mesi con l’accusa di violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma ieri il Tribunale di Trapani ha assolto i due migranti, Ibrahim Tijani Bushara, sudanese di 31 anni, e Ibrahim Amid, 26enne ghanese, che nel luglio 2018 avevano dirottato il rimorchiatore civile Vos Thalassa che li stava riportando in Libia. Articolo su IlFattoQuotidiano AMIANTO: “In Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto e questa situazione sta provocando un fenomeno epidemico con 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)”. Articolo su Repubblica ILVA: Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha disposto il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale dell’ex Ilva diTaranto per “introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie”. Articolo su IlFattoQuotidiano STADIO AS ROMA: Stadio della Roma: da Tor di Valle a Fiumicino? Torna in auge la candidatura avanzata nel 2017  dalla città aeroportuale che dispone di collegamenti stradali e ferroviari già a regime e di aree, edificabili, che non sono soggette a vincoli. Articolo su RomaToday OLIO: Secondo i dati diffusi oggi da CircOILeconomy, nel 2017 in Veneto sono state raccolte 27.122 tonnellate di olio lubrificante usato, il 99% delle quali sono state avviate a riciclo tramite rigenerazione. Ciò ha comportato un significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese pari a circa 10 milioni di euro (circa il 15% del totale nazionale). Articolo su Rinnovabili SARNO: Bottiglie, flaconi, bicchieri, buste, confezioni per alimenti e tanti altri contenitori e imballaggi in plastica usa e getta sommergono l’area marina in prossimità della foce del fiume Sarno in Campania. È quanto emerge dalle attività di ricerca e documentazione svolte da Greenpeace e Castalia nell’ambito del Tour MayDaySOSPlastica. Articolo su Open  MARE: Almeno 33 città stanno rischiando l’immersione visto andamento all’aumento di 30 cm del Mediterraneo nel corso degli ultimi 1000 anni e che nei prossimi 100 potrebbe triplicare. Articolo su GloboChannel DAL MONDO:  CITTA’ FANTASMA: Ordos è la più grande città fantasma della Cina. Venne costruita nei primi anni 2000 con la speranza di creare un nuovo epicentro per la cultura, la politica e l’economia, ma così non è accaduto. Video su BusinessInsider COSTARICA: Il primo paese al mondo ad annunciare di volersi liberare dell’uso della plastica entro il 2021 a tutela della biodiversità che ospita (6% di quella mondiale) e da re un’indirizzo all’ecoturismo. Articolo su GloboChannel GRETA: L’attivista Greta Thunberg ha incontrato a Vienna il segretario generale dell’Onu, António Guterres, e l’attore (ambientalista) Arnold Schwarzenegger. Insieme hanno parlato di come affrontare la crisi climatica. Articolo su LifeGate FISCAL COMPACT: Nel...

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