CDCA e A Sud alla COP30 a Belém

La voce di A Sud dalla COP30 di Belém (Brasile) e le iniziative in Italia

Dal 10 al 21 novembre 2025 saremo a Belém, in Brasile, per partecipare come osservatori alla 30° Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Racconteremo quanto avviene dentro e fuori le negoziazioni, porteremo e raccoglieremo le voci dei territori in lotta contro l’estrattivismo, contro il greenwashing e per una transizione ecologica realmente giusta.

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L’agenda della COP30

A Belém si discuteranno e valuteranno gli NDCs, i nuovi impegni climatici nazionali che stabiliscono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ogni paese. Accanto alla mitigazione, l’adattamento sarà uno dei temi centrali attraverso il Global Goal on Adaptation (GGA) e i nuovi Piani nazionali di adattamento. Un altro capitolo chiave sarà quello della finanza per il clima. Tra i punti principali il nuovo obiettivo di finanziamento (NCQG), che punta ad aumentare il sostegno ai Paesi in via di sviluppo da 100 a 300 miliardi di dollari l’anno, e la Roadmap Baku-Belém, che traccia un percorso per mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035.

Temi cruciali, che si scontrano con uno scenario geopolitico ostile, segnato dal negazionismo climatico, dai venti di guerra, dalla corsa al riarmo e dalla violenza istituzionale.  Non è un caso che in gioco a Belém ci sia più che mai la credibilità della diplomazia climatica e la sua capacità di tradurre le intenzioni in impegni concreti.

La Cupula dos povos

La Cúpula dos Povos è il grande incontro dei movimenti sociali e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Nata nel 1992 come risposta critica alle negoziazioni ufficiali, propone un’alternativa fondata su giustizia climatica, sociale e ambientale, solidarietà e saperi ancestrali.

Dal 12 al 16 novembre 2025, in concomitanza con la COP30 di Belém, riunirà popoli indigeni, comunità quilombola e tradizionali, giovani e lavorator? in marce, dibattiti e azioni culturali.

La Cúpula mette al centro vite, diritti e territori, non statistiche: unisce chi costruisce ogni giorno soluzioni reali, dall’agroecologia alla difesa dei beni comuni, per spingere i governi ad adottare politiche di vera giustizia climatica.

Dichiarazione della Cupula Dos Povos

Perché A Sud e CDCA alla COP?

Nelle Cop si riuniscono i governi dei 197 Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992. Ma la COP30 non è solo un vertice diplomatico: è il terreno di confronto (e di scontro) tra attori diversi e diverse visioni del mondo. Da una parte il business as usual che trasforma la crisi climatica in profitto, dall’altra movimenti e territori che lottano per giustizia climatica, autodeterminazione e diritti della Natura.
La COP30 si terrà nel cuore dell’Amazzonia, a Belém do Pará, in Brasile. Non è un dettaglio geografico ma una scelta politica: è nel Sud globale che l’ingiustizia climatica colpisce più duramente mentre il Nord globale continua a negoziare emissioni e interessi fossili.
Qui non si decide solo il futuro del clima: si decide chi avrà diritto a un futuro.

Per raccontare cosa c’è in gioco, e come finisce la partita.

Andiamo alla COP per osservare da vicino i negoziati, capire quali equilibri politici e di potere si stanno ridefinendo, e portare la prospettiva dei territori e dei movimenti che chiedono giustizia climatica.
La partecipazione di A Sud e CDCA serve a connettere le lotte locali con quelle globali, rafforzare alleanze internazionali e raccontare – con sguardo indipendente e critico – come la diplomazia climatica sta affrontando, o eludendo, le proprie responsabilità.
Perché solo intrecciando voci e resistenze dal basso possiamo costruire un futuro giusto per tutt?.

Per costruire e rafforzare alleanze internazionali

Svolgere la COP in Brasile è un segnale che conta: significa rimettere al centro chi la crisi climatica la subisce davvero. Andiamo a Belém per stare con i movimenti globali per la giustizia climatica. In America Latina oggi si gioca una partita enorme: conflitti ambientali, estrattivismo, repressione, lotte indigene e popolari che resistono da decenni. Con tante realtà — dalla Colombia alla Bolivia, fino all’Amazzonia — abbiamo già lavorato, fatto campagne, costruito ponti. Lì ritroviamo compagn? con cui condividiamo visioni e pratiche.

Per portare una visione radicale dentro la COP

Sì, probabilmente sarà l’ennesimo flop diplomatico. Ma proprio per questo dobbiamo esserci, per non lasciare quei tavoli alle lobby fossili e ai governi che parlano di transizione mentre trivellano.
Da dentro vedi meglio le dinamiche, le crepe, le possibilità di alleanze e di conflitto.
Andiamo per portare la prospettiva della giustizia climatica e delle lotte dal basso, che legano crisi climatica, razzismo, patriarcato e disuguaglianze. La COP non è un punto d’arrivo: è un passaggio. Il resto si fa fuori, insieme, ogni giorno.


Diario dalla COP30

  • Giorno 12 – 24 novembre 2025
    Belém svela il fallimento della diplomazia climatica, ma apre spiragli: una roadmap anti-fossile e nuove alleanze per la giustizia.
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  • Giorno 11 – 21 novembre 2025
    Penultimo giorno a Belém: incendio in COP30, stalli politici e pressioni crescenti sul BAM e sull’uscita dai fossili.
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  • Giorno 10 – 20 novembre 2025A Belém 85 Paesi spingono per uscire dai fossili, mentre Italia e Polonia frenano. La COP30 è al bivio, il tempo è adesso.
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  • Giorno 9 – 19 novembre 2025
    Belém rilancia la lotta globale ai fossili: la Colombia guida un fronte che vuole uscire davvero dal modello che brucia il pianeta.
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  • Giorno 7 – 17 novembre 2025
    Belem in rivolta: popoli indigeni e movimenti sociali spingono per una COP30 che dica finalmente basta ai fossili.
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  • Giorno 6 – 15 novembre 2025
    Anche quest’anno i dati sulla presenza dei lobbisti Gas&Oil alla conferenza di Belém sono alti: su ogni 25 persone accreditate al vertice, uno è un lobbista dei combustibili fossili, in totale sono oltre 1600.
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  • Giorno 5 – 14 novembre 2025
    Il TFFF entra nella Cupula tra promesse e contraddizioni: fondi incerti, debiti in aumento e movimenti che denunciano l’ennesima falsa soluzione verde.
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  • Giorno 4 – 13 novembre 2025
    A Belém la protesta indigena irrompe nella COP30 e svela le contraddizioni del Brasile fossile. Intanto la Cupula esplode di mobilitazioni globali.
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  • Giorno 3 – 12 novembre 2025
    Adattamento al centro della COP30, ma i fondi restano insufficienti. A Belém arrivano movimenti e comunità indigene: la vera pressione viene dai territori.
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  • Giorno 2 – 11 novembre 2025
    Lula parla di disuguaglianze alla Cop30, ma il Brasile continua a spingere sul fossile. A Belém torna al centro il nodo tra clima e ingiustizia.
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  • Giorno 1 – 10 novembre 2025
    Dalla Cop30 alla Cúpula dos Povos: a Belém si apre la sfida per la giustizia climatica tra responsabilità globali, diritti dei popoli e resistenza dei territori.
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Articoli di approfondimento alla COP30

  • Cosa resta della Cop30, la battaglia per il clima e i diritti è ancora lunga – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri e Laura Greco su Domani – COP30 fallisce su fossili e foreste, ma il Bam e il blocco dei 82 paesi per l’uscita dal fossile aprono spiragli di lotta e nuove alleanze.
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  • Sulla fine dei lavori della COP30 – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Cosa è successo alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici? Quali sono le grandi vittorie? Quali le sconfitte?
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  • La tabella della discordia – cos’è successo alla COP30 – 23 novembre 2025
    Laura Greco su Radio24 – COP30 a Belém annuncia impegni su energia, foreste e adattamento, ma senza una vera uscita dal fossile restano promesse vuote da incalzare con lotte dal basso.
    Ascolta su Il Sole 24 ore
  • “A resposta somos nós”. Ma alla COP30 le richieste dei popoli indigeni non fanno breccia – 23 novembre 2025
    Laura Greco su EconomiaCircolare.com – Alla COP30 le voci indigene restano ai margini mentre la foresta corre verso il punto di non ritorno. Senza giustizia, non c’è futuro.
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  • La “Dichiarazione di Belém” e il multilateralismo del phase out dai fossili spinto dal basso – 21 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Da Belém arriva una spinta dal basso per uscire dai fossili: governi e movimenti uniscono le voci per un phase out reale, giusto, globale.
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    • Cop30: senza il Gender action plan ogni azione climatica è limitata – 21 novembre 2025
      Marica Di Pierri e Laura Greco su Valori – Nonostante le ambiziose premesse il Gender action plan ha trovato diversi ostacoli sui tavoli negoziali della Cop30

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  • Alla Cop30 arrivano le storie di migrazioni climatiche – 21 novembre 2025

Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30, in vista delle negoziazioni finali, si parla del fenomeno crescente degli sfollamenti forzati dal cambiamento climatico.
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  • Belém, la foresta degli indigeni si ribella a Lula – 20 novembre 2025
    Laura Greco su Il Manifesto – Le nazionalità dell’Amazzonia denunciano l’inagibilità politica alla Cop e chiedono una mobilitazione internazionale guidata direttamente dai popoli indigeni per proteggere i loro territori e affrontare la crisi climatica alla radice
  • Alla Cop 30 i movimenti si riprendono la scena – 20 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Era dalla Cop 26 di Glasgow che non si vedeva così tanta società civile. Accanto al vertice ufficiale, in più di 50 mila hanno animato la «Cupula dos povos» per una svolta vera sul clima e i diritti
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  • COP30, BELÉM | Italiani in mobilitazione – 20 novembre 2025]
    Il Climate Pride in azione alla COP30: l? attivist? chiedono all’Italia una roadmap chiara e ambiziosa per uscire dai fossili.
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  • A Belém torna il protagonismo sociale – 19 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Collettiva – Alla Cop30 movimenti, organizzazioni, popoli e sindacati riacquistano centralità: proposte e campagne dal basso sono arrivate nelle stanze dei negoziati.
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  • Come procede la COP30 in Brasile? Intervista a Laura Greco da Bélem – 19 novembre 2025
    Laura Greco su Scienza e Pace Magazine – COP30 tra repressione, lobby fossili e resistenze indigene: la giustizia climatica la costruiscono i territori, non i negoziati.
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  • Lifegate dalla COP30 – 18 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Lifegate – Dalla COP30 il racconto dell’inedita comunicazione tra dentro e fuori la COP, tra le richieste indigene e l’ambiguo governo di Lula.
    Ascolta su Lifegate
  • Il Fondo per le foreste e la falsa soluzione del biocapitalismo si ripropone alla Cop30 di Belém – 18 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Il Tropical forests forever facility lanciato da Lula è l’ennesimo dispositivo finanziario che viene presentato come innovazione.
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  • Attivismo e giustizia climatica: se il diritto alla protesta diventa un reato – 17 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Valori.it – Alla Cop30 emerge un allarme globale: in molti Paesi il diritto alla protesta viene represso e l’attivismo ambientale è sempre più criminalizzato
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  • Alla Cop30 di Belèm il fondo per l’adattamento resta senza fondi – 17 novembre 2025]
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30 fallisce, per il terzo anno di fila, l’obiettivo di raccolta minima per finanziare l’adattamento dei Paesi del Sud globale.
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  • Massiccia partecipazione popolare a Belém – 16 novebre 2025
    Marica Di Pierri su L’aria Che Respiri – Alla Cúpula dos Povos tantissime voci per reclamare la fine dei combustibili fossili e una giustizia climatica guidata dai popoli, non dalle multinazionali.
    Ascolta su Radio Rai1
  • In diretta da Bele?m – Aggiornamenti sulla prima settimana di COP30 – 15 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – In diretta da Belém, per raccontare in diretta i lavori della 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. ?Foto di Oliver Ninja e Midia Ninja
    Guarda la diretta
  • Cop30: chi difende i combustibili fossili dentro i negoziati sul clima – 14 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Altreconomia – Alla Cop30 un lobbista fossile ogni 25 delegat?: il vertice che dovrebbe chiudere l’era fossile continua a farsela scrivere da chi la profitta.
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  • Giustizia climatica, questa dimenticata – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Il legame tra clima e disuguaglianze è ormai assodato. Ma dopo 30 anni di conferenze, i ricchi continuano a fare grandi affari con i fossili.
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  • L’adattamento secondo la COP30: “Adattarsi è sopravvivere” – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri per EconomiaCircolare.com – COP30 punta a rendere operativo il Global Goal on Adaptation, tra governance multilivello, indicatori, fondi insufficienti e necessità di giustizia climatica.
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  • La Cop30 in Brasile e le politiche industriali green – 11 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Tutta La Città Ne Parla, Radio3 – È iniziata la Cop30 a Belém, 10 giorni in cui si discuterà su come trovare una via d’uscita alla deriva del cambiamento climatico nonostante le difficoltà politiche che ci circondano.
    Ascolta l’episodio
  • Road to Belém – 7 novembre 2025Marica Di Pierri per Valori.it – Verso la Cop30 di Belém, cosa aspettarci dal più importante appuntamento per salvare il clima della Terra? Diretta con Marica Di Pierri, Luca Lombroso, Giovanni Mori e Lorenzo Tecleme.
    Guarda la diretta
  • Da Parigi a Belém, i conti che non tornano – 6 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Il Manifesto – Tra tensioni e fragili compromessi, i preparativi alla vigilia della Conferenza Onu. A che punto sono gli impegni nazionali di riduzione e i piani di adattamento dei singoli Paesi.
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  • A Sud a Belém alla Cop30 – 6 novembre 2025
    A Sud seguirà negoziati e mobilitazioni dalla COP30 di Belém, amplificando le voci dei movimenti per giustizia climatica e sociale.
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  • A Sud aderisce alla Global Call to Action della Cúpula dos Povos  – 5 settembre 2025
    Il 15 novembre scendiamo in piazza: basta disuguaglianze e razzismo ambientale, vogliamo giustizia climatica e un mondo dove la vita sia al centro.
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  • Vertice dei Popoli Verso la COP30: Manifesto Politico – 13 giugno 2025
    A Sud aderisce al Manifesto dei Popoli verso la COP30: un appello globale per giustizia climatica, anticapitalismo e democrazia dal basso.
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Racconteremo le negoziazioni

Per spiegare cosa accade davvero alla COP30, come si muovono i governi e quali interessi guidano le scelte sulla crisi climatica. Vi offriremo una copertura quotidiana per raccontarvi con le nostre parole e con uno sguardo critico, indipendente e radicale, vicino ai movimenti il dentro e fuori la Cop

Sveleremo le contraddizioni

Tra le promesse ufficiali e la realtà, mostrando lo scontro continuo tra lobby fossili e popoli che difendono la vita e i territori. Denunceremo le responsabilità smascherando la falsa transizione energetica e chi continua a inquinare mentre parla di sostenibilità con greenwashing e false soluzioni

Daremo voce alle comunità

Portando le loro storie, le lotte quotidiane e le alternative concrete alla devastazione ambientale, contro colonialismo ed estrazione. Ci collegheremo con l’Italia per connettere istanze e battaglie


INFO E CONTATTI

Per contatti e interviste con la delegazione:

Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
55 21 967071220

Laura Greco
lauragreco@asud.net
+55 21 997673184

La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

Posted by on 5:12 pm in Notizie, Osservatorio Eni | Commenti disabilitati su La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

Nel Factsheet 2023 del progetto Osservatorio Eni analizziamo le strategie di decarbonizzazione secondo Eni, la CCS e le false soluzioni alla crisi climatica Da qui al 2050 Eni, una delle principali aziende italiane nonché il principale emettitore di gas serra a livello nazionale e la multinazionale a cui si è affidato lo Stato per la diversificazione energetica dopo la guerra in Ucraina, ha deciso di affidarsi al gas come fonte energetica primaria – pur se il metano è uno dei principali responsabili della crisi climatica (fonte UNEP) – e a progetti di CCS, ovvero di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica. Entro il 2050 l’azienda prevede di garantire una capacità totale di stoccaggio di 50 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, Eni intende sviluppare un progetto di CCS a Ravenna, città eletta nel discorso pubblico ad hub energetico del Mediterraneo. Qui, insieme alla società di trasporto del gas Snam, Eni prevede raggiungere una capacità di stoccaggio di 500 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2050. La CCS è un tecnologia imperfetta che solleva non poche problematiche. La stessa IEA, Agenzia Internazionale per l’Energia, nell’aggiornamento 2023 del report “Net Zero Roadmap: A Global Pathway to Keep the 1.5 °C Goal in Reach” ha tagliato del 40% il contributo stimato del ccs alla roadmap declassandone il ruolo come soluzione efficace a livello climatico. Dopo anni di esiti tutt’altro che soddisfacenti, sembra suggerire l’Agenzia, sarebbe bene concentrarsi su altro. A cura di: A Sud odv e Centro di documentazione dei conflitti ambientali Testi di: Carlotta Indiano e Andrea Turco Supervisione Editoriale: Marica Di Pierri Impaginazione e grafiche: Chiara Arnone   Scarica il Factsheet Il factsheet contiene un’analisi delle strategie di decarbonizzazione secondo Eni, della CCS e delle false soluzioni alla crisi climatica Scarica le infografiche Al loro interno i dati aggregati sulle attività di Eni nel mondo Scarica le infografiche Al loro interno i dati aggregati sulle attività di Eni in Italia e in Europa Il Factsheet e? stato realizzato nell’ambito del progetto Osservatorio ENI grazie al supporto del fondo Otto Per Mille della Chiesa Valdese e di...

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La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

Posted by on 8:55 am in News, Notizie, Osservatorio Eni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

La decarbonizzazione secondo Eni – CCS e false soluzioni alla crisi climatica

A SUD – CDCA / 2023 Nel Factsheet 2023 del progetto Osservatorio Eni analizziamo le strategie di decarbonizzazione secondo Eni, la CCS e le false soluzioni alla crisi climatica Da qui al 2050 Eni, una delle principali aziende italiane nonché il principale emettitore di gas serra a livello nazionale e la multinazionale a cui si è affidato lo Stato per la diversificazione energetica dopo la guerra in Ucraina, ha deciso di affidarsi al gas come fonte energetica primaria – pur se il metano è uno dei principali responsabili della crisi climatica (fonte UNEP) – e a progetti di CCS, ovvero di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica. Entro il 2050 l’azienda prevede di garantire una capacità totale di stoccaggio di 50 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, Eni intende sviluppare un progetto di CCS a Ravenna, città eletta nel discorso pubblico ad hub energetico del Mediterraneo. Qui, insieme alla società di trasporto del gas Snam, Eni prevede raggiungere una capacità di stoccaggio di 500 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2050. La CCS è un tecnologia imperfetta che solleva non poche problematiche. La stessa IEA, Agenzia Internazionale per l’Energia, nell’aggiornamento 2023 del report “Net Zero Roadmap: A Global Pathway to Keep the 1.5 °C Goal in Reach” ha tagliato del 40% il contributo stimato del ccs alla roadmap declassandone il ruolo come soluzione efficace a livello climatico. Dopo anni di esiti tutt’altro che soddisfacenti, sembra suggerire l’Agenzia, sarebbe bene concentrarsi su altro. A cura di: A Sud odv e Centro di documentazione dei conflitti ambientali Testi di: Carlotta Indiano e Andrea Turco Supervisione Editoriale: Marica Di Pierri Impaginazione e grafiche: Chiara Arnone SCARICA IL FACTSHEET Il factsheet contiene un’analisi delle strategie di decarbonizzazione secondo Eni, della CCS e delle false soluzioni alla crisi climatica SCARICA LE INFOGRAFICHE Al loro interno i dati aggregati sulle attività di Eni nel mondo SCARICA LE INFOGRAFICHE Al loro interno i dati aggregati sulle attività di Eni in Italia e in Europa Il Factsheet e? stato realizzato nell’ambito del progetto Osservatorio ENI grazie al supporto del fondo Otto Per Mille della Chiesa Valdese e di...

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Arriva Poderosa – Il podcast femminista, sostenibile, circolare

Posted by on 9:32 am in News, Notizie, Progetti | Commenti disabilitati su Arriva Poderosa – Il podcast femminista, sostenibile, circolare

Arriva Poderosa – Il podcast femminista, sostenibile, circolare

Realizzato in collaborazione tra A Sud e Tuba srl, Poderosa è tra le serie che inaugurano la nuova piattaforma di Fandango Podcast. Il nuovo podcast è dedicato alle storie di protagonismo femminile e di ecologia, storie di imprese o associazioni che lavorano ogni giorno per trasformare quartieri, città, paesi in un’ottica circolare. Ascolta il trailer su Spotify Dal 17 novembre su tutte le piattaforme audio arriva Poderosa – femminista, sostenibile, circolare, un podcast di A Sud e della libreria femminista Tuba, prodotto dal Centro di documentazione sui conflitti ambientali e da Fandango, in collaborazione con EconomiaCircolare.com. Sei puntate per sei storie di vita che intrecciano il protagonismo delle donne  con percorsi collettivi di ricerca, di economia civile e di recupero di filiere. La prospettiva di genere incontra l’ambientalismo e disegna un racconto corale composto da ricercatrici, attiviste, artigiane e imprenditrici che lottano contro vecchi e nuovi patriarcati. Ai microfoni di Poderosa ci sono Laura Greco, fondatrice dell’organizzazione ecologista A Sud e Barbara Leda Kenny, fondatrice della libreria Tuba a Roma. “Le storie raccontate nel podcast racchiudono narrazioni collettive, donne che rivendicano scelte professionali e di vita e pongono con forza la necessità di cambiare paradigma produttivo. Le voci raccolte ci fanno conoscere nuovi modelli di produzione che spezzano gerarchie e logiche patriarcali nelle accademie, nei ristoranti, nelle aziende agricole, nel mondo del design e nei territori”, spiega Laura Greco.   “Registrare questo podcast – continua Barbara Leda Kenny  – ci ha dato modo di esplorare le convergenze tra femminismo, ecologia, scienza, innovazione, impresa, territori, attraverso storie che danno visibilità all’agire e all’immaginario che le donne stanno costruendo intorno alla connessione tra genere e ambiente inventando nuovi modi di pensare, di vivere, di produrre. ” Le storie poderose ci portano a Palermo, nel quartiere Albergheria, dove Margherita Sauro – per tutti Cetty – racconta la rigenerazione e il rilancio del mercato dell’usato attraverso le attività dell’associazione Sbaratto. Tra le poderose troviamo anche Chiara Pavan, cheffe (è la definizione che dà di sé) veneziana, alla guida del ristorante Venissa, premiata con la stella verde Michelin per la sua cucina sostenibile e Chiara Boschis, viticoltrice che produce Barolo biologico in una storica azienda delle Langhe. Si fa rotta poi verso le aree interne, dove Benedetta Morucci, designer che ha deciso di rimettere in piedi la filiera della lana abruzzese. Le ultime due poderose sono scienziate: Cristina Mangia, ricercatrice del CNR e docente dell’ Università di Lecce, fisica dell’atmosfera che si occupa delle conseguenze delle contaminazioni ambientali sulla salute delle donne. E poi Silvia Bodoardo, docente del Politecnico di Torino, nominata da Wired tra le 20 scienziate che hanno rivoluzionato il mondo della ricerca per i suoi studi sui materiali per il riutilizzo e lo smaltimento delle batterie elettriche.  Tutte e sei sono storie che lavorano per cambiare il modo di fare economia, cercando soluzioni alle crisi ambientali, dimostrando che forme diverse di organizzazione del lavoro, della ricerca e dei saperi sono praticabili. E che a indirizzarci verso questo cambiamento è proprio il protagonismo delle donne. Per chi volesse approfondire, oltre al podcast A Sud e Tuba animano l’omonimo percorso di narrazione femminista ed ecologista che è diventato una rubrica all’interno del magazine EconomiaCircolare.com. Approfondimenti dedicati all’imprenditoria femminile, al gender gap, alle città escludenti, alle pratiche femministe sono elementi attraverso cui concretizzare una conversione ecologica giusta. Poderosa inaugura una collaborazione tematica tra Fandango e A Sud. A Sud curerà infatti l’hub di Fandango Podcast dedicato alle questioni ambientali, alla trasformazione ecologica e al racconto della crisi climatica. LA PIATTAFORMA FANDANGO PODCAST Poderosa è tra le serie che lanciano il...

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Lavora con noi!

Posted by on 10:33 am in Notizie | Commenti disabilitati su Lavora con noi!

Lavora con noi!

Posizione aperta: Esperto informatico per la costruzione di un sistema di mappatura georeferenziata in merito al progetto “Sentinelle Climatiche. In movimento per la difesa del clima” Codice AID: 012618/03/9 Sede di lavoro: On line con occasionali riunioni in presenza presso la sede dell’associazione a Roma Data inizio incarico: gennaio 2024 Tipo e Durata del contratto: libero professionista Presentazione domande: entro e non oltre il giorno 18 novembre 2023  Per dichiarazione di interesse inviare il proprio Curriculum Vitae e una breve lettera di presentazione in cui si evidenzi come le competenze e le esperienze pregresse del candidato o della candidata siano in linea con il profilo ricercato. Le candidature dovranno essere inviate all’indirizzo nicolemarcellini@asud.net  Vision e mission dell’organizzazione: A Sud Ecologia e Cooperazione ODV è un’associazione che sviluppa programmi formativi per le scuole incentrati sulle questioni ambientali e climatiche utilizzando in particolare lo strumento della Citizen Science (Scienza Aperta) con la realizzazione di monitoraggi sulla qualità ambientale dei territori e su impatti e eventi estremi legati ai cambiamenti climatici. Proponiamo percorsi formativi per docenti e percorsi in classe con attività esperienziali in aula e outdoor rivolti alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado.  RESPONSABILITÀ Il/la candidata dovrà realizzare un sistema di mappatura georeferenziata partecipativa all’interno del progetto finanziato dall’AICS dal titolo “Sentinelle Climatiche. In movimento per la difesa del clima” AID 012618/03/9. Nel dettaglio il sistema di mappatura dovrà essere realizzato in modo da includere tutto il territorio nazionale con 3 focus su altre regioni del mondo: Colombia, Iraq, Antartide. Il sistema di mappatura verrà utilizzato per caricare il materiale elaborato dalle scuole e dai partner di progetto in relazione al monitoraggio degli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici. Si richiede al/alla  candidata di occuparsi inoltre delle questioni tecniche legate allo spazio di archiviazione e alla predisposizione dell’apertura dei dati raccolti, nel corso dei mesi di progetto del caricamento dei dati e dell’aggiornamento dei dati e del...

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Partecipa a CERtosa!

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Partecipa alla ricerca sociale partecipata sulle vulnerabilità socio-economiche a Torpignattara Dalla comunità per la comunità  Abiti a Torpignattara e vorresti contribuire alla sua crescita sociale e culturale? La diversità è la nostra forza: insieme possiamo costruire una coscienza comune che valorizzi le differenze e ci aiuti a comprendere meglio le esigenze dei nostri concittadini. Questo ci consentirà di indirizzare le azioni locali in modo più efficace e positivo anche con il tuo aiuto. Compila il questionario a questo link, ci vogliono meno di 10 minuti! Che cos’è questo progetto? Il progetto mira a condurre un’analisi partecipativa delle vulnerabilità socio-economiche nel quartiere di Torpignattara, utilizzando approcci della scienza aperta e della citizen science. Coinvolgendo abitanti e organizzazioni locali nel processo di ricerca, il progetto cerca di identificare le vulnerabilità specifiche della comunità che potrebbero non essere colte attraverso i dati istituzionali. Attraverso un questionario destinato agli abitanti del quartiere, si vuole conoscere meglio le necessità de3 abitant3, e utilizzare i risultati della ricerca partecipativa come elementi utili agli attori sociali del territorio per l’orientamento delle loro azioni locali. Leggi di più Cosa ti invitiamo a fare? Aiutaci a diffondere il questionario e aiuta le persone intorno a te a compilarlo! Per ottenere dati accurati e significativi che rappresentino la comunità è fondamentale far circolare il questionario tra un ampio e variegato gruppo di abitanti di Torpignattara. Dal 11 ottobre all’11 novembre 2023 è possibile diffondere il questionario! Compila il questionario a questo link, ci vogliono meno di 10 minuti! Vuoi dare una mano ad aiutare alla diffusione del questionario e alla sua compilazione? Iscriviti qui. Cosa faremo con questi dati Il questionario è del tutto anonimo e in nessun modo potrà essere riconducibile alla persona che lo compila. L’anonimato permette di tutelare le persone che condivideranno informazioni, facilitando così una maggior partecipazione e libertà di espressione. I questionari raccolti genereranno degli approfondimenti e dei dati in libero accesso di facile accesso utili a tutti gli abitanti e agli attori del territorio, enti e organizzazioni formali e informali. Si spera potranno essere anche dati utili per l’amministrazione locale, integrando e arricchendo i dati istituzionali già disponibili. Perché è importante partecipare? Senza la tua partecipazione, l’iniziativa non potrà riportare una fotografia ampia, diversificata, partecipata delle vulnerabilità e bisogni del territorio e delle sue e dei suoi abitanti. La ricerca, per la sua natura partecipativa, nata dal basso per servire la comunità locale nella sua diversità, vuole portare beneficio a tutte e tutti individualmente e collettivamente. Crediamo che maggior informazione e maggior accessibilità ai dati, in particolare lì dove sono carenti possa rappresentare un contributo utile a tutt* per l’orientamento delle nostre azioni presenti e future sul territorio. Attivati!   Da dove nasce questa iniziativa? L’idea di questa ricerca partecipativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione A Sud e il Comitato di Quartiere della Certosa nel contesto della creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile Solidale (CERS). Nasce inoltre dalla necessità di conoscere più a fondo le vulnerabilità e bisogni delle comunità locali per poter indirizzare la visione e le attività future della CERS, rafforzando il legame fondamentale tra la giustizia sociale e quella ambientale. CER.TOSA stato possibile grazie al supporto del progetto Impetus finanziato dall’Unione Europea. Per info: Lucie Greyl luciegreyl@asud.net CER.TOSA è supportato dal progetto Impetus (1st open call) finanziato dall’Unione...

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Sentinelle climatiche: al via il corso docenti

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Sentinelle climatiche: al via il corso docenti

  Sei un* docente o lavori nel modo dell’educazione? Questo è il corso che fa per te! “Sentinelle Climatiche. In movimento per la difesa del clima” è un progetto che ha l’obiettivo di accrescere la sensibilità e rafforzare le conoscenze e le competenze di insegnanti, giovani, comunità educanti e istituzioni, per una cittadinanza globale attiva nel contrasto e l’adattamento al cambiamento climatico. Attraverso il corso di formazione si intende fornire ai docenti e alle docenti, agli operatori e alle operatrici strumenti e metodologie per parlare in modo innovativo di cambiamenti climatici ed eventi estremi. I moduli formativi offriranno un approfondimento delle tematiche con il contributo di esperti del settore e metteranno a disposizione attività pratiche da realizzare con gli studenti e le studentesse per un coinvolgimento in attività esperienziali in grado, non solo di aumentare competenze e conoscenze, ma di innescare processi di attivazione civica. Il corso è aperto a tutt3 ma sarà focalizzato sull’insegnamento per la scuola secondaria di primo grado. Il corso prenderà avvio il 12 ottobre 2023. Iscrizioni entro il 10 ottobre 2023 a questo LINK Programma del corso Modulo 1: 12 ottobre 2023 ore 17.00-19.00 Presentazione del progetto, Nicole Marcellini, responsabile Area Formazione A Sud I cambiamenti climatici: giustizia climatica e approccio sistemico, Marica di Pierri     Modulo 2: 19 ottobre 2023 ore 17.00-19.00 Politiche di mitigazione e adattamento: dagli accordi internazionali ai piani nazionali, Sara Cozzone   Modulo 3: 25 ottobre 2023 ore 17.00-19.00 Cambiamenti climatici e misure di protezione civile, Sara Vegni   Modulo 4: 2 novembre 2023 ore 17.00-19.00 Scienza del clima: tendenze e scenari emissive rispetto agli obiettivi internazionali, Lucie Greyl Scienza del clima e eventi estremi, Luca Mercalli   Modulo 5: 9 novembre 2023 ore 17.00-19.00 Resilienza climatica: buone pratiche dall’Italia – La tropicalizzazione del Mediterraneo e le conoscenze ecologiche delle comunità locali Gianpaolo Rampini e Ernesto Azzurro – biologo marino CNR-IRBIM (Ancona) Resilienza climatica: buone pratiche dall’estero, Tiziano Rugi   Modulo 6: 16 novembre 2023 ore 17.00-19.00 Conflitti ambientali e cambiamento climatico, Andreea Damitrascu e Sara Cozzone   Modulo 7: 23 novembre 2023 ore 17.00-19.00 Conflitti ambientali: Amazzonia e popoli custodi, Roberto Bensi Conflitti ambientali: il caso Iraq, Filippo Cravero e Ettore Acocella   Modulo 8: 30 novembre 2023 ore 17.00-19.00 Memoria storica, storytelling e cambiamenti climatici. Presentazione del kit didattico, Marco Armiero   Modulo 9: 7 dicembre 2023 ore 17.00-19.00 Buone pratiche per una scuola circolare, Andreea Dumitrascu Patti educativi di comunità: strumenti di partecipazione per coinvolgere la comunità, Nicole Marcellini   Modulo 10: 14 dicembre 2023 ore 17.00-19.00 Educazione ecologista e metodologie didattiche (Scienza Aperta) con presentazione di strumenti didattici per l’educazione ambientale, Nicole Marcellini Presentazione del kit didattico sugli strumenti di allerta tempestiva e i giusti comportamenti da attuare in caso di eventi estremi, Sara Vegni   Per ottenere il certificato di frequenza sarà necessario frequentare almeno 7 moduli con la possibilità di accedere ad alcuni di essi in modalità on...

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È nata CERtosa: la Comunità Energetica Rinnovabile di Torpignattara, nel V Municipio di Roma

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È nata CERtosa: la Comunità Energetica Rinnovabile di Torpignattara, nel V Municipio di Roma

Grazie al lavoro congiunto del Comitato di Quartiere Certosa e dell’associazione A Sud, il 14 settembre è nata CERtosa, l’associazione che rappresenta la Comunità Energetica Rinnovabile del V Municipio. La nascita della nuova comunità consentirà al quartiere della capitale di produrre energia in maniera rinnovabile e consapevole, rimettendo al centro del dibattito pubblico il tema della sovranità energetica e della sostenibilità ambientale e sociale CERtosa al momento è la terza comunità energetica a Roma per numero di adesioni, con 42 famiglie coinvolte, una scuola, il plesso Carlo Pisacane dell’ Istituto Comprensivo Simonetta Salacone, un’attività commerciale, lo storico panificio dei Fratelli Marrocchini e il CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali. La nascita e la costituzione della comunità sono state rese possibili grazie al lavoro congiunto del Comitato Certosa, storico e militante comitato di quartiere alla periferia est di Roma e di A Sud, associazione ecologista che da anni presidia e lavora nel V Municipio di Roma con numerosi progetti di formazione ecologista nelle scuole e di sostegno ai comitati locali nelle rivendicazioni ambientali e a tutela del territorio. Grazie alla consulenza di ènostra, la prima cooperativa energetica in Italia che produce e fornisce ai soci energia sostenibile, etica e rinnovabile, è stato infine possibile realizzare lo studio di fattibilità. “Siamo felici – commenta Claudio Lopetuso presidente Comitato Certosa – che proprio nel nostro piccolo quartiere di periferia, trascurato dalle istituzioni, si sia avviato un progetto così ambizioso che permetterà di condividere l’energia rinnovabile prodotta dal sole. La forte adesione che c’è stata dimostra da un lato una rilevante sensibilità delle persone verso i benefici ambientali risultanti dalla produzione di energia pulita, dall’altro conferma come il fenomeno del caro bollette stia diventando un’emergenza sociale che trova nella CER una delle risposte più concrete. Questa sfida rivoluzionaria, può aprire opportunità importanti sia per aiutare le famiglie del nostro quartiere in povertà energetica, sia per avviare processi di rigenerazione urbana del nostro territorio”. “Le Comunita? Energetiche Rinnovabili rappresentano per i cittadini e gli enti attivi su un territorio la possibilita? di partecipare direttamente al mercato energetico, non solo come consumatori, ma anche come produttori. Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi con A Sud è stato quello di attivare e rendere saldi processi comunitari virtuosi, che hanno permesso alla comunità di costituirsi intorno al tema politico della sovranità energetica e della democratizzazione dell’energia. Quando la comunità diviene capace e realizza l’importanza del generare valore economico, sociale e ambientale nel proprio territorio in modo autonomo, i benefici ambientali e sociali che ne derivano sono enormi. L’idea delle CER e? infatti quella di rispondere alle esigenze proprie del territorio in questione, e non quella di soddisfare finalita? di lucro: questo permette anche di aiutare a ridurre le spese energetiche dei consumatori piu? bisognosi sul territorio. Coinvolgere diversi attori all’interno del territorio crea uno scambio di beni e conoscenze al vantaggio di tutti, ma aiuta anche a ricucire legami grazie allo sviluppo di fiducia, collaborazione e capitale sociale all’interno della comunita?”, dichiara Laura Greco, presidente di A Sud. E continua: “Le CERs possono essere un mezzo per ovviare al problema della poverta? energetica. I dati per il 2020 pubblicati dall’OIPE riportano per l’Italia 2,1 milioni di famiglie in poverta? energetica, ovvero l’11% della popolazione (poco piu? di 6 milioni di persone) per Eurostat. Attraverso l’autoconsumo e favorendo l’uso di fonti energetiche rinnovabili, le CERs possono riuscire a porre rimedio alle disparita? energetiche presenti...

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Partecipa a CER.TOSA! Dalla comunità per la comunità.

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Partecipa a CER.TOSA! Dalla comunità per la comunità.

Abiti a Torpignattara e vorresti contribuire alla sua crescita sociale e culturale? Diventa anche tu citizen scientist! La diversità è la nostra forza: insieme possiamo costruire una coscienza comune che valorizzi le differenze e ci aiuti a comprendere meglio le esigenze dei nostri concittadini. Questo ci consentirà di indirizzare le azioni locali in modo più efficace e positivo anche con il tuo aiuto. Vieni il 28 settembre alle ore 18.00 alla scuola Pisacane, via di Acqua Bullicante, 30 a Roma a scoprire l’azione pilota CER.TOSA, portata avanti da A Sud in collaborazione con il Comitato di Quartiere Villa Certosa Che cos’è questo progetto? Coinvolgendo abitanti e organizzazioni locali nel processo di ricerca, il progetto cerca di identificare le vulnerabilità specifiche della comunità che potrebbero non essere colte attraverso i dati istituzionali. Attraverso un questionario destinato agli abitanti del quartiere, si vuole conoscere meglio le necessità de3 abitant3, e utilizzare i risultati della ricerca partecipativa come elementi utili agli attori sociali del territorio per l’orientamento delle loro azioni locali. Leggi di più Cosa ti invitiamo a fare? Aiutaci a diffondere il questionario e aiuta le persone intorno a te a compilarlo! Per ottenere dati accurati e significativi che rappresentino la comunità è fondamentale far circolare il questionario tra un ampio e variegato gruppo di abitanti di Torpignattara. Durante il mese di ottobre 2023 sarà possibile diffondere il questionario, che sarà disponibile in diverse lingue, sia in formato digitale che cartaceo e ci serve il tuo aiuto! Vieni a scoprire come attivarti il 28 settembre (ore luogo ecc) e diventa un citizen scientist del progetto iscrivendoti qui. Cosa faremo con questi dati Il questionario è del tutto anonimo e in nessun modo potrà essere riconducibile alla persona che lo compila. L’anonimato permette di tutelare le persone che condivideranno informazioni, facilitando così una maggior partecipazione e libertà di espressione. I questionari raccolti genereranno degli approfondimenti e dei dati in libero accesso di facile accesso utili a tutti gli abitanti e agli attori del territorio, enti e organizzazioni formali e informali. Si spera potranno essere anche dati utili per l’amministrazione locale, integrando e arricchendo i dati istituzionali già disponibili. Perché è importante partecipare? Senza la tua partecipazione, l’iniziativa non potrà riportare una fotografia ampia, diversificata, partecipata delle vulnerabilità e bisogni del territorio e delle sue e dei suoi abitanti. La ricerca, per la sua natura partecipativa, nata dal basso per servire la comunità locale nella sua diversità, vuole portare beneficio a tutte e tutti individualmente e collettivamente. Crediamo che maggior informazione e maggior accessibilità ai dati, in particolare lì dove sono carenti possa rappresentare un contributo utile a tutt* per l’orientamento delle nostre azioni presenti e future sul territorio. Attivati! Da dove nasce CER.TOSA? L’idea di questa ricerca partecipativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione A Sud e il Comitato di Quartiere della Certosa nel contesto della creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile Solidale (CERS). Nasce inoltre dalla necessità di conoscere più a fondo le vulnerabilità e bisogni delle comunità locali per poter indirizzare la visione e le attività future della CERS, rafforzando il legame fondamentale tra la giustizia sociale e quella ambientale. CER.TOSA stato possibile grazie al supporto del progetto Impetus finanziato dall’Unione Europea. Ti aspettiamo il 28 settembre dalle 18.00! Per info: Lucie Greyl luciegreyl@asud.net    CER.TOSA è supportato dal progetto Impetus (1st open call) finanziato dall’Unione...

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La terza udienza del contenzioso climatico contro lo Stato.

Posted by on 12:11 pm in Giudizio Universale, News, Notizie | Commenti disabilitati su La terza udienza del contenzioso climatico contro lo Stato.

La terza udienza del contenzioso climatico contro lo Stato.

Da una parte il pianeta, dall’altra l’industria del fossile. A tenere tra le mani la bilancia della causa del secolo è una statua della dea giustizia, arrivata oggi nelle strade del centro di Roma in occasione della terza udienza del contenzioso climatico contro lo Stato italiano.   “La crisi climatica è colpa di Stato”, c’è scritto così dietro le magliette gialle delle attiviste e degli attivisti della Campagna Giudizio Universale che accompagnano la statua verso il parlamento. Una campagna nazionale che ha lanciato nel 2021 la prima causa legale climatica italiana e trascinato lo Stato in tribunale con l’accusa di non fare abbastanza per fermare il cambiamento climatico. In piazza anche una Statua della Giustizia, opera del Maestro abruzzese Massimo Piunti. “Abbiamo vissuto un’estate di siccità e di incendi, di alluvioni ed eventi estremi. L’Italia divisa in due tra nubifragi e fiamme continua a mostrarci gli impatti della crisi climatica: produzioni agricole a rischio, territori alluvionati, persone sfollate; ci sono geografie e comunità che subiscono gli effetti del dissesto idrogeologico e del cambiamento climatico in maniera violenta, rapida, ingiusta”. Dichiara Lucie Greyl, portavoce della campagna Giudizio Universale e attivista di A Sud. “L’Italia è un hot spot climatico, un punto caldo che si sta riscaldando più velocemente di altri paesi. E lo Stato ha le sue responsabilità: non ha considerato le evidenze scientifiche, non sta rispettando gli accordi internazionali sul clima e continua a intrecciare rapporti con l’industria del fossile. È evidente ormai che le politiche nazionali non sono in grado di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. Anche le misure programmate dall’Italia nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) aggiornato a fine luglio – ammesso che saranno effettivamente realizzate – mirano a conseguire l’obiettivo di una riduzione delle emissioni nel 2030 di appena il 36% rispetto ai livelli del 1990. Mentre le analisi scientifiche che abbiamo usato nell’impianto accusatorio della causa, ci dicono che lo Stato italiano dovrebbe tagliare entro il 2030 i propri livelli emissivi del 92% rispetto ai valori del 1990 per contribuire in modo equo al raggiungimento dell’obiettivo di riscaldamento globale entro 1,5°”.   Le richieste dei ricorrenti Gli oltre 200 ricorrenti, tra cui 17 minori e 24 associazioni chiedono al Tribunale civile una pronuncia che riconosca le responsabilità dello Stato e imponga l’adozione di target nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra più ambiziosi, in grado di rendere definitiva la stabilità climatica e contestualmente garantire la tutela effettiva dei diritti umani per le presenti e future generazioni, in conformità con il dovere costituzionale di solidarietà e con quello internazionale di equità tra gli Stati. Le richieste specifiche avanzate dai ricorrenti al giudice sono: dichiarare che lo Stato italiano è responsabile di inadempienza nel contrasto all’emergenza climatica; condannare lo Stato a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 92% entro il 2030 rispetto ai livelli del 199 “La giudice si è riservata di prendere una decisione entro i primi mesi del 2024. Ci auguriamo e siamo fiduciosi che verrà accolta la nostra richiesta di giustizia, come è stato fatto in tanti altri ordinamenti a partire dal celebre caso Urgenda vs Paesi Bassi, e che lo Stato venga condannato a porre in essere le doverose iniziative necessarie a rimuovere lo stato di pericolo, accogliendo le richieste formulate nell’atto di citazione”, sostiene Luca Saltalamacchia, tra gli avvocati della...

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Corso online di giornalismo d’inchiesta ambientale

Posted by on 10:14 am in CDCA, Corsi del CDCA, Formazione, in Evidenza, News, Notizie | Commenti disabilitati su Corso online di giornalismo d’inchiesta ambientale

Corso online di giornalismo d’inchiesta ambientale

40 ORE DI FORMAZIONE CON GIORNALISTE, GIORNALISTI, ESPERTE ED ESPERTI DI GIORNALISMO D’INCHIESTA E TEMI AMBIENTALI. A Sud, Economia Circolare.com e Cdca, in collaborazione con IRPI MEDIA, Fandango e il Centro di Giornalismo Permanente, lanciano l’ottava edizione del corso di giornalismo dedicato all’inchiesta ambientale e all’economia circolare Formare giornaliste e giornalisti su tematiche ambientali e dell’economia circolare, offrendo strumenti teorici e pratici per condurre un’inchiesta giornalistica. È con questo obiettivo che A Sud, EconomiaCircolare.com e CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali – in collaborazione con Irpi Media, Fandango e il Centro di Giornalismo Permanente – lanciano l’ottava edizione del “Corso di giornalismo d’inchiesta ambientale”, in partenza Lunedì 16 Ottobre 2023 e fino al 20 Dicembre 2023, ogni Lunedì e Mercoledì, dalle 18.00 alle 20.00. Un’occasione formativa consolidata che in questi anni, attraverso i programmi delle scorse edizioni, ha coinvolto centinaia di aspiranti giornaliste e giornalisti, ricercatrici e ricercatori interessati a indagare le questioni ambientali e dell’economia circolare. Il corso, fruibile in modalità online, prevede 40 ore di formazione  – suddivise tra 36 ore di teoria e 4 ore di workshop finale con la redazione di EconomiaCircolare.com. Durante i moduli formativi chi partecipa al corso svilupperà competenze innovative nel settore dell’informazione ambientale, con approfondimenti mirati all’elaborazione di prodotti giornalistici adatti a diverse tipologie di media: dalla carta stampata alle testate online fino al giornalismo radiofonico e all’ideazione di podcast. Il percorso formativo guiderà ragazze e ragazzi attraverso la conoscenza approfondita di strumenti e metodi per raccontare le sfide ambientali, dalla deontologia all’ideazione di un’inchiesta giornalistica, fino all’elaborazione dei dati e alle principali tecniche per raccontare fenomeni attuali e di grande importanza come l’economia circolare, il greenwashing, i conflitti ambientali. Un corpo docente d’eccellenza rappresentato in primis dai giornalisti di EconomiaCircolare.com: Raffaele Lupoli, Daniele di Stefano, Andrea Turco, Luigi Politano insieme a giornaliste e giornalisti con esperienza pluriennale nel campo del giornalismo d’inchiesta ambientale: Giulio Rubino – direttore di Irpi Media – Investigative Reporting Project Italy, Carlotta Indiano e Francesca Cicculli – giornaliste di Irpi Media, Madi Ferrucci – giornalista del Centro di Giornalismo Permanente, Assunta Corbo e Mariagrazia Villa – giornaliste del Constructive Network, Barbara Leda Kenny, giornalista e caporedattrice di InGenere, Stefano Liberti – giornalista e filmmaker, collabora con diverse testate tra cui Internazionale, Giuseppe Ungherese – campaigner di Greenpeace Onlus, Cristina da Rold – giornalista scientifica e data-journalist, collabora con diverse testate tra cui il Sole 24 Ore, Florinda Fiamma – giornalista, conduttrice e ufficio stampa di Rai Radio3, Vins Gallico – scrittore e responsabile podcast di Fandango, Teresa Paoli – giornalista e regista, collabora con il programma Presa Diretta, Marica Di Pierri e Alessandro Coltrè, giornalisti ambientali dell’associazione A Sud accompagneranno studentesse e studenti durante i 15 moduli del corso. Per il direttore editoriale di EconomiaCircolare.com Raffaele Lupoli: “come in tutti i periodi di grandi trasformazioni, il ruolo di chi fa informazione oggi è particolarmente complesso. Da una parte è sempre più necessario monitorare e approfondire l’evoluzione dei processi sociali e produttivi, soprattutto alla luce della crisi climatica e dei danni enormi prodotti dal sovrasfruttamento delle risorse naturali; dall’altra parte bisogna contribuire all’individuazione delle migliori soluzioni con un approccio rigoroso, ancorato alla scienza, dialettico e al contempo costruttivo. È questa la sfida che vogliamo condividere con le persone che decideranno di partecipare dal nostro Corso di giornalismo d’inchiesta ambientale, quella di dar vita a un’informazione al tempo stesso analitica e trasformativa, dunque in grado di uscire dalla cerchia ristretta degli addetti ai lavori. E lo faremo confrontandoci sui temi e sperimentando sul campo, attraverso un’attività laboratoriale svolta a stretto contatto con la redazione, con l’obiettivo di produrre contenuti speciali che saranno valutati, pubblicati e presentati...

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