CDCA e A Sud alla COP30 a Belém

La voce di A Sud dalla COP30 di Belém (Brasile) e le iniziative in Italia

Dal 10 al 21 novembre 2025 saremo a Belém, in Brasile, per partecipare come osservatori alla 30° Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Racconteremo quanto avviene dentro e fuori le negoziazioni, porteremo e raccoglieremo le voci dei territori in lotta contro l’estrattivismo, contro il greenwashing e per una transizione ecologica realmente giusta.

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L’agenda della COP30

A Belém si discuteranno e valuteranno gli NDCs, i nuovi impegni climatici nazionali che stabiliscono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ogni paese. Accanto alla mitigazione, l’adattamento sarà uno dei temi centrali attraverso il Global Goal on Adaptation (GGA) e i nuovi Piani nazionali di adattamento. Un altro capitolo chiave sarà quello della finanza per il clima. Tra i punti principali il nuovo obiettivo di finanziamento (NCQG), che punta ad aumentare il sostegno ai Paesi in via di sviluppo da 100 a 300 miliardi di dollari l’anno, e la Roadmap Baku-Belém, che traccia un percorso per mobilitare almeno 1.300 miliardi di dollari l’anno entro il 2035.

Temi cruciali, che si scontrano con uno scenario geopolitico ostile, segnato dal negazionismo climatico, dai venti di guerra, dalla corsa al riarmo e dalla violenza istituzionale.  Non è un caso che in gioco a Belém ci sia più che mai la credibilità della diplomazia climatica e la sua capacità di tradurre le intenzioni in impegni concreti.

La Cupula dos povos

La Cúpula dos Povos è il grande incontro dei movimenti sociali e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Nata nel 1992 come risposta critica alle negoziazioni ufficiali, propone un’alternativa fondata su giustizia climatica, sociale e ambientale, solidarietà e saperi ancestrali.

Dal 12 al 16 novembre 2025, in concomitanza con la COP30 di Belém, riunirà popoli indigeni, comunità quilombola e tradizionali, giovani e lavorator? in marce, dibattiti e azioni culturali.

La Cúpula mette al centro vite, diritti e territori, non statistiche: unisce chi costruisce ogni giorno soluzioni reali, dall’agroecologia alla difesa dei beni comuni, per spingere i governi ad adottare politiche di vera giustizia climatica.

Dichiarazione della Cupula Dos Povos

Perché A Sud e CDCA alla COP?

Nelle Cop si riuniscono i governi dei 197 Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992. Ma la COP30 non è solo un vertice diplomatico: è il terreno di confronto (e di scontro) tra attori diversi e diverse visioni del mondo. Da una parte il business as usual che trasforma la crisi climatica in profitto, dall’altra movimenti e territori che lottano per giustizia climatica, autodeterminazione e diritti della Natura.
La COP30 si terrà nel cuore dell’Amazzonia, a Belém do Pará, in Brasile. Non è un dettaglio geografico ma una scelta politica: è nel Sud globale che l’ingiustizia climatica colpisce più duramente mentre il Nord globale continua a negoziare emissioni e interessi fossili.
Qui non si decide solo il futuro del clima: si decide chi avrà diritto a un futuro.

Per raccontare cosa c’è in gioco, e come finisce la partita.

Andiamo alla COP per osservare da vicino i negoziati, capire quali equilibri politici e di potere si stanno ridefinendo, e portare la prospettiva dei territori e dei movimenti che chiedono giustizia climatica.
La partecipazione di A Sud e CDCA serve a connettere le lotte locali con quelle globali, rafforzare alleanze internazionali e raccontare – con sguardo indipendente e critico – come la diplomazia climatica sta affrontando, o eludendo, le proprie responsabilità.
Perché solo intrecciando voci e resistenze dal basso possiamo costruire un futuro giusto per tutt?.

Per costruire e rafforzare alleanze internazionali

Svolgere la COP in Brasile è un segnale che conta: significa rimettere al centro chi la crisi climatica la subisce davvero. Andiamo a Belém per stare con i movimenti globali per la giustizia climatica. In America Latina oggi si gioca una partita enorme: conflitti ambientali, estrattivismo, repressione, lotte indigene e popolari che resistono da decenni. Con tante realtà — dalla Colombia alla Bolivia, fino all’Amazzonia — abbiamo già lavorato, fatto campagne, costruito ponti. Lì ritroviamo compagn? con cui condividiamo visioni e pratiche.

Per portare una visione radicale dentro la COP

Sì, probabilmente sarà l’ennesimo flop diplomatico. Ma proprio per questo dobbiamo esserci, per non lasciare quei tavoli alle lobby fossili e ai governi che parlano di transizione mentre trivellano.
Da dentro vedi meglio le dinamiche, le crepe, le possibilità di alleanze e di conflitto.
Andiamo per portare la prospettiva della giustizia climatica e delle lotte dal basso, che legano crisi climatica, razzismo, patriarcato e disuguaglianze. La COP non è un punto d’arrivo: è un passaggio. Il resto si fa fuori, insieme, ogni giorno.


Diario dalla COP30

  • Giorno 12 – 24 novembre 2025
    Belém svela il fallimento della diplomazia climatica, ma apre spiragli: una roadmap anti-fossile e nuove alleanze per la giustizia.
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  • Giorno 11 – 21 novembre 2025
    Penultimo giorno a Belém: incendio in COP30, stalli politici e pressioni crescenti sul BAM e sull’uscita dai fossili.
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  • Giorno 10 – 20 novembre 2025A Belém 85 Paesi spingono per uscire dai fossili, mentre Italia e Polonia frenano. La COP30 è al bivio, il tempo è adesso.
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  • Giorno 9 – 19 novembre 2025
    Belém rilancia la lotta globale ai fossili: la Colombia guida un fronte che vuole uscire davvero dal modello che brucia il pianeta.
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  • Giorno 7 – 17 novembre 2025
    Belem in rivolta: popoli indigeni e movimenti sociali spingono per una COP30 che dica finalmente basta ai fossili.
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  • Giorno 6 – 15 novembre 2025
    Anche quest’anno i dati sulla presenza dei lobbisti Gas&Oil alla conferenza di Belém sono alti: su ogni 25 persone accreditate al vertice, uno è un lobbista dei combustibili fossili, in totale sono oltre 1600.
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  • Giorno 5 – 14 novembre 2025
    Il TFFF entra nella Cupula tra promesse e contraddizioni: fondi incerti, debiti in aumento e movimenti che denunciano l’ennesima falsa soluzione verde.
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  • Giorno 4 – 13 novembre 2025
    A Belém la protesta indigena irrompe nella COP30 e svela le contraddizioni del Brasile fossile. Intanto la Cupula esplode di mobilitazioni globali.
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  • Giorno 3 – 12 novembre 2025
    Adattamento al centro della COP30, ma i fondi restano insufficienti. A Belém arrivano movimenti e comunità indigene: la vera pressione viene dai territori.
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  • Giorno 2 – 11 novembre 2025
    Lula parla di disuguaglianze alla Cop30, ma il Brasile continua a spingere sul fossile. A Belém torna al centro il nodo tra clima e ingiustizia.
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  • Giorno 1 – 10 novembre 2025
    Dalla Cop30 alla Cúpula dos Povos: a Belém si apre la sfida per la giustizia climatica tra responsabilità globali, diritti dei popoli e resistenza dei territori.
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Articoli di approfondimento alla COP30

  • Cosa resta della Cop30, la battaglia per il clima e i diritti è ancora lunga – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri e Laura Greco su Domani – COP30 fallisce su fossili e foreste, ma il Bam e il blocco dei 82 paesi per l’uscita dal fossile aprono spiragli di lotta e nuove alleanze.
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  • Sulla fine dei lavori della COP30 – 24 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Cosa è successo alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici? Quali sono le grandi vittorie? Quali le sconfitte?
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  • La tabella della discordia – cos’è successo alla COP30 – 23 novembre 2025
    Laura Greco su Radio24 – COP30 a Belém annuncia impegni su energia, foreste e adattamento, ma senza una vera uscita dal fossile restano promesse vuote da incalzare con lotte dal basso.
    Ascolta su Il Sole 24 ore
  • “A resposta somos nós”. Ma alla COP30 le richieste dei popoli indigeni non fanno breccia – 23 novembre 2025
    Laura Greco su EconomiaCircolare.com – Alla COP30 le voci indigene restano ai margini mentre la foresta corre verso il punto di non ritorno. Senza giustizia, non c’è futuro.
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  • La “Dichiarazione di Belém” e il multilateralismo del phase out dai fossili spinto dal basso – 21 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Da Belém arriva una spinta dal basso per uscire dai fossili: governi e movimenti uniscono le voci per un phase out reale, giusto, globale.
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    • Cop30: senza il Gender action plan ogni azione climatica è limitata – 21 novembre 2025
      Marica Di Pierri e Laura Greco su Valori – Nonostante le ambiziose premesse il Gender action plan ha trovato diversi ostacoli sui tavoli negoziali della Cop30

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  • Alla Cop30 arrivano le storie di migrazioni climatiche – 21 novembre 2025

Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30, in vista delle negoziazioni finali, si parla del fenomeno crescente degli sfollamenti forzati dal cambiamento climatico.
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  • Belém, la foresta degli indigeni si ribella a Lula – 20 novembre 2025
    Laura Greco su Il Manifesto – Le nazionalità dell’Amazzonia denunciano l’inagibilità politica alla Cop e chiedono una mobilitazione internazionale guidata direttamente dai popoli indigeni per proteggere i loro territori e affrontare la crisi climatica alla radice
  • Alla Cop 30 i movimenti si riprendono la scena – 20 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Era dalla Cop 26 di Glasgow che non si vedeva così tanta società civile. Accanto al vertice ufficiale, in più di 50 mila hanno animato la «Cupula dos povos» per una svolta vera sul clima e i diritti
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  • COP30, BELÉM | Italiani in mobilitazione – 20 novembre 2025]
    Il Climate Pride in azione alla COP30: l? attivist? chiedono all’Italia una roadmap chiara e ambiziosa per uscire dai fossili.
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  • A Belém torna il protagonismo sociale – 19 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Collettiva – Alla Cop30 movimenti, organizzazioni, popoli e sindacati riacquistano centralità: proposte e campagne dal basso sono arrivate nelle stanze dei negoziati.
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  • Come procede la COP30 in Brasile? Intervista a Laura Greco da Bélem – 19 novembre 2025
    Laura Greco su Scienza e Pace Magazine – COP30 tra repressione, lobby fossili e resistenze indigene: la giustizia climatica la costruiscono i territori, non i negoziati.
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  • Lifegate dalla COP30 – 18 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Lifegate – Dalla COP30 il racconto dell’inedita comunicazione tra dentro e fuori la COP, tra le richieste indigene e l’ambiguo governo di Lula.
    Ascolta su Lifegate
  • Il Fondo per le foreste e la falsa soluzione del biocapitalismo si ripropone alla Cop30 di Belém – 18 novembre 2025
    Laura Greco su Altreconomia – Il Tropical forests forever facility lanciato da Lula è l’ennesimo dispositivo finanziario che viene presentato come innovazione.
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  • Attivismo e giustizia climatica: se il diritto alla protesta diventa un reato – 17 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Valori.it – Alla Cop30 emerge un allarme globale: in molti Paesi il diritto alla protesta viene represso e l’attivismo ambientale è sempre più criminalizzato
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  • Alla Cop30 di Belèm il fondo per l’adattamento resta senza fondi – 17 novembre 2025]
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – Alla Cop30 fallisce, per il terzo anno di fila, l’obiettivo di raccolta minima per finanziare l’adattamento dei Paesi del Sud globale.
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  • Massiccia partecipazione popolare a Belém – 16 novebre 2025
    Marica Di Pierri su L’aria Che Respiri – Alla Cúpula dos Povos tantissime voci per reclamare la fine dei combustibili fossili e una giustizia climatica guidata dai popoli, non dalle multinazionali.
    Ascolta su Radio Rai1
  • In diretta da Bele?m – Aggiornamenti sulla prima settimana di COP30 – 15 novembre 2025
    Marica Di Pierri su EconomiaCircolare.com – In diretta da Belém, per raccontare in diretta i lavori della 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. ?Foto di Oliver Ninja e Midia Ninja
    Guarda la diretta
  • Cop30: chi difende i combustibili fossili dentro i negoziati sul clima – 14 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Altreconomia – Alla Cop30 un lobbista fossile ogni 25 delegat?: il vertice che dovrebbe chiudere l’era fossile continua a farsela scrivere da chi la profitta.
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  • Giustizia climatica, questa dimenticata – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri su Il Manifesto – Il legame tra clima e disuguaglianze è ormai assodato. Ma dopo 30 anni di conferenze, i ricchi continuano a fare grandi affari con i fossili.
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  • L’adattamento secondo la COP30: “Adattarsi è sopravvivere” – 13 novembre 2025
    Marica Di Pierri per EconomiaCircolare.com – COP30 punta a rendere operativo il Global Goal on Adaptation, tra governance multilivello, indicatori, fondi insufficienti e necessità di giustizia climatica.
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  • La Cop30 in Brasile e le politiche industriali green – 11 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Tutta La Città Ne Parla, Radio3 – È iniziata la Cop30 a Belém, 10 giorni in cui si discuterà su come trovare una via d’uscita alla deriva del cambiamento climatico nonostante le difficoltà politiche che ci circondano.
    Ascolta l’episodio
  • Road to Belém – 7 novembre 2025Marica Di Pierri per Valori.it – Verso la Cop30 di Belém, cosa aspettarci dal più importante appuntamento per salvare il clima della Terra? Diretta con Marica Di Pierri, Luca Lombroso, Giovanni Mori e Lorenzo Tecleme.
    Guarda la diretta
  • Da Parigi a Belém, i conti che non tornano – 6 novembre 2025
    Marica Di Pierri per Il Manifesto – Tra tensioni e fragili compromessi, i preparativi alla vigilia della Conferenza Onu. A che punto sono gli impegni nazionali di riduzione e i piani di adattamento dei singoli Paesi.
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  • A Sud a Belém alla Cop30 – 6 novembre 2025
    A Sud seguirà negoziati e mobilitazioni dalla COP30 di Belém, amplificando le voci dei movimenti per giustizia climatica e sociale.
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  • A Sud aderisce alla Global Call to Action della Cúpula dos Povos  – 5 settembre 2025
    Il 15 novembre scendiamo in piazza: basta disuguaglianze e razzismo ambientale, vogliamo giustizia climatica e un mondo dove la vita sia al centro.
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  • Vertice dei Popoli Verso la COP30: Manifesto Politico – 13 giugno 2025
    A Sud aderisce al Manifesto dei Popoli verso la COP30: un appello globale per giustizia climatica, anticapitalismo e democrazia dal basso.
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Racconteremo le negoziazioni

Per spiegare cosa accade davvero alla COP30, come si muovono i governi e quali interessi guidano le scelte sulla crisi climatica. Vi offriremo una copertura quotidiana per raccontarvi con le nostre parole e con uno sguardo critico, indipendente e radicale, vicino ai movimenti il dentro e fuori la Cop

Sveleremo le contraddizioni

Tra le promesse ufficiali e la realtà, mostrando lo scontro continuo tra lobby fossili e popoli che difendono la vita e i territori. Denunceremo le responsabilità smascherando la falsa transizione energetica e chi continua a inquinare mentre parla di sostenibilità con greenwashing e false soluzioni

Daremo voce alle comunità

Portando le loro storie, le lotte quotidiane e le alternative concrete alla devastazione ambientale, contro colonialismo ed estrazione. Ci collegheremo con l’Italia per connettere istanze e battaglie


INFO E CONTATTI

Per contatti e interviste con la delegazione:

Marica Di Pierri
maricadipierri@asud.net
55 21 967071220

Laura Greco
lauragreco@asud.net
+55 21 997673184

Enti Culturali per il cambiamento ambientale e sociale

Posted by on 1:20 pm in Cultura Sostenibile, Notizie | Commenti disabilitati su Enti Culturali per il cambiamento ambientale e sociale

Enti Culturali per il cambiamento ambientale e sociale

Rendere le imprese culturali e creative un asset chiave nel rispondere all’emergenza climatica: l’arte infatti può essere un potente propulsore della cultura sostenibile e le istituzioni e imprese culturali, quindi, possono qualificarsi come veri e propri agenti di cambiamento sociale per i loro pubblici e la cittadinanza. Dirigi o lavori nel settore Culturale e Creativo e vorresti sviluppare iniziative e progetti nel campo della Sostenibilità? Fino al 12 luglio è possibile inserire uno o più dei servizi del programma “CULTURA SOSTENIBILE” all’interno delle spese ammissibili del bando TOCC promosso dal MIC e usufruire dei contributi a fondo perduto erogati per favorire la transizione ecologica degli organismi culturali e creativi. Maggiori informazioni sul bando sono fornite nel webinar il cui link è a fine pagina. Il programma “Cultura sostenibile: enti culturali per il cambiamento ambientale e sociale”, di A Sud, EconomiaCircolare.com e in collaborazione con Melting Pro, è pensato per le organizzazioni culturali e creative che intendono intraprendere un processo di conversione ecologica: know how; contatti con enti di certificazione garantiti; percorsi formativi e consulenziali sui temi del cambiamento climatico e dell’efficientamento energetico; strategie per una gestione e programmazione culturale basata sulla riduzione dell’impatto ambientale, sull’economia circolare e su azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dei pubblici rispetto all’emergenza climatica. LA FINALITÀ DEL PROGETTO Rendere le imprese culturali e creative un asset chiave nel rispondere all’emergenza climatica: l’arte infatti può essere un potente propulsore della cultura sostenibile e le istituzioni e imprese culturali, quindi, possono qualificarsi come veri e propri agenti di cambiamento sociale per i loro pubblici e la cittadinanza. Parallelamente, a livello europeo e nazionale, sempre più imprese culturali e creative stanno cogliendo i vantaggi derivanti dalla riduzione dell’impatto ambientale, grazie all’introduzione di iniziative sostenibili e investimenti in innovazione tecnologica capaci di generare nuovi posti di lavoro e servizi. Ragionare in termini di sostenibilità ambientale e sociale consente alle imprese del settore di rinsaldare le collaborazioni cross-settoriali, promuovendo alleanze tra soggetti economici della filiera, terzo settore, finanziatori, fino a influenzare le politiche pubbliche. A CHI È RIVOLTO Il programma si rivolge a micro e piccole imprese culturali e creative, enti del terzo settore, organizzazioni profit e no profit attive nel settore artistico, culturale e creativo, con particolare riferimento all’organizzazione di eventi e ai seguenti ambiti di attività: musica moda e filiera tessile spettacolo dal vivo e festival editoria, libri e letteratura INTERVENTI DEL PROGRAMMA CULTURA SOSTENIBILE Percorsi formativi sui temi della sostenibilità, filiera circolare, cambiamenti climatici e impatti ambientali del settore culturale volti allo sviluppo delle organizzazioni culturali e creative verso modelli organizzativi più sostenibili e inclusivi; Assessment dei consumi e valutazione dell’impatto ambientale e sociale di eventi e festival culturali come analisi e calcolo dell’impronta carbonica e analisi di possibili interventi di compensazione; Certificazioni attraverso il contatto con Enti accreditati partner (UNITRAIN, ecc); Sviluppo della policy ambientale dell’organizzazione e accompagnamento alla redazione di un action plan per rendere l’evento culturale e l’ente più sostenibile da sviluppare in tre fasi; Supporto alla definizione di una efficace strategia di comunicazione e marketing relativa agli interventi messi in campo; Consulenza su contenuti e temi per orientare la creazione di spettacoli, prodotti ed esperienze culturali verso la climate justice e aumentare la capacità di ingaggio dei pubblici e l’attivazione di partenariati con enti scientifici di riferimento (ENEA, Università, ecc); Capacity building indirizzato ad operatori/trici culturali per lo sviluppo di competenze di creative climate leadership, competenze green e relazionali e formazione; Networking e percorsi di facilitazione per la costruzione di partnership nazionali e internazionali multidisciplinari attraverso cui promuovere iniziative e progetti...

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Comunitaria: Qualità dell’aria e scienza partecipata a Colleferro

Posted by on 7:58 am in Notizie | Commenti disabilitati su Comunitaria: Qualità dell’aria e scienza partecipata a Colleferro

Comunitaria: Qualità dell’aria e scienza partecipata a Colleferro

26 Maggio 2023 ore 17.30 Sala Aldino Ripari (Ex Sala Konver), Via degli Esplosivi, Colleferro (RM) Il partenariato del progetto ComunitAria è lieto di invitarLa all’evento di presentazione dei risultati delle attività di monitoraggio della qualità dell’aria a Colleferro, realizzato dal CDCA, l’Unione Giovani Indipendenti e la Rete per la Tutela della Valle del Sacco in collaborazione con il Comune di Colleferro e la chiesa Valdese di Colleferro. Le attività di monitoraggio della qualità dell’aria realizzate insieme al Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza sono state realizzate per identificare il portato delle diverse fonti contaminanti presenti sul territorio. L’evento, momento di restituzione dei risultati della ricerca alla cittadinanza, vuole offrire uno spazio di confronto fra enti preposti, esperti, scienziati e società civile, mettendo i risultati della ricerca a disposizione di tutti nella speranza di creare opportunità di sinergie tra stakeholders. ComunitAria: risultati delle indagini e raccomandazioni sulla qualità dell’Aria a Colleferro Luca Giordani, Lucie Greyl, Maria Chiara Guidaldi, Roberto Rosso, Alberto Valleriani, Membri dell’équipe di ricerca di ComunitAria Silvia Canepari e Lorenzo Massimi – Dipartimento di Biologia Ambientale, Università La Sapienza   Monitoraggio della qualità dell’Aria e Epidemiologia nella Valle del Sacco: iniziative per comprendere e rispondere alle criticità territoriali Alessandro Di Giosa e Maria Agostina Frezzini – UOS Centro Regionale Qualità dell’Aria, ARPA Lazio Matteo Renzi – U.O.C Epidemiologia Eziologica e Occupazionale, DEP Lazio Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro   * * * E’ gentilmente richiesta l’iscrizione all’evento tramite Eventbrite Contatti Lucie Greyl...

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Le risposte di Eni alle domande di A Sud

Posted by on 2:36 pm in News, Notizie, Osservatorio Eni | Commenti disabilitati su Le risposte di Eni alle domande di A Sud

Le risposte di Eni alle domande di A Sud

Abbiamo presentato le nostre domande a Eni, partecipando all’assemblea annuale degli azionisti. Ecco cosa (non) ci hanno detto. Anche quest’anno, attraverso Fondazione Finanza Etica, A Sud ha partecipato all’assemblea degli azionisti di Eni. Lo abbiamo fatto, per il quarto anno consecutivo, in maniera virtuale: sì, perché mentre nei giorni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’emergenza internazionale per la pandemia di Covid-19, il cane a sei zampe si è appigliato a un regalo del governo Meloni e ha chiuso nuovamente le porte agli azionisti critici, scegliendo di deliberare sul bilancio a porte chiuse. Impedita persino la possibilità di partecipare in streaming, abbiamo solamente potuto presentare le nostre domande sull’operato dell’azienda. Ecco cosa (non) ci hanno detto. Passano gli anni ma Eni resta sempre la stessa: una multinazionale che fa dell’annuncio il perno delle politiche aziendali. Convinta com’è di irretire in questo modo le azioniste e gli azionisti nonché l’opinione pubblica, Eni si rifugia in quello che l’anno scorso abbiamo definito “un linguaggio formale, pieno di tecnicismi e risposte dilatorie”. È l’analoga sensazione che ne abbiamo ricavato tra ieri e oggi, quando abbiamo esaminato le risposte che l’azienda ha fornito alle domande che abbiamo posto prima dell’assemblea degli azionisti, che per il quarto anno consecutivo si terrà a porte chiuse, impedendo la partecipazione, sia fisica che virtuale, degli azionisti. Come A Sud, abbiamo inoltrato una serie di quesiti specifici dai luoghi in cui Eni opera, per verificare tra ciò che Eni dice di fare e ciò che Eni fa realmente. Ancora una volta spiace constatare che perfino la trasparenza, tanto decantata nei discorsi del cane a sei zampe, è un’utopia. Di più: per Eni le domande che arrivano dalla carne viva dei territori sono solamente l’ennesima occasione per ribadire che va tutto bene, che tutto è stato condotto nel migliore dei modi, che gli impatti ambientali, sociali ed economici di un’azienda fortemente ancorata alle fonti fossili sono quasi nulli. Riportiamo qui alcune delle risposte che meno ci hanno convinto (seguirà una seconda parte). GELA Partiamo da uno dei territori più emblematici di come Eni intende la propria attività industriale. Sono passati quasi 10 anni dalla chiusura dell’ex raffineria, l’ultimo residuo degli impianti voluti da Enrico Mattei in persona. A fronte dei lasciti rimasti irrisolti – le bonifiche non attuate, i drammatici dati sulla salute della popolazione (con picchi di tumori e malformazioni), la mancata riconversione dei lavoratori – gli interessi economici dell’azienda sono sulla bioraffineria, attiva dal 2019, e sul gasdotto Argo-Cassiopea. Eni ci ha confermato che la produzione di gas sarà attiva dalla prima metà del 2024. E pazienza se, dalle prime autorizzazioni risalenti al 2014, si sono susseguiti gli appelli dell’IPCC e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia a bloccare nuovi impianti di petrolio e gas. Nello specifico, poi, sul golfo di Gela uno studio del 2018 ha rilevato “perturbazioni nell’ambito degli ecosistemi marini da parte delle attività industriali presenti a Gela” e concentrazioni preoccupanti di uranio 238 e di torio 234. Per Eni quel che conta è che le varie autorizzazioni di questi anni  “confermano la piena compatibilità ambientale del progetto”. La crisi climatica e le preoccupazioni della popolazione possono attendere. Nessuna fretta, invece, per le prescrizioni ambientali sancite dal Comune di Gela a seguito del rilascio delle autorizzazioni su Argo-Cassiopea. Queste, infatti, “vanno avanti in parallelo ai lavori di realizzazione dell’impianto”, mentre sarebbe stato auspicabile, e...

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Borse di Studio

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Borse di Studio

TRAINING FOR CIRCULARITY | Borse di studio WEEE EDITION Formazione di nuove professionalità nel settore della chiusura dei cicli della filiera dei RAEE e nella comunicazione e marketing per la sostenibilità e la circolarità GRADUATORIE Graduatorie finali e assegnazione ai vincitori profili A-B-C-D-E Risultati Prima fase di Valutazione e Ammissione ai Colloqui – Graduatorie profili A-B-C-D-E PROGETTO Il progetto “Training for Circularity – Borse di Studio (WEEE Edition)”, è un progetto di formazione-lavoro destinato a 10 giovani laureati o neolaureati, per acquisire competenze nel campo dell’economia circolare, con specifico riferimento al settore dei RAEE e del green marketing.  Riconoscendo la centralità della formazione – e specificamente della formazione professionale – nella promozione di nuove competenze e di modelli economici e processi produttivi sostenibili e circolari, il progetto prevede la formazione di 10 nuove professionalità nel settore dei RAEE mediante l’erogazione di n.10 borse di studio della durata di 12 mesi, destinate ad altrettanti giovani laureati o neolaureati di diversi campi disciplinari. PROMOTORI L’iniziativa è co-promossa da ERION WEEE, ENEA – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali e CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, editore della testata EconomiaCircolare.com. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di “Dire Fare RAEE – Sostenibili per natura”, programma di sensibilizzazione e comunicazione di ERION WEEE. Le borse sono bandite e gestite dal CDCA; in collaborazione con ERION WEEE ed ENEA. OBIETTIVI Obiettivo del Progetto è realizzare un programma di formazione di 10 nuove professionalità nel settore della chiusura dei cicli della filiera dei RAEE e nel campo della comunicazione e del marketing per la sostenibilità e la circolarità mediante 10 borse di studio di 12 mesi ciascuna che saranno ospitate presso ENEA e CDCA e indirizzate e seguite con approccio condiviso e trasversale da esperti ENEA, CDCA ed ERION. TEMATICHE Le 10 borse di studio riguardano tematiche tecniche, gestionali e di comunicazione e sono suddivise in 5 diversi profili formativi: n.2 borse su analisi e scenari della filiera dei RAEE; n.2 borse su valutazione di  sostenibilità e circolarità di prodotto/servizio della filiera dei RAEE; n.2 borse su tecnologie ecoinnovative per il trattamento dei RAEE finalizzate al recupero dei materiali; n.2 borse su tecnologie per l’ecoinnovazione di prodotti e dei processi per la chiusura dei cicli e la gestione efficiente delle risorse; n.2 borse su comunicazione, marketing e fundraising per la sostenibilità e la circolarità. SEDI DI LAVORO Gli/le assegnatari/e delle prime 8 borse di studio saranno accolti e formati presso le sedi di ENEA, C.R. Casaccia (Roma), e seguiti da personale esperto del Dipartimento “Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e territoriali (SSPT)”.  Gli/le assegnatari/e delle 2 borse su Comunicazione e marketing per la sostenibilità e la circolarità saranno accolti e formati presso le sedi del CDCA – Centro di Documentazione sui conflitti ambientali. Entrambe le sedi di assegnazione sono ubicate sul territorio della città di Roma. REQUISITI A seconda dei profili per i quali si concorre (specificamente indicati dal Bando), è richiesto il possesso di un titolo di laurea magistrale in uno dei seguenti campi: Ingegneria chimica, gestionale e dei materiali), Architettura, Scienze ambientali, Chimica, Fisica, Economia, Sostenibilità, Marketing, Scienze della comunicazione, Comunicazione aziendale, Design. La lista dei titoli è da intendersi indicativa ma non esaustiva. I curriculum verranno valutati caso per caso. PROCEDURA Le borse saranno attribuite attraverso un procedimento di selezione per titoli e esame che sarà espletata nell’arco di 3 mesi e che sarà organizzata e condotta...

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Conflitti ambientali, crisi climatica e strumenti di attivazione

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Modulo didattico a cura del CDCA nell’ambito del Master di Roma Tre Roma Università RomaTre, via Ostiense 127 Venerdì 28 ottobre, ore 18.00 – Lunedì 12 dicembre, ore 19.00   Modulo didattico a cura del CDCA Environmental Humanities 2022 Master studi dell’Ambiente e del Territorio Università RomaTre Programma Leggere le crisi ambientali con le lenti della giustizia ambientale e climatica Venerdì 21 ottobre 14.00-19.00 Introduzione e presentazione del Corso a cura di Maura Peca Marica Di Pierri (A Sud) – Giustizia ambientale e Giustizia Climatica. Per un approccio politico alle questioni ambientali Sara Vegni (A Sud) – Strumenti partecipativi per comunità reattive I conflitti ambientali: dal globale al locale Sabato 22 ottobre 10.00-13.00 Maura Peca (A Sud) – Il caso dell’atlante dei conflitti ambientali e l’Ejatlas internazionale Moha Tawja (attivista per il diritto all’acqua in Marocco) – Il caso di Imiter e le rinnovabili selvagge in nord africa Introduzione all’ecologia politica Venerdì 28 ottobre 15.00 – 19.00 Salvo Torre (Università degli Studi di Catania) – Il contesto di riferimento sull’ecologia politica: introduzione sulla genealogia dell’ecologia politica Giulia Arrighetti (Ecologia politica network) – Autobiografia di una rete. Un esercizio di autoriflessione sul nostro posizionamento politico L’ecologia politica vista dei territori Sabato 29 ottobre 10.00-13.00 Federico Scirchio (Ecologia Politica Network) – Ecologia Politica Network: nascita e diffusione della rete dei collettivi di ecologia politica in Italia Ludovica Di Prima (Ecologia Politica Palermo) – Tra promessa di sviluppo e sottosviluppo funzionale. Praticare ecologia politica in Sicilia Michael Tortorella (Ecologia Politica, Raggia tarantina) – Decolonizzare la crisi socio-ecologica a Taranto: le radici coloniali e patriarcali del ricatto salute-lavoro-ambiente La laboratoria Berta Caceres – Liberare spazi, liberare saperi e pratiche ecologiste: il caso romano della Laboratoria Berta Caceres Storie di contaminazione Venerdì 4 novembre 14.00 – 19.00 Ilenia Iengo (Non una di meno Napoli, dottoranda in Ecologia politica femminista presso il Barcelona Laboratory for Urban Environmental Justice and Sustainability dell’ICTA-UAB) – Toxic bios: controcartografia della contaminazione e narrazioni di resistenza all’ingiustizia ambientale Andrea Turco (giornalista e scrittore di Gela) – Il caso emblematico di Gela: dalla contaminazione alla riconversione Nuove narrazioni delle resistenze territoriali Sabato 5 novembre 10.00-13.00 Alessandro Lutri (Antropologo, Università di Catania) – Fare antropologia e storia pubblica a Gela: l’esperienza del laboratorio didattico “Memorie del futuro e nuovi immaginari sul futuro” Elisa Privitera (Università degli Studi di Catania) – Small data, saperi e pratiche insorgenti per risignificare i paesaggi del rischio Strumenti per la Giustizia ambientale: la citizen science (online) Venerdì 11 novembre 14.00 – 19.00 Maura Peca (A Sud) – La citizen science come pratica di giustizia ambientale Anna Berti Suman (The European Commission Joint Research Centre) – Citizen science, tra scienza e diritto: approcci, metodi e strumenti sulla base dell’esperienza del progetto ‘Sensing for Justice’ Luigi Conte (Scienza Radicata) – Il caso di Fiumicino: come la citizen science può aiutare una comunità Water bliz sul Tevere: passeggiata alla scoperta delle storie del Tevere Sabato 12 novembre 10.00-13.00 passeggiata a cura di Maura Peca e Sara Vegni sul Tevere Lezioni extra ed eventi collaterali 4 novembre / Presentazione del Libro “La causa del secolo” a cura di Marica Di Pierri presso la Certosa 5 novembre / Presentazione Trame con Elisa Privitera, Ilenia Iengo e la Laboratoria Berta Caceres / Sparwasser Altri eventi in via di definizione.   Info e contatti:...

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GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

Posted by on 5:21 pm in News, Osservatorio Eni | Commenti disabilitati su GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

GreENIwashing: un report che ripercorre e racconta le condotte di greenwashing della principale multinazionale petrolifera italiana A cura di: Andrea Turco e Maura Peca Sessant’anni dopo la morte del suo fondatore Enrico Mattei, per ENI il 2022 ha significato un ritorno alle origini. La multinazionale del fossile è tornata a dettare la linea al governo, soprattutto con l’avvio della guerra in Ucraina. Le “nuove” rotte del gas, così come la vicenda degli extraprofitti, confermano che la transizione ecologica continua a passare dagli interessi dell’azienda fossile. Diventa dunque ancora più fondamentale analizzare i tentativi di far diventare verde il cane a sei zampe. Lo ha fatto il giornalista ambientale Andrea Turco in questo dossier, curato da A Sud, che raccoglie e amplia una serie di contributi pubblicati in questi mesi presso alcune delle più importanti testate ambientali. “Lo dobbiamo – si legge nel dossier – a quei territori cannibalizzati e marginalizzati dalla presenza dell’industria fossile, violati nel loro diritto alla salute e a una vita salubre, condannati alla dipendenza economica, occupazionale e culturale da un solo padrone” Scarica il dossier Il Report è stato realizzato nell’ambito del progetto Osservatorio Eni di A Sud e CDCA, finanziato da 8×1000 Chiesa Valdese e da...

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GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

Posted by on 2:38 pm in News, Notizie, Osservatorio Eni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

GreENIwashing: il greenwashing di Eni e altre storie

GreENIwashing: un report che ripercorre e racconta le condotte di greenwashing della principale multinazionale petrolifera italiana A cura di: Andrea Turco e Maura Peca Sessant’anni dopo la morte del suo fondatore Enrico Mattei, per ENI il 2022 ha significato un ritorno alle origini. La multinazionale del fossile è tornata a dettare la linea al governo, soprattutto con l’avvio della guerra in Ucraina. Le “nuove” rotte del gas, così come la vicenda degli extraprofitti, confermano che la transizione ecologica continua a passare dagli interessi dell’azienda fossile. Diventa dunque ancora più fondamentale analizzare i tentativi di far diventare verde il cane a sei zampe. Lo ha fatto il giornalista ambientale Andrea Turco in questo dossier, curato da A Sud, che raccoglie e amplia una serie di contributi pubblicati in questi mesi presso alcune delle più importanti testate ambientali. “Lo dobbiamo – si legge nel dossier – a quei territori cannibalizzati e marginalizzati dalla presenza dell’industria fossile, violati nel loro diritto alla salute e a una vita salubre, condannati alla dipendenza economica, occupazionale e culturale da un solo padrone”   Scarica il dossier Il Report è stato realizzato nell’ambito del progetto Osservatorio Eni di A Sud e CDCA, finanziato da 8×1000 Chiesa Valdese e da...

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TEDX: Il Giudizio Universale è arrivato

Posted by on 12:15 pm in Giudizio Universale, News, Notizie | Commenti disabilitati su TEDX: Il Giudizio Universale è arrivato

TEDX: Il Giudizio Universale è arrivato

Un TED Talk tutto dedicato a Giudizio Universale e alla prima causa climatica italiana. Una associazione ecologista indipendente, l’associazione A Sud, ha lanciato l’idea e il cuore oltre l’ostacolo. All’avventura si sono uniti in tanti e alla fine a firmare l’atto di citazione sono stati 203 soggetti. Alcune associazioni (24 per l’esattezza) e 179 individui. Tra loro ci sono 17 minori. Bambini e bambine, ragazzine e ragazzini, adolescenti preoccupati per il loro futuro. Ci sono Libero e Margot. A Sud VS Italia è diventata la prima grande azione legale della storia promossa in Italia sui tema dei cambiamenti climatici. È stata definita la “causa del secolo” ed è diventata una grande campagna nazionale dal nome altisonante: “GIUDIZIO UNIVERSALE”. Giudizio, perché è di fronte ai giudici che portiamo lo Stato, ma anche perché è di giustizia che si parla. Universale, perché la causa per la quale ci battiamo riguarda tutti e tutte, ogni angolo del pianeta. La sua portata è più che globale. Un TED Talk di Marica Di Pierri, che di A Sud è portavoce: laureata in giurisprudenza, con PDH in Human Rights, lavora da quindici anni nel campo della giustizia ambientale e dell’ecologismo. Giornalista pubblicista, è Direttrice Responsabile della testata EconomiaCircolare.com. Co-fondatrice e direttrice del Centro Documentazione sui Conflitti Ambientali, ne coordina l’equipe di ricerca e le attivita? di reporting. Dal 2007 è nel direttivo dell’Associazione A Sud, di cui è portavoce. Autrice di articoli e e co-autrice di saggi e pubblicazioni, collabora con quotidiani, riviste e testate radiofoniche e televisive. Link di TedX Bologna This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more...

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Guida per eventi culturali a impatto zero

Posted by on 3:24 pm in Cultura Sostenibile, in Evidenza, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su Guida per eventi culturali a impatto zero

Guida per eventi culturali a impatto zero

GUIDA PER EVENTI CULTURALI A IMPATTO ZERO “Arte, cultura e sostenibilità ambientale” © 2022 CDCA E MeP Tra le attività del Progetto SNUPI è stata realizzata la Guida per l’organizzazione di eventi ed attività culturali a impatto zero. Obiettivo della guida è fornire strumenti pratici per riflettere su come e perché la cultura possa non solo supportare, ma anche guidare la trasformazione verso società basate su nuovi modelli di sviluppo meno impattanti. Se è vero che il mondo della cultura ha l’opportunità e la responsabilità di giocare un ruolo in prima linea nel cambiamento sistemico sempre più urgente e necessario, occorrono azioni a supporto per orientare gli operatori e le organizzazioni artistico-culturali di fronte a sfide sempre più complesse. La visione che ispira questa pubblicazione considera l’apporto delle imprese culturali e creative come un asset chiave nel rispondere all’emergenza climatica sotto diversi punti di vista. “Non solo l’arte è strumento di promozione di una cultura sostenibile (il contenuto artistico di un’opera o il processo con cui quest’opera viene realizzata può veicolare messaggi che responsabilizzano sui temi ambientali), ma istituzioni e imprese culturali possono agire come vere e proprie piattaforme di comunicazione ambientale capaci di sensibilizzare i loro pubblici e la cittadinanza. Allo stesso tempo, sempre più imprese culturali e creative, a livello europeo e nazionale, stanno cogliendo i vantaggi derivanti dalla riduzione dell’impatto ambientale, in terminidi efficienza e di innovazione, grazie all’introduzione di iniziative sostenibili e investimenti in tecnologie pulite, capaci di  generare nuovi posti di lavoro e servizi. Infine, ragionare in termini di sostenibilità ambientale ed economica, consente alle imprese del settore di rinsaldare le collaborazioni tra soggetti della filiera, di dialogare con altri settori economici, fino a influenzare le politiche pubbliche nei casi più virtuosi.” P. Braga, L. Greco, “Per una cultura sostenibile: innovazioni e pratiche”, in Io sono cultura. Rapporto 2019. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi. SCARICA LA GUIDA __________________________________________________________ La Guida per evento culturali a impatto zero è stata realizzato nell’ambito del progetto SNUPI – Spazi Naturali Urbani e di Prossimità per l’Infanzia, promosso dal CDCA assieme a MeltingPro e l’Erbavoglio e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei...

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Piccolo manuale per l’Educazione in Natura

Posted by on 9:35 pm in in Evidenza, Pubblicazioni, Pubblicazioni del CDCA | Commenti disabilitati su Piccolo manuale per l’Educazione in Natura

Piccolo manuale per l’Educazione in Natura

PICCOLO MANUALE PER L’EDUCAZIONE IN NATURA “COME UNA PIGNA IN CITTÀ” © 2021 CDCA Questo manuale vuole essere uno strumento per orientare gli adulti nei processi di apprendimento esperienziale dell’infanzia nei contesti naturali urbani. Nel percorso di formazione e acquisizione di consapevolezza da parte della comunità educante della necessità di educare i bambini e le bambine ad una relazione sana e costruttiva con i contesti naturali, risultano indispensabili gli strumenti che possano essere utilizzati in maniera autonoma, al ne di accompagnare la comunità infantile nei modi, tempi e spazi che via via si ritengono più opportuni. Le scuole, le case, i giardini del quartiere, la città e la campagna, il tempo dell’apprendimento formale e informale, il tempo del gioco e del riposo, ognuno di questi contesti necessita di coordinate per accompagnare la crescita e i processi di apprendimento in natura. L’esperienza in natura in età infantile ha molti benefici. Una recente e ampia rassegna sistematica della letteratura pone in evidenza gli e etti dello stare in natura sia per lo sviluppo individuale del bambino – nei termini di benessere, percezione di sé, competenza del Sé e competenze specifiche – sia per l’area motoria che per la dimensione sociale. Importanti benefici sono da rintracciare anche nella direzione della consapevolezza ambientale e a supporto dell’educazione ambientale. Nella lotta alla povertà educativa e nei percorsi di rafforzamento delle comunità educanti, in particolare nei contesti urbani, è fondamentale rilevare i cosiddetti deficit di natura, ossia la mancanza di rapporto con gli spazi naturali che, a prescindere dalle realtà geografiche, è drammaticamente più evidente nelle fasce più deboli e culturalmente meno attrezzate. In tali fasce di popolazione la percezione di questa carenza è meno sentita e minori sono le occasioni per consentire ai bambini e alle bambine di compiere appaganti esperienze all’aperto. Difficile risulta la promozione e attivazione di periodiche e significative esperienze d’immersione nei contesti naturali fuori dalla città. Per questo è necessario ripensare gli spazi verdi cittadini, quelli frequentati abitualmente dai bambini e dalle bambine, come cortili e giardini scolastici, parchi e aree gioco urbane, affinché possano rappresentare anch’essi luoghi d’incontro con la natura in cui attivare percorsi di scoperta del mondo naturale e di educazione ambientale qualitativi. Consapevoli che non potranno sostituire le esperienze vissute nella “natura selvaggia” ma potranno contribuire a trasformare il mondo dell’educazione e donare occasioni alla comunità intera per riscoprire il valore della natura e del nostro rapporto con essa. Per rispondere a queste esigenze e con l’obiettivo di creare cittadini e cittadine in grado di non sentire la natura come altro da sé, ma come componente essenziale del nostro vivere quotidiano e del nostro sviluppo sociale e cognitivo, proponiamo una guida per grandi e piccoli, convinti che la giustizia ambientale e intergenerazionale parta dalla creazione di generazioni consapevoli e proattive. Solo partendo dalla creazione di una cultura attenta ai cicli naturali e alla loro salvaguardia, potremmo pensare a società più eque ed inclusive. SCARICA IL TOOLKIT Guarda le pillole animate: Video pillola 1: Perché un manuale sull’educazione in natura Video pillola 2: La relazione con la natura Video pillola 3: Come fare educazione ambientale Video pillola 4: La natura in città —————- Il toolkit “Come una Pigna in città – Piccolo manuale per l’educazione in Natura“, è stato realizzato nell’ambito del progetto SNUPI – Spazi Naturali Urbani e di Prossimità per l’Infanzia, promosso dal CDCA assieme a MeltingPro...

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